V.

c i n q u e


“Tra la mia natura spirituale sublime e la mia umanità più istintiva ho scelto di essere il luogo in cui si produce il rapporto. Sono al servizio di questa comunicazione tra il basso e l’alto,la mia missione è unire gli opposti apparenti.

Un ponte non è una patria, è soltanto un luogo di passaggio.

Consente la circolazione delle energie creatrici del fenomeno, magnificamente illusorio, che chiamiamo esistenza. Non è isolandomi ma imboccando tutte le vie che comunico la buona novella. Allontano dalla mia bocca qualunque parola che mi appartenga, sommergo il mio cuore nella pace e nell’assenza di desideri per lasciare posto unicamente al suo amore, ed elimino dalla mia volontà persino la volontà di eliminare la volontà.

In me esiste lo stesso ordine che c’è nell’universo. Sono un vascello vuoto,senza forma,che trasporta la luce là dove la porta il vento. Mi colloco fra il cielo e la terra, esortogli abitanti della speranza a elevarsi sin lassù,dove non ci sono limiti. A ciò che sta ancorato alla materia o allo spirito trasmetto la potenza superiore che dà vita all’inanimato. Tramite me,la carne ascende fino allo spirito per esplodere in un sublime fuoco d’artificio. Tramite me,il gregge di energie angeliche discende verso il freddo dellamateria per disolversi in tiepide onde amorose.

Rifiuto ogni maledizione. Benedico ciò che odo,ciò che vedo,ciò che sento. Chiamo l’amore come un uccello dalle ali smisurate,affinchè si posi sulla piccolezza di un cuore. Che ne faccio delle vostre litifamiliari,delle vostre pene,delle vostre ferite? Le costringo a mettersi in ginocchio e a pregare. Lasciatemi venire da voi: benedirò tutto il vostro mondo,perfino i vostri problemi.

Investite della mia missione le vostre azioni,svegliatevi di fronte alla forza del sacro: ogni vostro gesto minimo, ogni atto,diventerà a sua volta sacro.

Conoscerete l’estasi di chi non parla per sè.

Il pastorale che vedete nella mia mano non è uno strumento per dare ordini. E’ il simbolo del mio gioioso annientamento. Ho pacificato i miei desideri, ho trasformato questo branco di lupi affamati in un
volo di rondini che festeggiano l’alba con il loro canto. L’oceano tumultuoso che mi agitava il cuore l’ho trasformato in un lago di latte,sereno e dolce come quello che sgorgava dal seno della Madonna. Chiunque ha sete può venire a bere al mio spirito. Non nego nulla a nessuno.

Sono la porta che può essere aperta con tutte le chiavi.


Chiunque entri nella mia anima,potrà proseguire fino al limite estremo dell’universo,fino alla fine dei tempi: sono l’ultima frontiera fra le parole e l’impensabile.”

<br

Alejandro Jodorowski, Marianne Costa

– LA VIA DEI TAROCCHI –


lab Harambèe – Luxor, Gennaio 2006

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6 thoughts on “

  1. Maria, anche io l’ho osservato un po’, con sospetto, forse…
    Poi, me ne sono innamorata. e allora…

    Cucu, ah!
    irresistibile, vero? E vedrai che grandezza il numero nove (l’Eremita)…

    baciabbraccio, cari
    kaa

  2. Maria, anche io l’ho osservato un po’, con sospetto, forse…
    Poi, me ne sono innamorata. e allora…

    Cucu, ah!
    irresistibile, vero? E vedrai che grandezza il numero nove (l’Eremita)…

    baciabbraccio, cari
    kaa

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