Hello Darkness, my Old Friend

Forse le azioni consuete alle proprio o altrui della personale o altrui Facebook’s page, tralasciate in loco, s’affacciano qui? Eh, da un po’ Scrivo nei commenti del blog un link come un appunto da sviluppare in seguito, in un post, qui.

 

 

 

 

Eccone uno!

 

 

 

 

 

Post in progress, assolutamente . . .

 

 

NPAL Diary – Sound & Meeting/Testimony

 

 

 

 

 

25 . 8 .2014

Ah, il Silenzio . . . Presenza di libero suono, senza chiacchere. Silenzio; che va taciuto o detto, c’e’ differenza? Che sia segreto o cio’ che non va taciuto, segretamente in sospeso e non posso sapere ne’ cosa ne’ come, sarà’ espresso e da chi… Non so, se il Silenzio sia in me o in noi, ammesso che ci sia distanza, o vicinanza, fra me , fra noi, fra voi e tra loro . . .

 

 

 

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NPAL diary, Findhorn Foundation / the Park, July 2014

T h e T h i r d

NPAL Testimony & Secret 2508014

 

 

I’m gonna have to put you down for a while

N.B.: post in progress, più che mai… )sono in una condizione di “straripamento emotivo”, quindi posso scrivere solo a tratti, altrimenti resterei al pc, o a scrivere-disegnare su ub quaderno, giorno e notte. Cè anche altro da fare… quindi, scriverò a tratti… 🙂

  11. 22 –  Da qualche tempo mi dedico a The Work  (oppure qui)  e la dinamica di ribaltare, ciò che avverto all’esterno verso di me diventa qualcosa che io, percependolo, agisco in me o verso l’altro,  è qualcosa che non ricevo ma che io stessa agisco più o meno in-consapevolmente verso me stessa o l’altro.

Oh yes, facciamola finita con le accuse agli altri, cominciando dai genitori, in questa vita e pure nelle altre …  Ora, eccomi di fronte alla mia connessione, assunzione di responsabilità ! Ad un certo punto il dramma-commedia  svanirò  e “ribaltare” rivela   questo gioco  nella vita…   La consapevolezza responsabile prima si presenta , ogni tanto, svegliando lo spirito libero della gioia attraverso il rilascio della tensione, epoi spesso ed infine, quasi sempre,  ad ogni passo incerto o troppo sicuro.

A proposito, c’è una sicurezza, a volte ,che mi spaventa.  L’avverto forse più sovente negli altri, e quindi zac! Ribalto su di me, non è qualcun altro o qualcosa, all’esterno, a spaventarmi, son io, ed allora  mi chiedo: perché mi spavento?   Mi son trovata “da un’altra parte, scrivendo (ancora) e mi fermo qui.  Avevo cominciato a scrivere  perchè rileggendo una poesia-canzone di Bob Dylan mi ha infastidito o  toccato una sua frase, mi era  sembrata eccessiva ed allora l’ho ribaltata su di me. E’ questa:

 

“I found hopeless love in the room above

When the sun  and the weather were mild

You’re as  fine as wine,   I ain’t handing you no line

I’m gonna have to put you down for a while”

Huch’s Tune – BOB DYLAN

 

Un’altra domanda: ho scritto questo post invece di qualcosa d’altro simile ad un Report del Viaggio a Iona (sono appena tornata in Italia, almeno fisicamente)? Chissà Perchè … 🙂 . Comunque, continua … Grazie ❤

 

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NPAL Diary &Testimony

( 1 continua  – in progress )

 

 C l i c k    QUI 

8   e 9 . 8 . 014

Il report del Viaggio a Iona non arriva, ancora.

Ecco, invece:

 

Rastak Group è “a new ensemble for contemporary Persian folk music was formed as an experimental music group in 1997.  The group seeks to collect, record and interpret  traditional persian folk music for a global audience, incorporating language, culture and history also me ring traditional instruments and forms with contemporary rhythms. The musicians who comprise Rastak have graduated from the best universities in Iran and have done extensive  research into Persian folk music.”.

