Settanta + Ottanta = Centociquanta

24 Maggio 2021

foto di Paolo Brillo

(post in progress)

25 . 5 . 2021

70 + 80 = 150, chissà a quale lunghezza d’onda corrispondono queste cifre.

Quali vibrazioni di suono e colore corrispondono al trascorrere delle nostre vite fin qui e verso il seguito. E, d’altronde ci si potrebbe domandare fino a quando qui, intuendo che tornando a Casa, dopo non ci sarà limite né nel tempo né nello spazio. Tornare a casa … quando si comincia?

C’è chi lo sente prima e chi più tardi, ma non misurare il tempo quantificando gli anni trascorsi (riconrrenza dei compleaani), almeno secondo l’apparenza, aiuta a percepire il tempo non lineare, quello dell’eternità, aiuta a ritrovare quel’ascolto che da bambini sentivamo focalizzato sul presente, perfino sull’istante preciso.

Non misurare il tempo aiuta ad ampliare il nostro sguardo, potrebe condurci ad accettare che il nostro sguardo diventi sfocato perdendo contorni e forme, al vuoto regalandoci , come se noi stesi fossimo immagini (non importa quali) riconosciute come tali proprio nel momento in cui cominciano svanire.

Perdersi e lasciare scorrere via l’identità alla quale ci siamo aggrappati ed nella quale ci siamo reciprocamente riflessi inconsapevolmente, imprigionandoci.

Perdersi e ri-trovare la direzione, verso casa, essere semplicemente nell’appartenenza misteriosa e meravigliosa (soprattuo quando ci fa così paura), non nelll’affermazione (chi sono, chi sei, chi siamo?), dar-si e perder-si, non per ricevere ed essere riconosciuti, senza riscontro se non il fluire.

Fra il dire ed il fare c’è di mezzo il … sembrare. Eppure, fra gli opposti (con e o senza, giusto o sbagliato, mio e tuo, subito o dopo, ecc.) l’opposizione potrebe congiunzione ,(con e senza, giusto e sbagliato, mio e tuo, prima e dopo, ecc. ed acc.). Un salto, trasforma la camminata in danza, il grido nell’alchimia di un coro di voci.

Così, fra gli opposti resterà uno spazio per ciò che non è nè positivo nè negativo. Nè corretto né scorretto. Atarassia, fra armonici che facendosi eco si ricongiungono al silenzio originario .

Equilibrio impermantente, mutante. Che meraviglia!

NPAL (Nomadic Provisional Art-Life) Lab – “Disappearing”

S’allontanano

la foglia dal ramo

il petalo dal fiore,

la radice sotto terra

dalla nuvola lassù?

Tutto sopra il mare

ed in profondità

il mistero fluisce in ogni dove

oltre confine respira e sospira.

La risposta soffia nel vento e mai sarà la stessa.

Crescerà e diminuirà

fino a scomparire, libera.

Finalmente.

(

(post in progress – continua 24/25052021)

28 Maggio 2021

Fatue figure, dileguanti cose,

trattenervi con un piccolo cenno

sulla soglia della sparizion:

dal congedo, dal mai più rivedersi

fare una cosa che prodiga sorrida

e si sporga sule punte per abitare

muta ciò che già svanì (: idee e rose)

Fatue figure, dileguanti cose,

trattenervi con un pioccolo cenno

sulla soglia della sparizione;

dal congedo, dal mai più rivedersi

fare una cosa che prodiga sorrida

e si sporga sulle punte per abitare

muta vicino a ciò che già svanì ( idee e rose -)

Rainer Maria Rilke “Nei giorni dell’Infanzia” – Passigli Editori

NPAL Lab “sotto/dentrocasa” – 05052021

NPAL LAB – “Sottocasa/Dentrocasa” 28052021

Un Altro Zero

(post in progress: 5 Maggio)

They say ev’rything can be replaced
Yet ev’ry distance is not near
So I remember ev’ry face
Of ev’ry man who put me here
I see my light come shining
From the west unto the east
Any day now, any day now
I shall be released

They say ev’ry man needs protection
They say ev’ry man must fall
Yet I swear I see my reflection
Some place so high above this wall
I see my light come shining
From the west unto the east
Any day now, any day now
I shall be released

Standing next to me in this lonely crowd
Is a man who swears he’s not to blame
All day long I hear him shout so loud
Crying out that he was framed
I see my light come shining
From the west unto the east
Any day now, any day now
I shall be released

SoStare Cadendo . . .

