Non solo (a me).

*1.

Questo è un posto a cui appartengo, ma non è al posto che appartengo veramente.

Appartengo a ciò a cui il posto stesso appartiene. Ed è un’appartenenza,  che sto scoprendo o che si sta rivelando. Non solo a me, si sta rivelando . . . . Perchè?

Siamo indivisi, e scoprirlo è un percorso.

Sì, è un percorso e , come tale attraversa e si fa attraversare, oltre  (o nonostante), le parole, le aspettative e , soprattutto, oltre ogni catalogo o catalogazione . . .

 “Si tratta di affidarsi, e non di con-trattare . . . “

Dicevi, come una Nuvola nel Cielo. Sussurrava il Vento.

Sì, le  Nuvole sussurrano, altrimenti come potrebbero cambiare forma… ?   Il Vento le attraversa mentre insieme cantano.  Oltre è un luogo (o non-luogo) esiste, non è speciale.  Lì, non è dove sei di più ( o meno) , ma senza misura sei , così vicino al Niente che ancora temi (?).

   Oh,  (mi) fai delle domande meravigliose, non sono inquisitorie.  Sono un dono, aprono mondi da esplorare.

*2.

Ti ringrazio.

o

E,  questa gratitudine è una chiave che apre la mia porta chiusa, e chiude la mia porta aperta.  Libera (me ) da paure ed entusiasmi (chiusure & aperture), riconosce il confine.

Il confine,  esiste?

Vivrò ancora, con me e con te, per scoprirlo.

E tu, invisibile, trasformerai ogni domanda. Fino  fondo, là dove non c’è misura o fine separata da un altro inizio.

Grazie. 🙂

*3.

*** 1, 2, 3

NPAL  diary & Journey –  Gobi Desert & Elsewhere, Summer 2015

(in progress – 1705017)

“Abbiamo tanti legami con luoghi dove abbiamo vissuto che ci sembra più facile, lasciandoli, lasciare noi stessi.”  –  Marguerite Yourcenar

Annunci

Ba ba bb ling – (two)

Ci sono momenti in cui mi dimentico di iò che , pochi istanti prima, avrei voluto scrivere … Ed allora, cosa scrivoo (adesso è proprio così)? Bene  (C li c k ),  scrivo quello che sento allora, cioè ora. E, questo è proprio un momento in cui sto dimenticando ciò che poco fa avrei voluto raccontare.

C’è una pausa. uno spazio che si intromette fra un’immagine passata ed una presente, ma che non c’è o comunque, non si vede. un paesaggio mancante o così infinito da annullare ogni definizione, riferimento o nome. Resta, lì ben visibile uno spazio rarefatto.  Li’, mi smarrisco. E’ un balbettio, fra vedere e non vedere. Non sapere, sempre. Un balbettio, sì; me lo ricordo. Quando si balbetta, che succede? Si incespica, su una lettera, su un suono o chissà dove (veramente).

Ci si interrompe, la voce si spezza, non si puà continuare, fino alla fine, mai. L’interruzione mi  fa sprofondare in un baratro: non sono arrivata alla fine della parola, o della frae, e resto sospesa, arranco, scivolo, precipito. ma dove?  Sto parlando al presente, ma quando balbettavo, e ci “credevo” proprio, era così. Se solo mi fossi fermata ad ascoltare, quel baratro avrebbe assorbito il mio precipitare e l’avrebbe trasformato in un volo. Musica di giostra , o di carillon, sento ora… una danza, un po’ dia ballerina che deborda  dal palcoscenico, (e dove?), una danza  un po’ tribale debordante tanto da avvcvinarsi alla danza della belerina col tutù (rosa). ( . . . )

Una storia vale un’altra, quello  conta è raccontare, anzi accogliere le storie, quelle che nostre non sono, lasciarle passare.  E, restituirle al Vento. Grazie, sempre. 🙂

SONY DSC

NPAL Lab/ Home, PS (provisional set) 2013/14

Eccone una, una storia, un’altra.