Non conoscevo questo gruppo ma il mio incontro con la musica persiana risale a tante, tante Lune fa. Quando portavo musica e soprattutto musica tradizionale dei mondi a scuola per le nostre lezioni. Quanti bei ricordi…!

Ora, dopo aver  incontrato questa musica per una fortunata (apparente) casualità,  sto ascoltando un dialogo, fra noi.   Provo ad azzardarne alcuni suoi argomenti. E’ un ensamble misto, donne ed uomini, tutti suonano con un’ispirazione , stanno giocando molto seriamente, proprio come sanno fare molto bene i bambini. Credono a quello che stanno facendo insieme e giocano, si giocano il confine o il limite fra di loro e l’universo, fra la loro cultura e tutte le altre.

Riascolto, e sento: la tromba del giudizio universale, il campanello del gatto, il battito ritmato del cuore e quello del bissare alla porta. Sento l’invocazione del vento e della pioggia, la disperazione della separazione e la gioia di scoprire che non esige ed insite, sento lo strillo napoletano dei vicoli, di chi vendendo gioca la sopravvivenza, sento il pianto trattenuto nell’attesa che diventa di gioia o di morte a secondo se la “barca” arriva o no.

Ed intanto, sento l’accettazione, di essere insieme sempre, anche quando si è soli,  soprattutto … Grazie.

 

SHADOWS & GLARES-IMG_0836 - Versione 2

NPAL Travel & Meeting – British Museum, London, January 2014 – Man’s Clothes, recycled metal foll bottl-neck wrappers, copper wire                                                              by EL Anatsui, Ghana 1999 – 2001

MAN'S CLOTH BY  EL ANATSUI-IMG_0838 - Versione 3

“The traditional narrow-strip woven silk kente cloth of Ghana is a source of pride and a receptacle of cultural memories. It is a leitmotif that runs through much of El Anatsui’s work.

 He uses it to pursue the themes of the memory and loss, particularly the erosion of cultural values through unchecked consumerism, here symbolised by the bottle-neck wrappers.

Yet El Anatsui’s work is ultimately optimistic, in the case using cloth as a metaphor for both the fragility and the dynamism and strength of traditional clothes may be seen i the textiles section of the galleries.

El Anatsui (1944) was born in Ghana but since the 1970s has been working at Nsukka where he is professor of Sculpture at the University of Nigeria”.

Broken Bridge II – by El Anatsui   c  l  i  c  k 

 

 

 

 

 

NPAL Diary & Meetings – (2 continua – in progress)

Ring Them Bells

S

 

Suona, suona. Questa canzone che parla di fine e contemporaneamente di risveglio, come se fossero in fondo inseparati.                                  Non c’è risveglio  senza fine. E, la fine sta accadendo, ora.

 

“Non è  quello che dici, ma la voce che hai.  Come è diventata la tua voce, dopo innumerevoli pianti ed innumerevoli sorrisi, nell’uragano e nel sole. Sta camminando da lungo tempo, ancora. Non è se ti risveglierai ma dove sei ora, e se lo  sai … ! “.

 

Ritornare a Casa. Questo, ritorno, qui ora. Ascolto. E, mi sembra ad ogni minuto una nuova partenza, infinita,  qui, ora, verso casa … Grazie.

 

 

Le voci di Bob, vanno oltre il testo, mi portano a sentire un cambiamento che segna il momento presente, provvisorio, in continuo cambiamento, eppure nella “sua” eternità …

Thank you so much 🙂

 

NPAL Meetings and Memories 0607014     IMG_5637

 

 

 

P.S.: nei commenti, come al solito, lyric e riferimenti, in progress… (tanti sono ! 🙂

Long and wasted Years

Long and Waste Years

It’s been such a long long time
Since we loved each other and our hearts were true
One time, for one brief day, I was the man for you
Last night I heard you talkin in your sleep
Saying things you shouldn’t say, oh baby
You just may have to go to jail someday
Is there a place we can go, is there anybody we can see?