1.

Nello Specchio ed a volte pure senza (o almeno quando lo sembra) vedersi cadere e contemporaneamente credere di stare lì. Proprio lì.

Vedersi e sentirsi cadere mentre si sosta da qualche parte, in sè o fuori?

Non si saprà mai bene dove, se questo sentire tre sia per natura precario, fra i mondi non si può mappare con la mente, giustificare lo scarto della provvisorietà (nella sua assenza pur nella – ptesunta – ‘presenza’.)

Ed un sussulto, come un trattino che unisce e separa una parola (in-visibile) tra gli opposti. Sostiamo allora là sul confine fra i mondi ad ascoltare. Farsi piccoli piccoli, nel Nulla, meraviglioso. Brillano Stelle che non vediamo, da qui.

Grazie.

2.

Immagini:

2.. Pietà Rondanini – Michelangelo Buonarroti

1. صورت بز کوهی
و از عجایبِ بزِ کوهی است که خویشتن را از جایگاههاء بلند در اندازد.
برگی از نسخه دست نویس منافع‌الحیوان ابراهیم مراغی، حدود ۱۳۰۰ ترسایی، ابعاد ۱۸.۹ در ۲۴.۳ سانتیمتر، گواش، آبرنگ و طلا بر روی کاغذ، محل نگهداری کتابخانه مورگان گروه قرون وسطی
Images from Medieval and Renaissance Manuscripts – The Morgan Library & MuseumBestiary
Iran, Maragheh, 1297-1298 or 1299-1300
Mountain goat leaping down from cliff and landing on its horns; to right, another mountain goat on rocky outcropping; trees and plants.
Morgan Library Dept. of Medieval and Renaissance Manu
Language:Persian
Script:naskh, nastaʻlīq, and muḥaqqaq
Notes:Ms. translation from Arabic into Persian; written and illuminated in Maragheh, Iran, on the 11th of … 600 and 90 (i.e., either 1297-1298 or 1299-1300).
The translation is by ʻAbd al-Hādī ibn Muḥammad ibn Maḥmūd ibn Ibrahīm al-Marāghī, which he made at the command of Ghazan Khan, the Mongol ruler of Iran (ruled 1295-1304).
Decoration: wove paper which ranges from thin to medium thick; text written in black ink with important words in red ink; illuminated heading on fol. 2 written in white muḥaqqaq on a lapis background; illuminated shams (sunburst) medallion with the name of the patron on fol. 2r; 103 miniatures; text and some miniatures are framed by two concentric red lines; other miniatures have gold frames; following fol. 60 headings are written in Arabic rather than Persian.
The illumination of M.500 is unfinished. On fol. 83r a blank space was left for a miniature

(continua – in progress- 03042021 – 17.36)

T r i l l i

Vivo in città, in un condominio alla periferia vicino al Parco.

Al sesto piano sembra di essere così vicini al Cielo. Da qualche notte la Luna occhieggia dietro i vetri e quando si fa giorno, nella casa la sua luce lascia posto a quella del Sole. E’ una casa luminosa sia di giorno sia di notte. Quando ho cambiato stanza per dormire sotto alla finestra non mi ero accorta di questa illuminazione notturna argentata e prima di stupirmene avevo creduto di aver lasciato accesa la luce. Ma come si fa a confonderla la luce naturale con la luce elettrica?

Vivo in città, però davanti a tutte le finestre ci sono Alberi. Poco fa sui rami delle Querce qui di fronte, piccolissime Foglie in divenire (mi) sono apparse rosseggianti, come se il Verde memorizzato – le foglie son verdi – si fosse emozionato nell’apparire.

“Non arrossire quando ti guardo” cantava Giorgio Gaber.

Eppure, nel trasformarsi da Germoglio a Foglia il Giallo nel Rosso Arancione ed anche Viola ha già in sé insieme al Blu, il Verde. Così come nella timidezza dell’arrossire si fa spazio il corraggio, di dire di sì, oppure di no. La dinamica viva fra gli Opposti!

