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                                            lab Harambèe – S lorenzo, Estate 2004


DIVENIRE

divenir essere, divenir altro, divenir niente
per ottime e svariate ragioni
è il libero arbitrio ciò che gli Dei
invidiano agli uomini

non c’è niente di già stabilito
anche se tutto sta in uno ordine creato
DIVENIR essere
DIVENIR altro
DIVENIR niente

quello che non si può immaginare
quello che non si può concepire
quello che, manifesto, fa tremare
quello che reggerlo è dell’anima/animale

(…)

destinato alla gioia, l’uomo si nutre di noia
divenir essere,divenir altro, divenir niente
essere
altro
niente

 

 

 

 

 

 

 

da ” Divenire ” – G.L. Ferretti – P.G.R. (qui)

 

 

 

 

Osservatorio di Fine Estate 2004 – (continua)

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Silvia stamattina scrive una mail:

“…l’hanno ucciso. Giustiziato? Assassinato? Si possono usare parole diverse, ma il significato alla fine non cambia: Ezio Baldoni è morto. Un uomo che credeva nella pace, nella vita, negli uomini.. Perchè? Perchè deve sempre finire così?

Quando ho letto la notizia… sono rimasta sconvolta, poi sono andata sul suo blog.. a rileggere uno dei suoi ultimi messaggi e ho ritovato la  forza.. la forza per continuare.”

sabato, 24 luglio 2004

LA TERRA, IL TEPORE,. LA MORTE

E’ tornato. E’ tornato il momento di partire.

Da un po’ di tempo la solita vocina insistente tra la panza e la coratella mi ripeteva: “Baghdad! Baghdad! Baghdad!”. Ho dovuto cedere.

Come sempre, quando si prepara un viaggio importante, cominciano a grandinare le coincidenze. E chissà quanto sono segni e quanto le provochiamo noi.

Ancora una volta, prima di una partenza, mi sono sdraiato sotto le stelle, nella Romagna dei miei nonni e della mia infanzia, in cima a Monte Bora, sulla terra notturna ancora calda del sole di luglio.

La terra, sotto, mi riscaldava il corpo. La brezza, sopra, lo rinfrescava.

Lucciole, profumo di fieno tagliato, il canto di milioni di grilli.

E’ qui che da piccolo studiavo spagnolo su un libro trovato in soffitta. E’ qui, davanti a un piatto di tagliatelle, che tre anni fa si è fatta sentire la solita vocina che ripeteva: “Colombia, Colombia, Colombia!”

Si è parlato molto di morte in questi giorni: della morte serena di Zio Carlo, filosofo e yogi, che forse sapeva la data del suo trapasso. Guardando il cielo stellato ho pensato che magari morirò anch’io in Mesopotamia, e che non me ne importa un baffo, tutto fa parte di un gigantesco divertente minestrone cosmico, e tanto vale affidarsi al vento, a questa brezza fresca da occidente e al tepore della Terra che mi riscalda il culo. L’indispensabile culo che, finora, mi ha sempre accompagnato.

http://www.baghdad.splinder.com

<font face="Courier New" color=#669966 size=2

La forza per cntinuare, cara Silvia… il sentimento della Vita che ci chiama a partire per il (suo) Viaggio.

Il rispetto dell Vita, essere consapevolmente suoi figli. Essere e madre, padre e figlii di noi stessi e fra noi… e nei mondi.

Riconoscere, partendo propio da la violenza , rifiutare ogni atto sia pur piccolo di distruzione, manipolazione, sopraffazione. Sempre.

Portare nel cuore la dichiarazione d’amore di Ezio Baldoni e trasmetterla. Lui l’amava davvero la Vita, accettandola anche nella sua visione altra: la Morte.

Denunciare e non condividere una guerra allucinante e le sue condizioni d’ingiustizia e sterminio per lui ha significato conoscerele entrambi: la Vita e la Morte.

Lo ha testimoniato fino in fondo. Davvero.

Questo è Amore.

Grazie…

Ti abbraccio forte

kaapi



Silvia stamattina scrive una mail:

“…l’hanno ucciso. Giustiziato? Assassinato? Si possono usare parole diverse, ma il significato alla fine non cambia: Ezio Baldoni è morto. Un uomo che credeva nella pace, nella vita, negli uomini.. Perchè? Perchè deve sempre finire così?

Quando ho letto la notizia… sono rimasta sconvolta, poi sono andata sul suo blog.. a rileggere uno dei suoi ultimi messaggi e ho ritovato la  forza.. la forza per continuare.”

sabato, 24 luglio 2004

LA TERRA, IL TEPORE,. LA MORTE

E’ tornato. E’ tornato il momento di partire.

Da un po’ di tempo la solita vocina insistente tra la panza e la coratella mi ripeteva: “Baghdad! Baghdad! Baghdad!”. Ho dovuto cedere.

Come sempre, quando si prepara un viaggio importante, cominciano a grandinare le coincidenze. E chissà quanto sono segni e quanto le provochiamo noi.

Ancora una volta, prima di una partenza, mi sono sdraiato sotto le stelle, nella Romagna dei miei nonni e della mia infanzia, in cima a Monte Bora, sulla terra notturna ancora calda del sole di luglio.

La terra, sotto, mi riscaldava il corpo. La brezza, sopra, lo rinfrescava.

Lucciole, profumo di fieno tagliato, il canto di milioni di grilli.

E’ qui che da piccolo studiavo spagnolo su un libro trovato in soffitta. E’ qui, davanti a un piatto di tagliatelle, che tre anni fa si è fatta sentire la solita vocina che ripeteva: “Colombia, Colombia, Colombia!”

Si è parlato molto di morte in questi giorni: della morte serena di Zio Carlo, filosofo e yogi, che forse sapeva la data del suo trapasso. Guardando il cielo stellato ho pensato che magari morirò anch’io in Mesopotamia, e che non me ne importa un baffo, tutto fa parte di un gigantesco divertente minestrone cosmico, e tanto vale affidarsi al vento, a questa brezza fresca da occidente e al tepore della Terra che mi riscalda il culo. L’indispensabile culo che, finora, mi ha sempre accompagnato.

http://www.baghdad.splinder.com

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La forza per cntinuare, cara Silvia… il sentimento della Vita che ci chiama a partire per il (suo) Viaggio.

Il rispetto dell Vita, essere consapevolmente suoi figli. Essere e madre, padre e figlii di noi stessi e fra noi… e nei mondi.

Riconoscere, partendo propio da la violenza , rifiutare ogni atto sia pur piccolo di distruzione, manipolazione, sopraffazione. Sempre.

Portare nel cuore la dichiarazione d’amore di Ezio Baldoni e trasmetterla. Lui l’amava davvero la Vita, accettandola anche nella sua visione altra: la Morte.

Denunciare e non condividere una guerra allucinante e le sue condizioni d’ingiustizia e sterminio per lui ha significato conoscerele entrambi: la Vita e la Morte.

Lo ha testimoniato fino in fondo. Davvero.

Questo è Amore.

Grazie…

Ti abbraccio forte

kaapi