Maybe it’s the same for you as it is for me
I ain’t seen my family in twenty years
That ain’t easy to understand, they may be dead by now
I lost track of em after they lost their land
Shake it up baby, twist and shout
You know what it’s all about
What are you doing out there in the sun anyway?
Don’t you know, the sun can burn your brains right out
My enemy crashed into the dust

Stopped dead in his tracks and he lost his lust
He was run down hard and he broke apart
He died in shame, he had an iron heart
I wear dark glasses to cover my eyes
There are secrets in em that I can’t disguise
Come back baby
If I hurt your feelings, I apologize
Two trains running side by side, forty miles wide
Down the eastern line
You don’t have to go, I just came to you because you’re a friend of mine
I think that when my back was turned
The whole world behind me burned

It’s been a while
Since we walked down that long, long aisle
We cried on a cold and frosty morn
We cried because our souls were torn
So much for tears
So much for these long and wasted years

 

 

Il rif di ” Ring them Bell” ritorna, tanti anni dopo?

Ogni performance di Bob Dylan segna la mappa a cui fa riferimento, come se scrivesse sulla stessa mappa celata in ogni canzone… Ogni versione della stessa canzone cambia, e ritornerò  cambiata, riporta sempre a quella Mappa (a quel segreto, a quel patto, a quella missione).

In ogni  sua performance segna, una dopo l’altra, che il tempo a passare non è quello  misurato dall’orologio, controllato dal conto dei minuti, delle ore e degli anni. E’ un altro, è altro.E, innanzitutto, è una testimonianza viva, come le stagioni, la pioggia… e i fulmini.   Grazie

 

http://grooveshark.com/s/Ring+Them+Bells/3YkFZX?src=5

 

Ring Them Bells

 

Ring them bells, ye heathen
From the city that dreams
Ring them bells from the sanctuaries
’Cross the valleys and streams
For they’re deep and they’re wide
And the world’s on its side
And time is running backwards
And so is the bride

Ring them bells St. Peter
Where the four winds blow
Ring them bells with an iron hand
So the people will know
Oh it’s rush hour now
On the wheel and the plow
And the sun is going down
Upon the sacred cow

Ring them bells Sweet Martha
For the poor man’s son
Ring them bells so the world will know
That God is one
Oh the shepherd is asleep
Where the willows weep
And the mountains are filled
With lost sheep

Ring them bells for the blind and the deaf
Ring them bells for all of us who are left
Ring them bells for the chosen few
Who will judge the many when the game is through
Ring them bells, for the time that flies
For the child that cries
When innocence dies

Ring them bells St. Catherine
From the top of the room
Ring them from the fortress
For the lilies that bloom
Oh the lines are long
And the fighting is strong
And they’re breaking down the distance
Between right and wrong

 

 

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NPAL Memories & Meetings – Pollution – 1806014

Seguiranno, poco a poco, in progresss nei commenti altre versioni live.

 (in progress – continua)

There’s not even room enough to be anywhere

http://www.youtube.com/watch?v=HMGBzl6Dvcc?list=RDHMGBzl6Dvcc&w=560&h=315

http://www.youtu.be/HMGBzl6Dvcc

“Not dark yet live” version live 2013

Shadows are falling and I’ve been here all day
It’s too hot to sleep time is running away
Feel like my soul has turned into steel
I’ve still got the scars that the sun didn’t heal
There’s not even room enough to be anywhere
It’s not dark yet, but it’s getting there

Well my sense of humanity has gone down the drain
Behind every beautiful thing there’s been some kind of pain
She wrote me a letter and she wrote it so kind
She put down in writing what was in her mind
I just don’t see why I should even care
It’s not dark yet, but it’s getting there

Well, I’ve been to London and I’ve been to gay Paree
I’ve followed the river and I got to the sea
I’ve been down on the bottom of a world full of lies
I ain’t looking for nothing in anyone’s eyes
Sometimes my burden seems more than I can bear
It’s not dark yet, but it’s getting there

I was born here and I’ll die here against my will
I know it looks like I’m moving, but I’m standing still
Every nerve in my body is so vacant and numb
I can’t even remember what it was I came here to get away from
Don’t even hear a murmur of a prayer
It’s not dark yet, but it’s getting there.