Vivo in città adesso, ma sento il Giardino con me (in me) sempre , l’ascolto. Il Passato si fa presente e forse anche futuro: Luci ed Ombre sotto il pergolato dell’Uva Picciolana ( ritorno bambina e son anche Renata, mia madre che racconta) E , in qesto non-luogo, si sente la Volpe che attende l’Uva matura, ma non lo dice. Aspetta, va e torna. Intanto, nel suo insanzabile andirivieni, forse sogna?

Vivo in un condominio cittadino, vicino al cielo. Sento cinguettii di uccelli in volo. Ascoltare storie di attese e costruzione di Nidi , è finalmente Primavera! Di nuovo.

Non mancano altri trilli: immancabile alle otto quello del computer del mio vicino; quando viene acceso trilla due o tre volte).

I suoni s’assomigliano, non competono, s’incontrano; non s’importano di chi arriva prima. Del resto, la tecnologia esisterebbe senza quel suono (Voce) primordiale che da altri mondi creò (risvegiò) quello in cui crediamo di vivere?oice)

(continua – in progress / 30032021- 8.24)

NPAL Diary & Journeyi, Bridge – (27032015 “S o t t o c a s a”)

SoStare

Era in sosta.

Oh sì, lei sostava,

non era in attesa,

Sostava e basta

In una resa gentile

non sottomessa

si arrendeva

porgendo il suo dono.

Porgeva pur sentendo che quello non fosse del tutto il dono,

poichè era lei a donarsi,

grata.

Non stava domandando, una voce rispose:

“Sì. Arrendersi

è una scoperta non una strategia

Un giorno nasce un Fiore inaspettato,

quando non è più Primavera”.

NPAL Lab – Meetings 24012021

Sussura, urla e tace . . .

Questo sarà (proprio) un post in progress (continua). Forse sara un “pippone, ” o forse no…?

Quando mi sembra di ricevere accuse preferisco non rispondere con giudizi, e mi chiedo come posso raccontare… anzi lasciar passare narrAzione ( che guarda, è pure “di moda spirituale” , accidenti)!!!

Oh allora, cos’è davvero? Si accolgono volentieri definizione sul significato pippesco, che sia o non sia.

Fra gli opposti (impipparsi, essere impippati o no) diversi mondi visibili invisibili e ben diverse visioni . . . ? Evviva!

Questi riferimenti sonori non sono qui posteggiati . . . piuttosto giacciono come semi di fiori, sotto la neve a germogliare (anche a Milano temperature invernali per davvero, che mi ricordano essere stata bambina felice a perdere guanti ed ad attendere qualche fiocco sulla lingua tirata fuori dalla bocca come un piccolo davanzale, ad occhi chiusi !) 🙂 Che meraviglia!

(continua – in progress)

https://suryanamaskara.altervista.org/blog/2016/12/29/gloria-potenza-del-gayatri-mantra/

Questi riferimenti sonori … continuerà il post?

* Morin Kuur

(continua)

24 . 1 . 2021

https://boscoparlante.com/2015/01/07/many-questions-no-question/

Acquarello

La nostra pienezza si compie lontano, nello splendore degli sfondi”.

Rainer Maria Rilke

“Lo sfondo bisogna dipingerlo prima”, dicevi.

Non c’era bisogno di disegnare quello che ci sarebbe stato se fosse arrivato, perchè avrebbe potuto essere sotto o dentro allo sfondo, invisibile? Una velatura come un campo d’aria, una zolla di terra dove ciò che per arrivare in volo o spuntare non possa essere visto.

La pittura ad acquarello, come tale, scorre. A volte le resta il tempo per asciugare, mentre altre volte scorre via. Mi piace lasciare che accada l’asciugatura, ma mi commuove quando l’acqua si accumula sul confine (dello sfondo o dei contorni *) come gocce di pioggia in una pozzanghera. Un piccolo specchio dove il colore può liberamente sciogliersi in tutte le sue chiarezze (*). Soffiare piano, così che l’acqua possa diramersi in rivoli sul foglio. E poi, il penello lieve qua e là, troverà i suoi percorsi . . .

