Me at the Mirror

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NPAL  Diary & Meetings 016 01 015 – in progress

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Faccia Libro

 

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Leonora Carrington

 

 

Scrivo come se fosse la pagina di facebook, (ma non lo è).Faccio finta. Una finta, per lo spazio. Qui, non passa forse nessuno ma non c’ un meccanismo che ti chiede di verificare l’autencità dei posts pubblicati, con domande a ci bisogna rispondere con un giudizio mascherato da crocetta, che servirà ad una classifica ed a chissà cosa d’altro… Quindi  pubblico una foto di un’opera maestosa, “maestosa” e misteriosa di Eleonora. Ho riletto e continuo a rileggere il “Cornetto acustico” opera surrealista, rigorosa e come tale attualissima, secondo me.  Come non dire, ora, che l’unica ipotesi di realismo possa essere solo visionario?

Dopo la strage a Parigi (attentato a Charlie Hebdo), e tutte le altre, come si fa ancora a credere che ci sia un nemico e tutti gli altri abbiano ragione? Dio non è dalla parte di nessuno, non giustifica neanche le vittime. Dio, non dovrebbe essere dalla parte di nessuno ad escludere gli atri. Dio, non dovrebbe avete una parte sua, ma essere oltre, da nessuna parte, o dappertutto. Poi, sta a chi ha bisogno di credere, e credere contro qualcuno, a trovarsi da solo, con se stesso davanti a Dio.  Proprio lì: allora, non più  nomi (a Dio a noi, a qualcuno), non più sconti o scuse. Nessuna distanza per cercare nemici o fughe. Niente solitudine né compagnia. Niente (e tutto).

 


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NPAL Diary & Meetings 11 01 015 (in progress)

Many Questions . . . No Question

Che inizio dell’Anno!

Quante domande che assomigliano a scelte. Ed invece, sono solo richieste di attaccamento, non lasciare andare né questo né quello, non mollare niente. E mi raccomando, poi sorridi.

 

Tutte lì, sullo scaffale le maschere allineano attaccamenti a ruoli e pretese.

Tutti lì, sullo scaffale, così vicino a me, progetti inconclusi, prospettive che allunano futuro e presente nell’attaccamento al passato, quello che è stato, quello che ero ed o avrei dovuto essere. E non sono, quello che sono non è sullo scaffalo, certo, è qui, sempre più vicino ( a me?).

 

E mi chiedo: “C’è poi così bisogno di domande, risposte, spiegazioni e conferme?”

Forse, basta ascoltare?

 

Ad esempio, da tanto tempo ormai, dall’adolescenza son passati quaranta anni almeno, ascolto Bob Dylan e non mi è mancata la comprensione dei testi in inglese, che non ho avuto. La sua voce, nella sua continua trasformazione, sia a lungo percorso sia in ogni momento, dice e continua a raccontare, Sento una cosa e poi un’altra diversa, a volte all’opposto: nello specchio-canzone, nel’immagine-specchio, lasciate accadere, posso trovare parti di me, scoprirle quando disegno o scrivo e quando ascolto le “altre” da me?

Ed infine, c’è tutta questa separazione, fra il mio ed il tuo-vostro, o frame, te, e voi, frame e l’altro?

Grazie.

 

(da rielaborare, e continuare – in progress NPAL Diary & Rave 07 01 015)

 

C l i c k  Q u i

http://grooveshark.com/s/She+s+Your+Lover+Now/khQUN?src=5

“An’ you, just what do you do anyway? ain’t there nothin’ you can say?”

🙂

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