I don’t know

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“Ti rivedrò, presto!”.

Presto o tardi? Non si può certo dire,  nel senso di un tempo differente, quello di uno sguardo persistente  mentre   la  vista sia  impermanente e provvisoria, più che mai

Ad intendere,  uno sguardo spontaneamente diretto verso di te, mio malgrado, come se tu fossi qui, in qualche modo. Non si sa.

Ed anche intendendo la distanza, da te, dalla vista. Però, quello sguardo  sfoca le immagini,  le rende così intense tanto da farne sentire il profumo ed il vento…

Sì, perché, il tuo viso è come un paesaggio, esposto al vento che  varia i movimento dei rami degli alberi ed anche delle nuvole.

Non so dove tu sia, e neanche tu lo sai di me, veramente. Eppure non si tratta neanche d’immaginarlo, non importa a quello sguardo di sapere né di vedere. Sente il profumo e s’acquieta, come il riflesso di un passante in una pozzanghera fa svanire la figura intera mentre un particolare, resta. Sono specchi gli sguardi del cuore e , soprattutto quando sono perduti, rischiano nel volo, l’infinito.

E così, a poco poco, anche le immagini di me sfocano, e cosa c’è, allora?

Questa volta alla domanda classica: “Chi è?” risponde chi sono, per ora (sempre meno di un niente qualificabile). Che meraviglia.

Grazie 🙂

NPAL Diary & Winds 19 02 015 – in progress

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“Vai oltre la pura, salva ciò che ami”.

Cioè: “Salva-ti?”

Quando la salvezza non è sopravvivenza, ma riconoscimento di un’appartenza.

Il sacro nel quotidiano, quando sono sull’orlo del precipizio, sulla corda del funambolo  e magari non lo sa (mentre sto di fronte al fornello, a letto o davanti ad uno schermo tv o pc, o altro ancora …)?

Salva-ti. Già, che sia la salvezza riconoscere di essere salva, nell’incommensurabile, misterioso flusso di ombra-luce e maree? Che sia essere salvata semplicemente essere, non sembrare, non avere, non volere o “crederci”? Quindi, dire: Siiiì”?

Grazie 🙂 ❤

C l i c k   Q u i  (“Salva ciò che ami – Vicki Noble”)

NPAL Diary, in progress 302015