A
C a s a


© lab Harambèe
Monti di S. Lorenzo al Guercio, Luglio 2006

q u i

o l t r e

“NON C’E’ AMORE PER CHI RESTA FUORI”
dice


GPQ
cioè Giò

Non c’è amore se lo cerchi fuori di te come se fosse qualcosa che ti deve riempire o svuotare…come se fossi tu il contenitore e non il contenuto controllato in fondo e soprattuto vincolato daproprio quel cercare, in modo continuo e compulsivo,fuori di te.

Attesa spasmodica e fuorviante che ti farà insaziabile, nell’aspettare come un diritto o un dovere ciò che non ti basterà mai.

Attesa disillusa nel disagio di una impotenza a riempire ciò che non può essere nè colmato nè svuotao.

“…Siamo vasi comunicanti e illusi di esserlo …”

Oltre l’illusione l’accettazione, non c’è misura ma c’è limite. Non c’è appagamento ma accettazione.

C’è una porta ed una finestra, non si pùò scappare …La casa sei tu!

Un abbraccio sorridente. Ed anche una lacrima come goccia di pioggia.


© lab Harambèe
S. Terenzio, Luglio 2006


Porta

e

riporta

Venticinque.


Due più cinque sette. Sette per tre ventuno, resto quattro. Ecco i numeri: due,cinque,sette, quattro.

No, no li giocherò al lotto. Sono qui di fronte a me. Mi avvicino, ci parlo:

“Che numero sei tu, me lo dici…?”

2) “Io sono uno e l’altro. Aspetto il tre.”

(sorrido all’immagine della coppia…Sarà possibile non an/negarla contrapponendo gli opposti? Me lo domando…)

4) “Sono completo, equilibrato come un quadrato.Mi raccomando, tieni i piedi per terra..! ”

(eh sì, ti scriverò addosso sulla pelle, ne ho bisogno…!)


5) ” Il ciclo del quadrato è completato, io sono un ponto verso il nuovo mi chiamano numero della tentazione e del cambiamento.”

(Oh, lo so, mannaggia. Nella mia data e ricorrenza di nascita ho innumerevoli cinque…)

7) “Non aspetto più. Nessuna contrapposizione, nessuna realizzazione. Nè illuminazione. Riunifico oltre il tempo e lo spazio.”

(oh, bè…m’inchino)


© lab Harambèe – Sarzana & Altrove, Luglio 2006

n o m a d e

casa di L.

Poi, chiuderò ancora gli occhi, ed il dialogo continuerà spero. Nei giorni, fra segni e sogni.
In sonno ed in veglia la linea che disegna ed insegna non finirà mai di trasformare e sorprendere. Tutti i giorni, qui. Dentro e fuori di me.


Buon viaggio…!

(c o n t i n u a – 1.a parte )

P.S.: il post avrà un seguito numerologico…meno frivolo!


V i a

<br<


© lab Harambèe – Sarzana & Altrove, Luglio 2006

“Quando non può lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l’andatura di cappa che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela.

La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all’orizzonte delle acque tornate calme.

Rive sconosciute che saranno per sempre ignorate da coloro che hanno l’illusoria fortuna di poter seguire la rotta dei carghi e delle petroliere, la rotta senza imprevisti imposta dalle compagnie di navigazione.

Forse conoscete quella barca che si chiama desiderio.”

“…perseguire un obiettivo che cambia continuamente e che non è mai raggiunto è forse l’unico rimedio all’abitudine, all’indifferenza, alla sazietà. E’ tipico della condizione umana ed è elogio della fuga, non per indietreggiare ma per avanzare. E’ l’elogio dell’immaginazione mai attuata e mai soddisfacente. ”


Henri Laborit –

“Elogio della fuga”

“Mi raccomando…. mi raccomando!”

Mi è rimasta dentro quella tua richiesta.

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E adesso,dopo tanto tempo, capisco che richiesta non era. Piuttosto un’invocaziobne propiziatoria. . . ?!

Quante cose credevo di capire. E non capivo. Perchè non mi conoscevo. Perdevo, me in te. E te in me.

Tutto è diverso. oggi. Accetto. Apprezzo .Ormai.

E’ troppo tardi…?

Forse, ma io ti sento qui, con me sempre. Ora mi sento figlia e madre di me stessa. E nessuno.

Che gratitudine sento, ora!

Ciao, mamma.Ciao cara.

kaapi

Milano & Altrove, Luglio 2005



foto di di D. e O. Follmi

1 Agosto 2006


” C’è qualcosa di più
nemmeno la mancanza
( già basta ed avanza )
( l’idea di perdere anche il piacere nel sapere cosa ne avrebbe pensato, di un fatto, di una parola, tutte quelle domande che restano come pesci senza acqua )” – Ant

Sì. E c’è qualcosa in meno. C’è non aver detto, non aver capito, non aver saputo… e non si può più.

Ma si capisce qualcosa deLl’amore e di come son poca cosa le parole per spiegarlo, per negarlo, per celebrarlo…per difenderci (impossibile)… E’ l’ anelito alla non-divisione, all’essere uno,
alla totalità che soffochiamo dentro di noi…?!

click (dentro di noi)

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Grazie 🙂

kc