“Mi raccomando…. mi raccomando!”

Mi è rimasta dentro quella tua richiesta.

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E adesso,dopo tanto tempo, capisco che richiesta non era. Piuttosto un’invocaziobne propiziatoria. . . ?!

Quante cose credevo di capire. E non capivo. Perchè non mi conoscevo. Perdevo, me in te. E te in me.

Tutto è diverso. oggi. Accetto. Apprezzo .Ormai.

E’ troppo tardi…?

Forse, ma io ti sento qui, con me sempre. Ora mi sento figlia e madre di me stessa. E nessuno.

Che gratitudine sento, ora!

Ciao, mamma.Ciao cara.

kaapi

Milano & Altrove, Luglio 2005



foto di di D. e O. Follmi

1 Agosto 2006


” C’è qualcosa di più
nemmeno la mancanza
( già basta ed avanza )
( l’idea di perdere anche il piacere nel sapere cosa ne avrebbe pensato, di un fatto, di una parola, tutte quelle domande che restano come pesci senza acqua )” – Ant

Sì. E c’è qualcosa in meno. C’è non aver detto, non aver capito, non aver saputo… e non si può più.

Ma si capisce qualcosa deLl’amore e di come son poca cosa le parole per spiegarlo, per negarlo, per celebrarlo…per difenderci (impossibile)… E’ l’ anelito alla non-divisione, all’essere uno,
alla totalità che soffochiamo dentro di noi…?!

click (dentro di noi)

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Grazie 🙂

kc



Separate ed indivise

dentro

le età richiamano

sorrisi e lacrime

sciolgono

noi

prigioniere di una identità fasulla

riportano

avanti ed indietro.

Le nostre età bambine adulte si mescolano,

Lo sguardo non giudica più,

riunisce le loro immagini separate in una sola.

Restituisce.

La vita va e viene, come un’onda

non aspetta se stessa o altro.

E’ .

Il Mare.

Anzi, l’Oceano.

<b<

<br<

Milano & Altrove, 31 Luglio 1999 / 2006


lab Harambèe – Gennaio 2006



Separate ed indivise

dentro

le età richiamano

sorrisi e lacrime

sciolgono

noi

prigioniere di una identità fasulla

riportano

avanti ed indietro.

Le nostre età bambine adulte si mescolano,

Lo sguardo non giudica più,

riunisce le loro immagini separate in una sola.

Restituisce.

La vita va e viene, come un’onda

non aspetta se stessa o altro.

E’ .

Il Mare.

Anzi, l’Oceano.

<b<

<br<

Milano & Altrove, 31 Luglio 1999 / 2006


lab Harambèe – Gennaio 2006


29 . 7 . 06


R i T o r n o


© lab Harambèe – carla barnabei

Tataouine, Luglio 2005/06

p o r t a

“Devi trovare tu la tua verità.


E per farlo devi mettere in gioco ogni cosa. La verità non può essere nient’altro, se non la tua assoluta priorità.

Non può essere uno dei tanti desideri. Non è un desiderio, è un anelito totalizzante, come se ti fossi perso in un deserto e per giorni interi non fossi riuscito a trovare l’acqua”.

Osho


29 . 7 . 06


R i T o r n o


© lab Harambèe – carla barnabei

Tataouine, Luglio 2005/06

p o r t a

“Devi trovare tu la tua verità.


E per farlo devi mettere in gioco ogni cosa. La verità non può essere nient’altro, se non la tua assoluta priorità.

Non può essere uno dei tanti desideri. Non è un desiderio, è un anelito totalizzante, come se ti fossi perso in un deserto e per giorni interi non fossi riuscito a trovare l’acqua”.

Osho

25 . 6 . 06

Blog chiuso, almeno per il momento.

Non è per ferie… e neanche per malattia.

Piuttosto, per una trasformazione, spero!

Sorrisi e 🙂 … a pioggia

kaapi


©lab Harambèe – kaapi carla barnabei

Aswan & Altrove, Gennaio/Giugno ’06

c a s a

6. 7 . ’06

Ho chiuso il blog…ma nel frattemposul contatore il numero dei visitatori è cambiato e cambia…

Le porte chiuse non sempre lo sono del tutto?

La porta del blog è forse socchiusa per gli invitati (ai quali non ho disdetto l’invito)…?

Un abbraccio

kc


©lab Harambèe – Abu Simbel & Altrove, Gennaio / Luiglio ’06

t r a c c i a t o

25 . 6 . 06

Blog chiuso, almeno per il momento.