(continua – in progress)

NPAL Lab 2012020 (24.00)


Phyllis Jackson (35mm film print, cemetery, New Mexico)

HOPE AND INCOMPRENSIBILITY︱A reflection while 2020 is disappearing

— by Eugenio Barba – Odin Theatre 🎭

HOPE AND INCOMPRENSIBILITY︱ — by Eugenio Barba Odin Theatre 🎭

A reflection while 2020 is disappearing.

Without hope we cannot live. Hope can be a strength or a burden. It can fuel mediocre illusions or harmful and fierce beliefs. One of the most refined totalitarianisms of our time, is the obligation to clarity, the disdain for the state of “I do not understand”, the devaluation of the feeling of incomprehension whose secret effects prompt decisive choices in our life. We assume that theatre has above all the aim of communicating. This is true up to a point. For me its primary aim consists in creating relationships and conditions of intensified life. For whom? For the spectator, for the actor? Among the many repercussions which attract me to the theatre, is the moment when a bizarre question suddenly emerges: what other reality is hidden behind that which seems totally clear to us? Is clarity a form of blindness, manipulation or censorship? The cult of clarity, which served to enlighten minds, serves today also to darken them. But without hope we cannot live. Hope is the expression of our strength that, thanks to theatre, still dares to fall in love with reality. /

SPERANZA E INCOMPRENSIBILITÀEugenio Barba – Odin theatre

Una riflessione mentre scompare il 2020

Senza speranza non si vive. Questo vuol dire che la speranza può essere una virtù o una condanna. Può nutrire illusioni mediocri, credenze perniciose e feroci. Uno dei totalitarismi più raffinati del nostro tempo è l’obbligo della chiarezza, il disprezzo per lo stato del non-capisco, la generale condivisa svalutazione dell’esperienza dell’incomprensione e dei suoi effetti segreti che spingono a scelte decisive nella nostra vita. Si crede che il teatro abbia innanzi tutto il compito di comunicare. È vero fino a un certo punto. Per me il suo compito primario consiste nel creare relazioni e condizioni di vita potenziata. Per chi? Per lo spettatore, per l’attore? Tra le tante ripercussioni che amo del teatro, vi è il momento in cui fa capolino una domanda bizzarra: quale altre realtà si nasconde in quel che sembra totalmente chiaro? La chiarezza è una forma di cecità, manipolazione o censura? Il culto della chiarezza, che servì a illuminare le menti, oggi contribuisce a ottenebrarle.Ma senza speranza non si vive. La speranza è l’espressione della nostra forza che, grazie al teatro, osa ancora innamorarsi della realtà.

24 . 12 . 2020

La chiarezza comprende l’invisibilità?

Chi risponde?

Eravamo fuori dalla nostra aula abituale, tanto piccola, ciascuno di noi di fronte ad un grande foglio di carta spessa appoggiato sul pavimento di un corridoio maestoso, larghissimo, molto più vasto dell’aula. O almeno, così ci piaceva credere. Tutti gli studenti erano allineati lungo il perimetro del corridoio ed io mi spostavo su e giù, apprezzando che durante i miei spostamenti non si distraessero e si sentissero liberi di sperimentare.

Avevano ciascuno il proprio foglio fissato con nastro adesivo di carta (quello oggi quasi introvabile, la cosidetta ‘carta gommata’che soltantoo se immersa in acqua diventa adesiva restando resistente sul foglio bagnato).

La tavoletta doveva essere inclinata. E, la sperimentazione cominciava da qui: provare rialzi di diverso spessore, confrontarli tra loro, per trovare l’inclinazione giusta.

Giusta per cosa?

mi chiese una ragazza con i capelli rossi, all’estremità della fila. Ed io cominciai a spostarmi portandomi la mia tavoletta preparata per una nuova esperienza (Il nostro incontro con l’Acquarello”). Forse in modo piuttosto pomposo avevo chiamato così quella “unità didattica” (stavo scoprendo come certi termini potessero aiutare a lasciar passare esperienze poco ufficiali come l’incontro con l’invisibile. . . sdoganando i pregiudizi ?!)

