Fine
d’ Inverno
primaverile
© lab Harambèe – Milano & Altrove, 13 Febbraio 07
Eppure
nel
cielo
nubi
ondulate
e
sole
( c o n t i n u a )
Fine
d’ Inverno
primaverile
© lab Harambèe – Milano & Altrove, 13 Febbraio 07
Eppure
nel
cielo
nubi
ondulate
e
sole
( c o n t i n u a )
S e n z a
t i t o l o
© lab Harambèe – Milano & Altrove, 9 febbraio 07
<br
(continua)
“Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo.”
I v a n
© lab Harambèe – Milano & Altrove, 6Gennaio 07
vicino alle Colonne di San Lorenzo
MANIFESTO PER LA POESIA DI STRADA E L’ASSALTO POETICO
…la poesia di strada nasce gettando parole tra le vie, pugni di semi nel vento, è sensazione precipitata in sassi d’assalto tra lo snocciolarsi scomposto di questa città. Versi come pioggia tra le genti, inzuppate fin’oltre l’orlo dell’attenzione, senza corte di dotti ne corona, perché d’ovunque e da sempre, una pagina bianca è una poesia nascosta…
1.sprofonda poesia
2.sfida gli schiaffi della corrente
3.cresci i lampi della follia
4.gettati controvento
5.precipita in picchiata nel vortice del mondo
6.esplodi e assalta d’ovunque
7.chi getta semi al vento farà fiorire il cielo
www.i-v-a-n.net
Passo davanti ad un muro parlante. Freno, salto giù, appoggio la bici sotto al portico.
Segni e suoni fra una riga e l’altra richiamano spazio di sguardi ed abbracci…
La città rinasce, lontano da qui. E vicino, vicino.
Grazie, Ivan…!
Oooh …!
Cos’è…? Da dove viene…? Cosa gli hanno fatto…?
Oddio, quante domande…
“Dai, scrivi una storia… per me…!” dico.
Ed ecco, sto qui. Aspetto.
Arriva una storia e s’interrompe. Se vuoi, continua tu…grazie !
P.S. lunedì 5. 2. 07:
se vuoi continuare la storia scrivi nei commenti, li pubblicherò in questo post… :-
)
Parte I
Dalla pioggia alla neve, in un attimo. Dalle gocce fini… stelle ghiacciate, lievi. S’infittiscono questi fiocchi, diventono pungenti sul viso.
Abbasso il cappuccio del mantello sul viso,lo stringo al collo col il fermaglio a forma di foglia. Toccandolo, non posso non ricordare.
Tu me lo avevi forgiato, nella piccola bottega, così simile ad una caverna d’orso, eppure ordinata e luminosa del fuoco alimentato soprattutto da legna di castagno .
Dicevi che arde di più i e ce ne sono tanti di questi alberi nel Bosco della Riva; se ne trova tanta di legna per terra e non bisogna mai abbatterne nessuno.
Nella spilla il segno curvo come un sentiero mi porta anche adesso da te, col pensiero. Nonostante tutto.
Separazione e mistero.
Sorrido mentre accarezzo l’incavo ed il retro della forma leggermente asimmetrica, quasi come un cuore.
Il cappuccio s’è imbiancato. Rabbrividisco.
Continuo a camminare. Forse, seguo un segnale, non ha nome. Dove sto andando…?
harambee
Parte II
La via non finisce e la nebbia la rende confusa. Le tue parole mai moriranno, le porto con me fino al totem piantato per terra oltre gli alberi bianchi. Il vento prende a soffiare, una lince mi guarda spaventata e scappa. Faccio in tempo a entrargli dentro. Corro, sono lince, ho il suo odore, faccio in fretta, raggiungo il totem.
Abbandono il corpo della lince. La lascio andare. Questa mi guarda confusa, mansueta. Va via. Il totem è alto un paio di metri, è la tua tomba.
Qui, nei pressi dello stagno sei stato ucciso. Qui aspetti di rinascere. Qui le mie preghiere.
Cenresig
( c o n t i n u a )
B r r
b r r
© lab Harambèe – Milano & Altrove, Gennaio 07
Ma… non fa più freddo…?
© lab Harambèe – Milano & Altrove, Gennaio 07
(Kaapi, ma che cappello ….)!
Parole come Foglie cadute.
Ramo (spoglio) non attende Primavera. La vive già…
Martedì, 30 Gennaio 2007
Anche comprendendo la propria natura, si può inciampare nei concetti di tempo o di paura.
E’ la paura di affrontare il vuoto, perché la tua vita si svolge tra tanti concetti e così tante cose. Quando incontri il vuoto a faccia a faccia, perdi tutto, tutti i concetti di passato, presente e futuro che consideravi così reali… “Questa è la mia vita”. Perché’ ti ci afferri? Perché è quella che credi la tua forza, il senso di essere vivo mediante i concetti. Quando i concetti ti abbandonano, hai paura. Paura di morire nell’oceano di nettare. Paura di annegare nel nettare. Quale nettare? L’eternità, il senza morte.
Ci afferriamo a qualcosa per sentirci al sicuro: al corpo, alla mente, ai sensi. Non capiamo che la vera pace è abbandonare tutto ciò. Quando passiamo dalla veglia al sonno, dobbiamo abbandonare tutto ciò che costituisce lo stato di veglia. Nel sonno, tutti i nostri rapporti e i nostri possessi scompaiono. Siamo costretti a lasciarli andare. Ma non abbiamo paura di addormentarci, ci piace, accogliamo volentieri il sonno. Ma abbiamo paura di questo balzo risvegliante nel vuoto perché non ne abbiamo mai fatto l’esperienza.
Poonja
“Il futuro non è più quello di una volta…!”
I v a n
Leggo su un muro di un palazzo
in una via vicina alla stazione di Porta Genova…
© opera di Michele
Sento qualcosa che non so definire, si ferma
fra la gola e quel punto dietro agli occhi.
Un vuoto lucente come uno specchio…
Non mi acquieta, non mi allarma.
<resto così, in sospeso, fra timore e bisogno di essere tranquilla.
Forse sono all’erta…?
Tutto è già futuro…
c l i c k
S e n t i r e
Ascolta la musica.
“Le parole non possono intrecciare un legame, nè evitarlo…”
Se c’è musica da ascoltare, cammino da scoprire, danza che ti porta …non servono parole.
Sentire, sentire…
Un altro modo. Un altro mondo. Semplicemente.
(ascoltare … un non so che…!)
🙂
c l i c k
Elisa – Eppure Sentire (un Senso di Te)”