Quando sento certe canzoni, le ascolto e le canto come se fossero scritte dentro di me. Mi meraviglio di ricordare canzoni degli anni settanta, parola per parola, quando dimentico tutto o quasi!

La voce accoglie e rilascia, tante storie, mie e non… quando si dice che la separazione non esiste ed è proprio un soffio  in-separazione, un balbettio che passa dal baratro e quando meno te lo aspetti, ti porta  da altre parti, Come viaggiare in un altro mondo, pur restando qui. O, forsee, si resta sul confine

fluttuante fra i mondi, provvisoriamente (cioè per ora).

NPAL Diary 08 10 014, in progress –  (continua 1).

Hello Darkness, my Old Friend

Forse le azioni consuete alle proprio o altrui della personale o altrui Facebook’s page, tralasciate in loco, s’affacciano qui? Eh, da un po’ Scrivo nei commenti del blog un link come un appunto da sviluppare in seguito, in un post, qui.

 

 

 

 

Eccone uno!

 

 

 

 

 

Post in progress, assolutamente . . .

 

 

NPAL Diary – Sound & Meeting/Testimony

 

 

 

 

 

25 . 8 .2014

Ah, il Silenzio . . . Presenza di libero suono, senza chiacchere. Silenzio; che va taciuto o detto, c’e’ differenza? Che sia segreto o cio’ che non va taciuto, segretamente in sospeso e non posso sapere ne’ cosa ne’ come, sarà’ espresso e da chi… Non so, se il Silenzio sia in me o in noi, ammesso che ci sia distanza, o vicinanza, fra me , fra noi, fra voi e tra loro . . .

 

 

 

THE THIRD--10421956_10204346782367555_8444999683338113782_n

NPAL diary, Findhorn Foundation / the Park, July 2014

T h e T h i r d

NPAL Testimony & Secret 2508014

 

 

Ring Them Bells

S

 

Suona, suona. Questa canzone che parla di fine e contemporaneamente di risveglio, come se fossero in fondo inseparati.                                  Non c’è risveglio  senza fine. E, la fine sta accadendo, ora.

 

“Non è  quello che dici, ma la voce che hai.  Come è diventata la tua voce, dopo innumerevoli pianti ed innumerevoli sorrisi, nell’uragano e nel sole. Sta camminando da lungo tempo, ancora. Non è se ti risveglierai ma dove sei ora, e se lo  sai … ! “.

 

Ritornare a Casa. Questo, ritorno, qui ora. Ascolto. E, mi sembra ad ogni minuto una nuova partenza, infinita,  qui, ora, verso casa … Grazie.

 

 

Le voci di Bob, vanno oltre il testo, mi portano a sentire un cambiamento che segna il momento presente, provvisorio, in continuo cambiamento, eppure nella “sua” eternità …

Thank you so much 🙂

 

NPAL Meetings and Memories 0607014     IMG_5637

 

 

 

P.S.: nei commenti, come al solito, lyric e riferimenti, in progress… (tanti sono ! 🙂

There’s not even room enough to be anywhere

http://www.youtube.com/watch?v=HMGBzl6Dvcc?list=RDHMGBzl6Dvcc&w=560&h=315

http://www.youtu.be/HMGBzl6Dvcc

“Not dark yet live” version live 2013

Shadows are falling and I’ve been here all day
It’s too hot to sleep time is running away
Feel like my soul has turned into steel
I’ve still got the scars that the sun didn’t heal
There’s not even room enough to be anywhere
It’s not dark yet, but it’s getting there

Well my sense of humanity has gone down the drain
Behind every beautiful thing there’s been some kind of pain
She wrote me a letter and she wrote it so kind
She put down in writing what was in her mind
I just don’t see why I should even care
It’s not dark yet, but it’s getting there

Well, I’ve been to London and I’ve been to gay Paree
I’ve followed the river and I got to the sea
I’ve been down on the bottom of a world full of lies
I ain’t looking for nothing in anyone’s eyes
Sometimes my burden seems more than I can bear
It’s not dark yet, but it’s getting there

I was born here and I’ll die here against my will
I know it looks like I’m moving, but I’m standing still
Every nerve in my body is so vacant and numb
I can’t even remember what it was I came here to get away from
Don’t even hear a murmur of a prayer
It’s not dark yet, but it’s getting there.