 

Oh yes … ho  sempre avuto difficoltà a scrivere, e dire, quello che sento per Bob., anzi per la sua voce, per la sua voce, forse indipendentemente da quello che canta .

Non ho mai conosciuto l’inglese, quando ho cominciato ad ascoltare Bob a 16 anni, ed anche ultimamente, ,negli ultimi anni lo sto studiando, è così:  quando sento cantare o parlare Bob sento un Suono.                                                                                                                                                              Come quando, poco fa, un vento tempestoso scuoteva alti alberi, qui di fronte alla finestra,ho ascoltato il canto  senza parole, così simile al silenzio ed al fulmine).   Quello che ho sentito allora, mi accompagna anche ora e sempre.  Quindi, accetto questa difficoltà ad esprimermi , è stata ed  ancora è, una via di accettazione del mio limite, così sempre in bilico, come sono, tra emozione e voler comprendere  e riconoscimento del mistero di una distanza insondabile.  Credere fino ad un certo punto eppure aver bisogno disperato di totalità,                                                                           Per tanti anni, soprattutto quando ero persa,la sua  voc è stata una guida per me,  ascoltarla mi riportava veso casa, chissà dove. . Oh yes, ho avuto, ed ho altre guide ma ancora sento,  tutto il sostegno avuto fin qui, e le maree ed i naufragi, giù a toccare il fondo, tante tante volte,  e poi, risalire alla terra ma sempre  aver bisogno di profondità ed abisso, da felicità a  condanna, viceversa.

Guide e maestri, … dentro, fuori ed altrove,,, sono Uno . E questo uno  Uno ha la sua voce,   questa voce che son tante voci. Altre, altre voci!  Ascolta. Ascoltala,  una voce che scompare… si assottiglia al nulla… e risorge e va ad onde, a scivoli, a precipizio verso l’oceano.

Mi racconta delle maschere indossate e tolte per scoprirne altre, mi racconta di venti storici e non, di identificazioni a cancellare,  il percorso dall’illusione al nulla, ma niente scontato, niente catalogato, C’è sempre un margine non scritto, vuoto, per scivolare via e non capire secondo il catalogo, il giudizio, un sorriso che si fa pungente, un urlo che si sottrae alla prgiione, ma la conosce bene.       Vai sevuoi, se no resta. tanto non cambia, forse 🙂                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                Testimoniare i segni e le ferite, e oltre la speranza affidarsi al posto assegnatoci  in quella mappa Mappa misteriosa,  terrestre e celeste, multidimensionale. Che sia un n posto provvisorio secondo questa nostra visone separata, una parte sola … da scoprire insperata?

Nella voce di Bob, amo i “segni a scomparire” , le  incrinature dalle quale filtra la luce (citando Cohen). Attraverso una penombra sempre più lontana dalla   separazione fra ombra e luce, let’s go … Grazie, many tears, now…

 

 

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 NPAL Meetings & Void,  Venice Biennale 2013

 

 

 

 

(in progress- continua)

I accept the chaos, I am not sure whethwer it accepts me (2.)

“I accept the chaos, I am not sure whethwer it accepts me.” – Bob Dylan

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Antoine  Bruy – Scrublands Project

Differenze:

tra Caos e Disordine

Vuoto ed estetica decorativa del Vuoto

Che fa differenza è la vita che fai, non il risultato estetico …  ?! 🙂

 

 

 

 

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NPAL – kc barnabei , Daily Diary

Many reflections

NPAl Dairy Diary, Meetings 1206014

(in progress – continua 2)

I accept the chaos, I am not sure whethwer it accepts me

“I accept the chaos, i am not sure whethwer it accepts me “

Bob Dylan

NPAL Meetings Memories – Findhorn village, 029012

G a t e

(in progress – continua 1)