C u c i n a r e

lab Harambèe – Milano & Altrove, Inverno 2005

c u c i n a

S’avvicina la partenza di un Viaggio inatteso.

“Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi.”

Quante persone per strada a rincorrere regali…o ad essere rincorsi.
Sono uscita verso sera approffitando della chiusera fino a tardi (ora dopocena) di alcuni negozi
e ho cercato qualche regalo sorpresa (spero) e alcuni aggeggi per la macchina fotografica.

Mi son fatta portare da suoni, scie sonore, tracce nella ebbia, luci e lucine… fino a casa.
Qui, ancora musica ed elenco di cose da portare via. Ho aperto la valigià, ora sembra guardarmi con la bocca spalancata, stupita d’essere ancora vuota…Mi piacciono le vaigie vuote, le preferisco.

Mi sono quasi dimenticata di mangiare stasera… adesso, è tardissimo… mangio qualcosa e “faccio la Notte”.

Nutrimento:
verdura cotta, formaggio grana a scaglie, qualche oliva, e magari una pera william, un fico o due,non di più. E per dessert un pezzetino di cioccolato fondente…

E musica (Orange Blossom), non si vive di solo pane…


p a r t i c o l a r e
d e n t r o

Lascio qui il calore che oggi sento.
Ecco, dei dolci,cotti quanto basta, di auguri ed abbracci. Profumo di cannella e zenzero.


C’è un fuoco sempre acceso, di un focolare la voce.
Ci possiamo tutti riscaldare, se abbimo freddo, alla fiamma in movimento del cambiamento.
Vicini e lontani.


“Anno nuovo, Vita nuova.”

Insieme agli abbracci ed alle carezze, ai dolci profumati
lascio ad attendervi il mio
g r a z i e…

kaapi

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U n o.


Lab Harambèe – Altrove, Estate/Inverno 2005

Ti ho visto Amore mio, riflesso nella pupilla specchiante del Cavallo Bianco.

Era stato il tuo destriero.

.

Arrivava, si fermava con me e m’appoggiava il muso sulla spalla. Ad accarezzare e a farsi accarezzare, ancora. Improvvisamente, si sottraeva e al galoppo andava via veloce, come imbizzarrito.
Poi, ritornava a sussurrare al mio orecchio storie nel bosco ascoltate. E stava lì, ad accarezzarmi e ad essere accerezzato. Ancora. Scappava via, narici frementi, criniera al Vento. Misterioso, scompariva.
Lo sapevo chi era. Non lo potevo tenere con me.

La Signora degli Animali, molto tempo prima nel fitto del Bosco Antico, me lo aveva insegnato. Che non va posseduto alcunchè. Amare è lasciar andare, abbandonarsi non a qualcuno ma all’Esistenza. Diversamente.

E diventare Farfalla, Aquila, Volpe e Formica, ad esempio, sulla Terra. Nonchè Pietra. E Nuvola, nel Cielo. Un solo Linguaggio per intendersi, un solo Universo per condividere. Uno.
La Visione totale, da un Filo’Erba alla Vetta più alta, sopra. In profondità alle viscere terrestri, fino agli Abissi marini, sotto.

Occhio di Talpa e di Volpe, di Aquila e Cavallo ed altri ancora, in uno. Uno solo. Intanto, il Paesaggio svanisce, lassù.

Eccole, tutte quelle Nubi si plasmano e si trasformano, da Greggi a Colline, prendono Salite e Discese di Vette innevate.
Si spianano in elicoidali Dischi volanti e si rimpiccioliscono fino a volar via comen Farfalle. Diventano, infine, Draghi che sputano Fuoco luminoso color di Neve.

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Ti vedo, Amore mio

riflesso nella pupilla specchiante del Cavallo Bianco.

Era stato il tuo destriero, mai il mio.

E’ libero, non è nè mio nè tuo.

Ora, seguo il Corvo imperiale, mentre lascia scie sonore, qui fuori.
Vedo Coda di Volpe sul cuscino, in attesa della Notte.

Sento un profumo di Terra dalla Galleria, qui accanto.

Un sospiro di fine d’Anno.

In cammino, in Sonno e in Veglia.

Amore mio. Anima mia.

“Sento il tuo Richiamo…”

lab Harambèe – Milano & Altrove, Inverno 2005


n o i,

( n o n )

i o

Non so chi sei

non ti conosco

Non conosco il tuo nome

non so dove

nè quando…

Scrivevo disegnando, più o meno 12 anni fa… era stata la prima volta,forse.
Che le parole mi arrivarono all’orecchio. Sussuravano.
E’ stata,quella,la prima storia che ho ascoltato e scritto, perchè con le precedenti da bambina ci giocavo, andavo a dormire,mi cullavano. Ci mangiavo anche. Mi nutrivano,dissetavano ma non le avevo scritte mai.

Quella, invece era una storia incompleta, in bilico di una assenza presente, di una presenza senza nome che chiedeva d’essere riconosciiuta…Mi giungeva semplificata in un interrogativo, in un richiamo: “Chi sono?” e allora facevo eco: “Chi sei ?” e “Chi sono,io ?”, ancora oggi non separo queste domande.

Per trovare chi o per far compagnia, avevo disegnato un animale. Una pecora grande come una nuvola con un piccolo campo sotto alle zampe. Tutte e due cuciti a piccoli punti nella tarlantana verde imbottita di sè e di foglie. Poi, avevo cucito così a filo perso, senza sapere l’arrivo del risultato preciso, una pecorella, piccola piccola sotto ad un campo prato verde con farfalle fiori di tutti i colori. E tanti numeri puntati tra le pieghe…

Numeri collegati a frasi di storie frammentarie scritte a mano da persone diverse su rotoli di carta lieve di riso. I rotoli riposti sono ancor oggi in una rastrelliera, curioso portambrelli, con le rotelle.

Ora,invece scrivo; son qui davanti alla tastiera. Mi sto chiedendo che fine facciano e faranno le storie che non sono più raccontate. Riposano dietro alle ciglia ? Attendono, quiete lo spazio di silenzio regalato di colori,di fiori e di voli.

Ci sono tracce invisibili nel cuore
e nella nostra terra, hanno la voce silenziosa del letargo sotto la neve.

Verrà Primavera.

Che storia …

2.

lab Harambèe – Bosco del Mulinetto, Inverno 2005


v i v e

L’audio e’ stato cancellato dallo spazio su Splinder


Emily Dickynson – “Tutte le Poesie” – 995- I meridiani –

Un esperimento.

E’ stato difficile scegliere una poesia fra tutte quelle dell’antologia… quindi questa sarà la prima di tante che daranno voce ai post, qualche volta.

Da oggi.
Ad intervalli ir-regolari, di giorno in giorno… E’ inverno.

Che storia …

2.

lab Harambèe – Bosco del Mulinetto, Inverno 2005


v i v e

L’audio e’ stato cancellato dallo spazio su Splinder


Emily Dickynson – “Tutte le Poesie” – 995- I meridiani –

Un esperimento.

E’ stato difficile scegliere una poesia fra tutte quelle dell’antologia… quindi questa sarà la prima di tante che daranno voce ai post, qualche volta.

Da oggi.
Ad intervalli ir-regolari, di giorno in giorno… E’ inverno.