 

Oh yes … ho  sempre avuto difficoltà a scrivere, e dire, quello che sento per Bob., anzi per la sua voce, per la sua voce, forse indipendentemente da quello che canta .

Non ho mai conosciuto l’inglese, quando ho cominciato ad ascoltare Bob a 16 anni, ed anche ultimamente, ,negli ultimi anni lo sto studiando, è così:  quando sento cantare o parlare Bob sento un Suono.                                                                                                                                                              Come quando, poco fa, un vento tempestoso scuoteva alti alberi, qui di fronte alla finestra,ho ascoltato il canto  senza parole, così simile al silenzio ed al fulmine).   Quello che ho sentito allora, mi accompagna anche ora e sempre.  Quindi, accetto questa difficoltà ad esprimermi , è stata ed  ancora è, una via di accettazione del mio limite, così sempre in bilico, come sono, tra emozione e voler comprendere  e riconoscimento del mistero di una distanza insondabile.  Credere fino ad un certo punto eppure aver bisogno disperato di totalità,                                                                           Per tanti anni, soprattutto quando ero persa,la sua  voc è stata una guida per me,  ascoltarla mi riportava veso casa, chissà dove. . Oh yes, ho avuto, ed ho altre guide ma ancora sento,  tutto il sostegno avuto fin qui, e le maree ed i naufragi, giù a toccare il fondo, tante tante volte,  e poi, risalire alla terra ma sempre  aver bisogno di profondità ed abisso, da felicità a  condanna, viceversa.

Guide e maestri, … dentro, fuori ed altrove,,, sono Uno . E questo uno  Uno ha la sua voce,   questa voce che son tante voci. Altre, altre voci!  Ascolta. Ascoltala,  una voce che scompare… si assottiglia al nulla… e risorge e va ad onde, a scivoli, a precipizio verso l’oceano.

Mi racconta delle maschere indossate e tolte per scoprirne altre, mi racconta di venti storici e non, di identificazioni a cancellare,  il percorso dall’illusione al nulla, ma niente scontato, niente catalogato, C’è sempre un margine non scritto, vuoto, per scivolare via e non capire secondo il catalogo, il giudizio, un sorriso che si fa pungente, un urlo che si sottrae alla prgiione, ma la conosce bene.       Vai sevuoi, se no resta. tanto non cambia, forse 🙂                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                Testimoniare i segni e le ferite, e oltre la speranza affidarsi al posto assegnatoci  in quella mappa Mappa misteriosa,  terrestre e celeste, multidimensionale. Che sia un n posto provvisorio secondo questa nostra visone separata, una parte sola … da scoprire insperata?

Nella voce di Bob, amo i “segni a scomparire” , le  incrinature dalle quale filtra la luce (citando Cohen). Attraverso una penombra sempre più lontana dalla   separazione fra ombra e luce, let’s go … Grazie, many tears, now…

 

 

IMG_0493

 NPAL Meetings & Void,  Venice Biennale 2013

 

 

 

 

(in progress- continua)

I accept the chaos, I am not sure whethwer it accepts me

“I accept the chaos, i am not sure whethwer it accepts me “

Bob Dylan

NPAL Meetings Memories – Findhorn village, 029012

G a t e

(in progress – continua 1)

E p i f a n i E

http://vimeo.com/m/81378472
Il post e’ in progress( tanto per cambiare… 🙂 ) anche perché’ sto preparando al viaggio imminente(Londra e Galles) motivato anche dalla visita a questa mostra.

NPAL Meetings & Mistery 81014
(Continua)

9 . 1 . 014

by Jasan de Caires Taylor