(Liceo artistico 1° e poi di Brera 1987/2009)

(continua – in progress)

N O T E (in arrivo)

15 . 1 . 2021 (oree 13.02)

N.B.:

https://www.treccani.it/vocabolario/ricerca/acquerello/

Il significato etimologico di Acquarello unisce dei presunti opposti (Acqua & Vino)? Oh, quella nostra occidentale credenza o disposizione dualistica a separare e contrapporre… e giudicare il vino annacquato, e la mancanza nell’assenza, quando masgari separazione mai cìè ma sempre un sentiero che come una imprevedibile ragnatela di nebbia e luce collega l’ombra all’avventura derlla scoperta er della meraviglia . . . ?!

(continua, continua in super-progresss 🙂 )

Basilica di Maria Maddalena a Vézelay

https://www.sapienzamisterica.it/vezelay.html

CitAzione (titolo provvisorio?)

(continua – in progress)

19 . 11 . 2020

“Ti elevano , su una Torre . . . (magari) per buttarti giù!”

(al momento te ne rendi conto?)

(lascio qui questa citazione, come inizio di un nuovo post. Per ora, in coda a questo… una coda al vento) (10.53)

8 . 12 . 2020

Giorno dell’Immacolata Concezione. Per un soffio non mi è sfuggito che oggi è festa. Ed allora, che festa sia!

Torno a scrivere qui, non so cosa. Per ora inizio con una citazione, spero diventi un’azione di pace (l’intento c’è, rispetto ad un conflitto che continua a farsi sentire anche se a bassa voce, e forse chiede attenzione. Ascoltarlo per liberarlo e lasciarlo andare, finalmente?!). Grazie

(continua – in progress)

immagine dell’archivio trovata in rete tempo fa ed ora nell’archivio Npal senza riferimento, indicazioni saranno ben accolte!

9 . 12 . 2020

Vinca Alba Maior – ‘Suis le chemin de la forêt profonde’

(monotype aquarelle et collage sur vélin)

“Sento odor di Bosco.”

stai dicendo. Eppure, siamo in casa. Non importa di chi sia abitualmente questo spazio abitativo. Siamo qui.

La finestra è chiusa. Fuori piove. L’immagine del bosco, non è distinta. Unisce le orme al silenzio, la distanza si ravvicina e quasi scompare.

Rimane un sussurro che ancora non è diventato canto quasi come la traccia sonora della caduta di una foglia mentre s’allontana dal suo ramo. O, il suono ovattato nello spazio tutt’intorno a noi quando cade la neve. Quei suoni sommessi che sembra di sentire appena e non si sa se ce li stiamo immaginando?

Ecco ora , sono in attesa di quel canto corale che mi manca . Sto canticchiando piano per sentirlo e seguirlo, evocandolo, ancora . . .

Piove, piove, luccica la strada. Qui, fra le gocce di cristallo s’affacciano piccoli arcobaleni, anche se il lampadario è spento e fuori poca luce al tramonto e piove, piove.

(continua – in progress)

Remedies

“Questo scritto è cominciato in modo bislacco!”

Potremmo dire che lo fosse già stato stamattina, quando ho sentito necessità di scrivere : davanti a me, un titolo, una scritta, apparsa e poi svanita all’improvviso . . .

A s c o l t o p o e t i c o “

NPAL Lab – Diary (270920 – 14.14)

(continua – in progress)

27 .9 . 2020

(14.35)

Medieval Herbal Remedies Manuscript Now Available Online

Medieval Herbal Remedies

(20.31)

Le parti mancanti negli affreschi e nelle pagine strappate, mi hanno sempre affascinato. Curiosa, guardavo quei vuoti come immagini ritagliate animarsi. S’amivano insieme alle altre immagini visibili oppure se ne andavano da un’altra parte, portandomi con loro . . . (forse per questo sono sempre stata in sintonia con il restauro conservativo che non riempe i vuoti ma, retinandoli o ingrigendoli, li lascia vivere?).

“Non si rimedia il Vuoto!”

