L o s t

“Niente da perdere e Niente da guadagnare”

La congiunzione fra niente è l’Infinito, nello sguardo e nell’anima ?

Nessun tempo, nessuno spazio, nessuna separazione.

Il niente non è un’abitudine, né una misura, ed allora, lasciamo accadere, quello che è, quello che c’è e quello che non sappiamo.

NPAL  – Ego  & Nothingness 2509015

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PreserVativo

Curioso.

Preservativo, da preservare, cosa ti/vi ricorda? Pre-servare, ha a che fare con la salvezza?

E, c’è ancora possibilità (di salvezza) ? un paradiso perduto, d’accordo., ma quanti altri ce ne sono'(dentro e fra noi)?

Considerando inconsiderati confini , dentro di noi ed intorno o fra di noi,e lasiandoli andare (oltre la mente, la classificazione ed il giudizio), dove siamo ora?

Se ci sentiamo all’Inferno, immaginiamo il Paradiso, e po, il Niente.

Stiamo lì, da soli.  Benvenuto/i !

cai tutti, come da voi richiesto inizio con l'inviarvi un'immagine di Andreas e Vivienne versione Adamo ed Eva. questa immagine e' quella dell'invito del party dopo la sfilata ma e' simile a quella dell'invito della sfilata. seguiranno foto sfilata non appena possibile. ciao! a piu' tardi. emanuela

“Adame & Eva sei tu, prima e dopo la Cacciata dal Paradiso. Non dimenticare!”

Non dimenticare, cioè ricordare? Ricordare non il  il ricordo (immagine, pretesa, attesa), lasciare alla memoria lo spazio che non confini il ricordo alla  storia  (nostra) presunta rinunciando proprio  alla suaidentità storica, referenziale. Ohibò, che significa? Forse rilascio, resa, vol, .perdita e …. Non so. Non ci tengo più a saperlo.

Arrendersi come atto di umile presenza sia al mio limite sia all’appartenenza oltre confine. Nessun prezzo, infinito rischio per la libertà di tornare, casa. E, certamente nessun ricatto, nella necessità di rischiare il Nulla a cui appartengo. Non so neanche cosa sia, eppure so che c’è.

Grazie 🙂

Nella rappresentazione c’è il limite (stesso della rappresentazione). “Sapevatelo”?

Il  teatro è Teatro? Cosa fa la differenza? Forse, l’intento rispetto alla consapevolezza che il Teatro quotidiano  sia  teatro per quello (o chi) crediamo d’essere ed, invece, siamo ed anche, però, viceversa, quello che non siamo.  Come se, dietro alla maschera, possa finalmente sfuggire quello che siamo e non sappiamo, temiamo o non vogliamo essere (l’altro) a difesa di quello che dobbiamo rappresentare (lo sappiamo?).

Au revoir, al sé in-separato.

“Io non sono io, non sono e se sono uccidimi.”

Se sono inseperata, se sono nell’illusione di separazione (se mi guardi esisto, guardami sono io!) , non esisto ed è una rappresentazione che, come tale, ha bisogno di immagine e… di Facebook … ?   ( s o r  r y  ).    🙂

NPAL Diary & . . .  1509015

Note a Margine

Lo scritto ai margini, le note e le bibliografie a piè pagina mi hanno sempre affascinato.

 

Ricordo i tempi di una loro lettura quasi esclusiva, fatta tralasciando tutto il resto, al domani. Una periferia di riferimenti o di dispersioni, mi sembra parte della mia vita. Ed ora, invece di svilirla o aspettare “la vera vita” si realizzi, li  riconosco, li osservo, ne invoco il mistero.

Ciò che viene emarginato, vive eppure , forse, proprio quella vita che noi temiamo, potrebbe essere nostra.

Sì, come se la vita non possa escludere nessuna vita, ed essere nient’altro che quello che è,  al confine sottile segnato dalla trasformazione e dalla morte. Su questo confine si smarriscono e si scolorano le immagini prese della vita, del viaggio che riconosciamo?

