Puliamo lo Specchio!

Da bambina mi piaceva scrivere o disegnare sui vetri o sugli specchi appannati.

Quando pulisco gli specchi ( durante le operazioni di pulizia della casa), cancellandovi segni ed impronte mi chiedo se siano parte di una mappa vivente da decifrare . . .

* 1.

Me lo chedo davanti allo specchio, chiudendo gli occhi, per ascoltare senza guardare.

Ascolto.

La principessa, si fermò, ed era una bambina. Le avevano detto di essere una principessa ma lei non capiva bene cosa significasse davvero, perchè sopra ogni altra indicazione voleva essere una bambina come tutte le altre.

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* 2.

La bambina, si fermò di nuovo, voleva essser una principessa, eppure non le avevano detto che lo fosse, mai. Lei, quella coroncina, sopra i capelli biondi, sopra occhi celeste chiarissimo, la vedeva e, non solo in sogno.

* 3.

Eco improvvisamente si sorprese, nel ritrovarsi in compagnia, non era più sola. Eppure, leggende raccontavano che fosse nata proprio da un riflesso di Narciso. Da quel riflesso di lui che che non era suo e mai lo sarebbe stato.

Nella sua dipendenza da una fonte sonora di cui replicava la voce, Eco era abituata ad essere solo quello, un riflesso. Si era abituata senza soffrirne troppo. Quando la Voce taceva anche lei stava in Silenzio, ma si annoivava. Si annoiava tanto che dopo un po’ di tempo dovette imparare ad ascoltarlo!

Ed incredibile a dirsi, il Silenzio le parlò. Parlarono, con domande e risposte, a lungo. Ciascuno raccontò all’altro quello che aveva conosciuto, quello che sapeva o non sapeva. Paesaggi conosciuti e sacrificati a sguardi paurosi, oppure paesaggi magnifici ma invisibili configuravano tra loro spazi e presenze inaspettate.

Dopodichè, quel dialogo si trasformo: pigolii, ticchetti, suoni impalbabili di sbadigli ed argentini di risati e soffusi in sospiri ed omissioni. Insomma a ben ascoltare … una musica!”

* 4.

E dimmi, cosa fa più compagnia della musica?

La Principessa Bambina, La Bambina Principessa ed Eco, ci crederesti? Si incontrarono, in un giorno di fine Inverno. Cosa accadde?”

Cosa accadda (detto in breve, anche se non è questa una conclusione)?

Tutte insieme, anche se si erano appena ri/conosciute, cominciarono ad aspettare la Primavera, senza domande nè risposte, senza confine fera oggi e domani o ieri. Insomma una bella attesa che significava, nonostante tutto: “Presente!” per ieri, oggi e domani, come una nuvola alla fine diventa semore cielo.”

* 5.

I m m a g i n i:

2* Kiki Smith Wallpaper

*1 e 2. –NPAL Lab – particolare dell’installazione “Meeting the Shodow”, “mostra collettiva “Esserci e non essereci” ,Studio Aprea Liber, via Conafalonieri, 1 Milano , 2012

* 3. Kiki Smith “Vitreous Body” 2000

* 4. NPAL Lab – “Sottosopra” – via Confalonieri, 11 Milano & Altrove 2013

(continua – in progress)

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