(continua – in progress)

16 . 10 . 2020

Le parti mancanti nella mia vita sono diventate immagini, hanno perso rilievo e peso. Sono diventate sagome ritagliate sul vuoto. Si possono persino stampare e moltiplicare stampandole (°). Vuote, raccontano forse di più, sono libere da essere ricondotte ad un giudizio verso la (presunta) causa di quella mancanza, qualunque sia.

Ascoltando non trovi ragione (la tua, la mia la sua o di chiunque altro), troverai forse una storia narrata. Quella lì, questa qui o un’altra. Non è importante quale sia la storia raccontata, l’ascolto è indispensabile. L’ascolto incondizionato è nell’intenzione ma … quanta strada ci sarà da fare (*) per riconoscere e rilasciare i condizionamenti, innanzitutto i miei, verso il punto di vista (che mai è una solo *), verso lo spettacolo (mai fine a se stesso), verso l’altro (non separato da me/noi, **) verso il cambiamento (tra l’inizio e la fine ***), ed ancora ed ancora…?

Resto incantata quando racconti, mi sembra un discorso disegnato il tuo. Oppure una mappa sonora evocante voci d’invisibili presenze.

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NPAL Lab – ” S o t t o c a s a ” – Mongolia 19082017

Parli di rivoluzioni ed in quello che organizzi c’è marketing, o almeno mi sembra, e m’inquieto. Così come il Maestro fra Rollex e Roll Royce in abiti di scena faceva tremare in me la “sua” (la mia) immagine ricevuta leggendo ed ascoltandolo, ma quando entravo a fondo in quel tremore sentivo il vento, la scossa del Vulcano in eruzione e… abiti improbabili, macchine lussuose ed orologi misuratori di linee temporali Cua (°°) scomparivano. Restavano, ed ancora restano, tremore, vento, terremoto, incanto e terrore. Che meraviglia destabilizzante!

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NPAL Lab – “Sottocasa” – Mongolia 19 agosto 2017

Destabilizzata, cercavo di non cadere ma cadevo e ricadevo, poi mi rialzavo. Ad un certo punto cadevo apposta ridendo, senza farmi male. Eh, ma poi quella fase è finita! Ho ricominciato a cadere e ricadere spezzandomi le ossa… Una volta, un’altra ed un’altra ancora. Che fare?

Ho provato ad immaginare il mio scheletro con delle fessure che non aveva, una dopo l’altra… Immaginavo cambiasse, s’assotigliasse sempre più… Fino a quando quest’immagine è diventata una mappa in cui cadere e rialzarsi, ogni inizio e fine, diventarono puntini simili o uguali, come le

Molliche di Pollicino (^).

“Si guardò indietro e non le trovo più.

Niente paura, la loro compagnia era stata importante per l’andata (avrrebbe ritrovato la strada) ma se erano diventate segni invisibili forse il ritorno avrebbe potuto essere immaginato diversamente . . . ?”

A volte, la narrazione porge domande per le quali la risposta sembra una scelta ma forse potrebbe farti scivolare nel tunnel verso un’altra strada, un diverso punto di vista, un’andata ed un ritorno diversi nel cambiamento, che non sappiamo.

“Invece di rispondere . . . Ascolta!” . . .

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NPAL Lab – “sottocasa” – Mongolia 19082017/018

NOTE in progress (prossimamente):

( ° ) riferimento alla tecnica dello “stencil”: dipingere una sagoma in negativo ritagliata da una foglio consistente e stamparla (in positivo) anche più volte, ha precedenti antichi ( in età preistorica si usava una matrice, ad esempio una mano appoggiata su una supetficie rocciosa, e vi si soffiava colore intorno con una cerbottana. Mi ha sempre affascinato immaginare questa operazione magica, cosa c’è, cosa non ci sarà più e cosa ne resta e ne resterà come trasformazione . . . Una bella storia fra “positivo e negativo, vuoto e pieno”, no?)).

https://it.wikipedia.org/wiki/Stencil

https://www.atlasobscura.com/places/la-cueva-de-las-manos-cave-of-hands

( °° )

(*)

( ** )

( *** )

(^) Quando mi raccontavamo la storia di Pollicino, immaginavo di vedere il disegno segnato dalle molliche visto dall’alto (dagli uccelli che le avrebbero mangiate). Ogni volta cambiava. Adesso, vedo il loro disegno nel bosco salire, su su , mescolarsi con le traiettorie dei voli di creature d’aria e di cielo.

https://www.grimmstories.com/it/grimm_fiabe/pollicino

https://www.milanoperibambini.it/rubriche/alimentazione/3168-la-fiaba-di-pollicino-e-i-suoi-preziosi-spunti-di-riflessione.htm

NPAL Lab – Diary – continua

NPAL Lab- Diary (27092020-14.14) 16 . 10 . 2020

19 . 11 . 2020

“Ti elevano , su una Torre . . . (magari) per buttarti giù!”