Lo sto chiedendo, perché non riesco a ritrovare (trasferire sul pc, e tanto meno stampare o pubblicare) le foto del viaggio e neanche altre prese prima o dopo.

 

La Mongolia mi ha regalato il senso del silenzio che non è fatto di assenza di parole, è spazio. Uno spazio di ascolto, fluire di un tempo che è solo qui, ora.

Così , (qui ora) non sia una formula, ma l’ascolto del respiro che arriva fino a me, chissà da dove (chissà da chi). Importante, non affibiargli, né nome né luogo. Ascoltare.

 

 

 

” Is it time, is it now?.”

 

E’ sempre ora, no?

It’s always n o w , isn’t it?

 

 

 

 

 

NPAL Diary & Notes 1309015

In-visibile

Da quando sono tornata dal Viaggio in Mongolia, una settima precisa fa, sento un’attrazione  irresistibile per l’in-visibilità. No, non cancello, non separo. Piuttosto, sernto la memoria, il suo profumo vivo.

La mia percezione si è rarefatta, sento lo spazio, ho bisogno della sua libertà, e della mia, dal “riempimento delle cose e delle persone”. No, non voglio liquidare tutto, ma rispettare l’essenza, di “chi e cosa”. Per questo, occorre spazio. Liberamoci, dunque. Ora, scrrivo, sospinta dalla voce di un’immagine appena scoperta. Mi dice:

“Quello che non vedi, c’è …!”

Ecco, qui sotto, l’immagine. Il titolo. “Hanging-Scroll-Japanese-Painting-White-Hawk-Paint-Japan-Asian-art-Paper-old”. Ma il Falco (Hawk) lo si vede o no ?

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“Non ti farò un ritratto, mai. Di te disegnerò l’impressione, lo spazio liberato da un’inclinazione di lato verso la luce.

Dipingerò nell’ombra la tua scintilla.  Il  volo”.

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“Japanese-Painting-Hanging-Scroll-Japan-Dragon-Character-Paint-Kakejiku-“

NPAL Diary & Meetings 0509015

Una Parentesi (e fra Parentesi)


C’è qualcosa d’altro fra me e quello che vedo, o mi sembra di vedere. Come se proprio la sua in-visibilità fosse una via d’uscita. Da dove, dalla limitata percezione che “qui è ora” significhi proprio e solo quello che vedo o sento?

Il momento presente è una parentesi fra la percezione separata di uno spazio, che diviso non è percepibile’

Ho avuto l’illusione di un bisogno di pieno (ad esempio riempiendo la casa d’oggetti scambiandoli per memorie), eppure, solo quando ho sentito di svotarla, l’ho percepita libera nella sua invisibile fierezza di essere innanzitutto e soprattutto uno spazio.

In Mongolia, lo spazio non ha limiti, sfugge oltre lo sguardo come il vento sfugge all’orecchio. L’ascolto del vento non ha confini, lo sguardo ad una gher (o yurta o tenda circolare dei nomadi) percepisce lo spazio, anche dall’interno i, infinito. Come la percezione di una non-distanza, uno spazio inseparato dalla sua misteriosa , indecifrabile origine. Origine che potrebbe aver avuto una storia, ma anche è stata ed è oltre.

“Un segreto, come tale non è comprensibile”.

Se mai fosse possibile svelarlo , potrebbe accadere solo lasciando svanire ogni tramite in noi, ogni riscontro, ogn rappresentazione?

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Wassily Kandinsky – Eight times, 1929

“Una domanda deve poter navigare da sola, per essere libera. La risposta vagherà liberamente. Entrambe non sanno se s’incontreranno, mai.”

NPAL Diary & Meetings 0109015 (in progress)

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NPAL Journey & Meetings – Mongolia 2708015