contro la pena di morte

c l i k 1.

c l i k 2.

c l i k 3.

Mercoledì 8 Novembre 2006


La canzone cantava così:



…è stata una vertigine

tenerti stretta al cuor

or ti dirò baciandoti

scusami, scusami ancor…

E subito, nel sentirla, il bambino pianse.
Piangeva senza tristezza o dolore. Piangeva, in così tenera età, di nostalgia e abbandono. Dolcemenete piangeva come un vecchio randagio davanti ad una finestra con dentro la luce blu della televisione accesa, come una madre che preme le mani sul ventre afflosciato nel giorno del suo primo parto.
Piangeva in perfetto silenzio, senza disturbare nesuno e senza neppure smettere di succhiare la sua caramella. Piangeva lacrime che non sgorgavano.


Il bambino era stato visitato dall’amore.


Maurizio Maggiani – “E’ stata una vertigine”


* * * * *

L’abbinamento fra l’agguato della pena di morte e la citazione di Maurizio Maggiani forse è azzardato o improrio.

Arrivata all’improvviso, questa immagine sfumata eppure così vivida, si è fermata qui.


Come nel palmo delle mani aperte a nido,

un sorriso ed una goccia di pioggia.

🙂

kaapi

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6 thoughts on “

  1. Una voce poco fa ha definito la giustizia come “legge applicata per vendetta” e se è quella del popolo è di Dio ed io la fischio dal loggione come stecca, perché di ‘sto tenore non si può contrabbandare per parola del Signore. Punto. M’iro e faccio fuoco e fiamme se mi guardo in giro : togliere il respiro a un uomo chiuso in una cella è solamente un assassinio che cela il suo mandante nel diritto e complica il delitto circondandosi di complici che ammaccano il grilletto stando zitti, cui garantisce un alibi da vittime, costrette a uccidere per auto-difesa e usate come pesi sopra al piatto dell’accusa. Ma il gioco, lo conosco, è da villani, e puoi pure strofinartele per mesi, le tue mani restan sporche, come le coscienze di chi ancora ti sostiene mentre erigi forche come fossero altalene e poi ci appendi le persone, le lasci penzolare come stracci stesi al sole, le asfissi in una stanza, o gli inietti una sostanza dentro al cuore, o glielo fai scoppiare da un plotone.. La carne ai ferri è la tua vera religione e cerchi un capro nero, lo pascoli in un cimitero e poi lo immoli su un altare in remissione dei peccati, ma di lui non hai memoria, perché è solo un altro morto della storia…
    Tieni giù le mani da Caino : sangue chiama sangue e tu rispondi al suo richiamo, predichi giustizia e poi razzoli nel crimine, arbitro venduto che dispone della vita di un suo simile….
    Le favole che ti raccontano fin da bambino ti deformano, t’illudi d’essere infallibile perché fai numero, ma non t’accorgi che la tua opinione la raccolgono soltanto quando ai vertici fa comodo. Muovono la tua coscienza sopra a una scacchiera, pedina bianca tu difendi una regina nera che divora vite umane in ogni direzione mentre tu chiudi gli occhi ed apri la bocca come il pescecane.. Bruci ossigeno vitale per me e per te dicendo cose che non stanno in piedi neanche se le impali, ripeti formule contraddittorie sempre uguali fin dai tempi di Mosé.. In più ritieni il computo di occhi, denti, mani e piedi dispari, carcere ed ergastoli non bastano, non ti soddisfano : vorresti morto ogni fottuto criminale, da additare come esempio da evitare… Ma ancora non è nato il delinquente che veda nella pena della morte un deterrente e spesso capita di fare fuori un innocente come niente, e questo me lo chiami “un incidente” ? Boia dal cappuccio trasparente vivi nell’anonimato, immune dal peccato, signore incontrastato della tua mediocrità, orfano del dubbio, testa nella sabbia : vittima della tua stessa rabbia….

  2. Giò, grazie…sono commossa.
    La vita pulsa indistinta fra noi tutti nell’universo… con quale profonda inconsapevolezza abbiamo la pretesa di poterla spegnere…e restare immuni…?!

    Rudido
    anche lo sterminio animale risponde alla stessa presunta logica di utilità necessaria…della guerra
    Che strazio imperdonabile…altro che chiedere scusa!

    un abbraccio
    k.

  3. Wumen:

    L’organizzazione del consenso può essere molto sottile ed insinuarsi in profondità inorno e fuori di noi..Anche noi .possimo diventare insinuanti inconsapevolmente…

    Può accadere non solo nell’area socio politica ma anche in quella della presunta ricerca spirituale con forme sottili di giudizio e di distinzione dell’ego (che c’è, agisce, non va negato …ma mannaggia…ohi, ohi)

    Dico solo “al cuore non si comanda” e neanche al fegato…!

    Semplicemente, se penso alla pena di morte mi sento male dentro e ascolto…la morte secondo me non va vinta ma accettta. Ed anche questo è un atto d’amore.
    Altrimenti è negazione della vita degli e nostra…

    Sono d’accordo,invece, rispetto all’insegnamento della vita (che separata dalla morte, ogni giorno dentro e fuori ,non è…).

    🙂

    Artemidoro:

    Arturo, e meno male che sei meno serio…sperimenti!
    la vertigine può essere un regalo, quando arriva destibilizza, ci butta giù dalla Torre…verso Terra
    E se non scappiamo può essere una festa…non sempre il cielo è sopra, a volte è anche sotto…
    no, non penso all’infderno, dai… 😉
    Opure la vertigine come volo, rapimento, o non so che cosa…
    Comunque, richiede mettersi in discussione, stare in bilico !

    Tutto sommato l’autore dela canzone, ecc ecc, non sarà punito…gl fai un regalo così…;-)

    🙂
    kaapi

  4. al cuore come al fegato si comanda.

    se ti fa star male, val la pena indagare bene perchè e non fermarsi fino a quando la cuasa non è solo dentro…

    per me la morte non va accettata ma va ‘vinta’ nel senso di compresa secondo ciò che davvero è (accettare un significato non perfettamente compreso per me vuol dire ingannarsi e ingannare)

    Si è più o meno ‘insinuanti’, ma il danno agli altri esiste ella misura in cui a loro serve danneggiarsi in quel particolare qui ed ora.

    O hai tutta la mappa del ‘piano’..
    oppure ogni azione può esser tutto e il contrario di tutto.

    Nonè relativismo, bensì assolutismo.
    O sei l’assoluto
    O se soffri son ‘zzi tuoi (miei, nostri intendo) e conviene guardarsi bene dal giudicare…sempre, anche quando sembra eclatante. anzi soprattutto

  5. il dolore è assenza di consapevolezza, l’amore è consapevolezza, nell’amore non c’è dolore, non può esservi.

    evoluzione è una ‘convenzione’ (un vettore da definire in direzione verso e intensità… una delle più grandi illusioni cui siamo soggetti, dopo lo spazio e il tempo)

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