(al momento te ne rendi conto?)

(lascio qui questa citazione, come inizio di un nuovo post. Per ora, in coda a questo… una coda al vento) (10.53)

All & Nothing

“La consapevolezza della parziaità connette al Tutto.”

Non so quando sia stato il mio primo incontro con il “Tutto”, quando io ne abbia cercato il significato, intendendolo. E, non so se sia 8già9 accaduto o se mai accadrà davvero . . .

“Intendere il significato della totalità richiede una presenza consapevole verso la vostra impermanenza e della nostra identificazione in un’identità separata: “Chi sono” ? secondo una o più maschere o persone. In tal caso, proprio la percezione dell’impermanenza e dell’illusione potrebbe essere la vostra salvezza, il varco per la liberazione. . . “

Così mi dicevi quel giorno, sul prato. Ti ascoltavo, sdraiata nell’erba alta, fra margherite e schioppetin, meravigliandomi che tu , proprio tu, trasmettessi quella profondità, quell’immagine in divenire: quell’immagine era fragile al fuoco della definizione giudicante e così forte nel suo progressiv svanire. . . Tu, eri connesso ad altri dimensioni, e forse senza saperlo, ne eri portavoce. Proprio tu! Sì. (*)

Meravigliata all’inverosimile, stavo scoprendo l’antica naturale passione a quella profondità ed all’invisibile . . . senza saperlo (pure io):

E questo, sarà fondamentale (per me e per te, separati ma insieme). Chissà perchè?! (**)





NPAL Lab – Sottocasa e Sopra – Qui & Altrove, 16092020

(continua – in progress)

17 . 9 . 2020

(**) Chissà . . . (?)

Chiss . . . (!?)Chissà . . . (?!)

Ci sono domande che non avranno risposta, e probabilmente neanche l’aspettano . . . Aprono uno spazio di sospensione alla domanda per liberasi dalla risposta. potrebbere essereuno spazio d’ascolto e grande potrebbe essere la differenza fra attendere una risposta ed ascoltare: esplorare, farsi sorprendere o sorprendersi, astenersi da giudizo (si o no, giusto o sbagliato, convenienteo sconveniente)?

Chissà (!)

Potrebbe non evocare un dubbio ma la fiducia, in quello che arriverà o non arriverà. Un dono in-visibile, uno spazio di cambiamento rispetto a quello che formula nella domanda una richiesta, o piuttosto una speranza . . . ?

L’illusione è una connessione alla totalità. Ascolta!

(continua – in progress)

NPAL Lab – Sottocasa e Sopra – Qui & Altrove, 16092020)

21 . 9 . 2020 – (13.14)

(*) Ora, mentre rileggo di quel mio ascolto, sopraggiunge un sussurro . . . cosa e chi stavo ascoltando? (* bis).

In agguato, gli effetti della dinamica di separazione: chi ha veramente detto quello che ho ascoltato ? Avrebbe potuto proprio quella persona comunicare così?

(continua – in progress)

(immagine dall’Archivio NPALLab non ha riferimenti precisi, provienienza web, daun sitod’acquisti)

22 . 9 . 2020

(*) e (* bis)

“I containe moltitudes”

Quella persona, stava trasmettendo, non importa se consapevolmento o no, qualcosa di sconosciuto alla sua mente? Ma il cuore si lasciava attraversare. Fluiva la comunicazione, forse con invisibili presenze chissà dove. Fluiva nell’aria, come fosse una canzone, sia parole che musica, segno e spazio fra margherite e cielo, ed oltre . . .

NPAL Lab – Mongolia 2017

(continua – in progress)