Non è per ferie… e neanche per malattia.

Piuttosto, per una trasformazione, spero!

Sorrisi e 🙂 … a pioggia

kaapi


©lab Harambèe – kaapi carla barnabei

Aswan & Altrove, Gennaio/Giugno ’06

c a s a

6. 7 . ’06

Ho chiuso il blog…ma nel frattemposul contatore il numero dei visitatori è cambiato e cambia…

Le porte chiuse non sempre lo sono del tutto?

La porta del blog è forse socchiusa per gli invitati (ai quali non ho disdetto l’invito)…?

Un abbraccio

kc


©lab Harambèe – Abu Simbel & Altrove, Gennaio / Luiglio ’06

t r a c c i a t o

P i e t r e

p e r

v i a g g i a r e


“Un gruppo di “pietre da collimazione” è stato rintracciato nell’atollo di Butaritari, nell’arcipelago delle Gilbert: lo studio della loro disposizione indica anche qui un’indubbia correlazione con le isole Marshall, poste 264 km a nord. Un secondo gruppo di sei-sette pietre si trova nell’isola di Arorae, la più meridionale delle Gilbert: esse son note ai nativi col nome di Te Atihu ni Borau che significa semplicemente “pietre per viaggiare”. Ciascun monolite funziona da indice per la direzione di una determinata isola dell’arcipelago, e tiene conto della deriva che i venti dominanti possono imprimere alle imbarcazioni.

I piloti, prima di intraprendere una traversata, si sedevano su di una piattaforma di osservazione posta a distanza della relativa pietra di traguardo e ne stimavano con accuratezza la direzione indicata, confrontandola con la disposizione di un determinato gruppo di stelle visibili in prossimità dell’orizzonte. Il ricordo, o una semplice mappa, dell’ associazione prospettica fra quelle stelle e la pietra di traguardo doveva evidentemente accompagnare e guidare il navigante durante tutto il tempo della traversata. Venivano anche eseguite, e lo sono tuttora, osservazioni a puro scopo d’addestramento, secondo quanto attesta un singolare esemplare di canoa di pietra esaminato dal Lewis nell’isola di Beru, anch’essa facente parte dell’arcipelago delle Gilbert.

Si tratta di una figura delineata sul terreno mediante l’impiego di pietre grossolane, che delimitano un’ area a losanga avente la diagonale maggiore di qualche metro di lunghezza e disposta nella direzione est-ovest, mentre la diagonale minore è allineata con l’ asse nord-sud. I vertici della figura sono contrassegnati da pietre poligonali aventi la funzione di indicare, tramite la propria mole e con la disposizione degli spigoli, l’ importanza e la direzione del flusso delle maree.

Il recinto di pietre raffigura evidentemente il bordo di un’imbarcazione. Il posto ove deve disporsi l’ osservatore nel corso della sua pratica d’addestramento è indicato da una grossa pietra rettangolare contenuta all’interno della losanga. Su di essa si erge un blocco di corallo che sta a simboleggiare il dio del mare, entità protettrice e di ausilio ai naviganti.”

Vincenzo Croce –

A i r e s i s
– Etnika


“Vieni amore mio, è l’ora.

Il bosco come un mare di foglie sopra di noi.
.
Cantano i venti.

Gonfiano gli abiti come vele.

In noi l’eco attraverso il cuore fino alla radice.

Ci chiamano.

E’ una strada invisibile richiama i passi ed il canto.

Prendi il tamburo con una mano e con l’altra spronalo come un destriero.

Op, Op… e gira, gira.

Attraverso l’onda del suono fatti portare da una scia di stelle…

Vieni amore mio, è l’ora

Ora di partire, di lasciare, di trasmutare.

La via delle Ossa, del Sangue, del Sogno.

Intreccia i tuoi capelli, intreccia un’altra kalamàa.

Ancora con le dita spargi latte,intorno.

Il fuoco risplende sulla montagna.

Vieni, vieni con me.”

K. A. & K. C. – Shamanic journey “131415.5.06”


© lab Harambeè – Qui & Altrove, 1996/2000

V e n t o

Questa sera c’è un eco qui. Viene da lontano.

Non so da dove.

Non so, ma sento un vento leggero, è ora di prepararsi…

Qualcosa sta per accadere.

Come da bambina, apro la finestra e guardo in sù, verso il cielo.
Poi prendo un pugno di terra, lo strofino fra le mani, le avvicino al viso e annuso.

Che profumo.