Ci trovano le storie, tra radici e foglie rosse, tenaci segugi ,ombre repentine ci seguono e ci inseguono,inutile pararsi dietro un tronco o la nostalgia di un tempo che piega rami ed anni, le storie,scialle di rovi e  di girasoli ci trovano e ci avvolgono con dolore o con dolcezza , le storie che ci deludono e le storie che dissetano,,acqua o sangue , ma le storie colorano il giorno oppure lo trasformano in un delicato bianco e nero.Le storie che non accogliamo si perdono tra sassi e terra brulla, marciscono in silenzio tra un angolo umido e il contorcersi di un lombrico. Le storie che ci circondano di notte,  sono le vere fate e elfi irriverenti .Le storie che continuano a cercarci, segugi tenaci, e le storie che perdiamo, e tra loro la nostra storia .


G a g a r i n


Ci trovano le storie, tra radici e foglie rosse, tenaci segugi ,ombre repentine ci seguono e ci inseguono,inutile pararsi dietro un tronco o la nostalgia di un tempo che piega rami ed anni, le storie,scialle di rovi e  di girasoli ci trovano e ci avvolgono con dolore o con dolcezza , le storie che ci deludono e le storie che dissetano,,acqua o sangue , ma le storie colorano il giorno oppure lo trasformano in un delicato bianco e nero.Le storie che non accogliamo si perdono tra sassi e terra brulla, marciscono in silenzio tra un angolo umido e il contorcersi di un lombrico. Le storie che ci circondano di notte,  sono le vere fate e elfi irriverenti .Le storie che continuano a cercarci, segugi tenaci, e le storie che perdiamo, e tra loro la nostra storia .


G a g a r i n



V i c i n o

l o n t a n o


© lab Harambèe – kaapi carla barnabei

S. Martino – Val di Mello, Agosto 2oo6

Un viaggio lungo una vita.

Nei miei quadernetti pagine scritte fitte fitte

e spesso disegnate.

“Ma che sghiribizzi sono…?” mi chiedi.


Non ho mai disegnato paesaggi estesi o visti da lontano , non senza rammarico. Mio padre ha spettato per anni un “Paesaggio del Resegone”, inutilmente…!

Ahimè, lo sguardo dalla finestra verso i monti, o dalla spiaggio verso il mare non mi ha mai trasmesso immagini attraverso disegni o dipinti… di paesaggi veri e propri.

I disegni dal bosco soprattutto, assomigliano a trame fitte di muschio o traforate di ragnatele, tessute di radici fogli e tracce di creature piccine.
Matasse di filo intrecciate come nidi.

Piuttosto, paesaggi minimi, dalle dimensioni frammentarie, anime di particolari visti o immaginati da vicino…

Immagini fugaci, estemporanee, labili, in attesa di trasformarsi attraverso sguardi sconosciuti.

Piccoli schizzi accurati nell’essere altrove a sfumare, a mutar di forma e colore. Nebbie, piogge lievi, folate di vento. Questo attendevano stando lì quieti, fra una pagina e l’altra…?


“Un disegno è il pensiero di un gesto. ”


Se il pensiero è lieve o si abbandona al sentire, il
segno può vivere il coraggio o il timore acuto di una scoperta misteriosa.
Se il pensiero retrocede dal giudizio, può aprirsi al contatto del segno come a mappe di abbracci.

Ed allora, basta ascoltare. Quelle storie che aspettiamo ci trovano… loro. Inaspettate, ad esempio, sussarrano da una pozzanghera riflettendo il cielo:


“Un sasso è montagna. Un filo d’erba è prato.

E tu sei mare”.


© lab Harambèe – S. Martino & Altrove, Agosto 2oo6