O g n i

Ogni tanto, scrivo un post e per motivo od un altro, la pagina si chiude ed il post sparisce.
Ogni volta, ho pensato subito che, accidenti, avrei dovuto salvare tutto.
Questa volta, inevce, ho sentito di essermene liberata … Voilà!

(quante sovrapposizioni nello Specchio… 🙂




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© NPAL Tour- kaapi carla barnabe, vicino a via Santa Marta- Milano $ Altrove, Luglio 2014












(NPAL Post in progress – continua )

A pioggia

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Ci sono i momenti delle “Farfalle nello Stomaco”. Questo, invece ne ha una Sola.
E’ arrivata, timidamente, cercando di non disturbare. Ferma, per non fare rumore e per non consumare nessun battio d’ali, ascolta quello del cuore (il mio).
Poi, piano piano bussa delicatamente con le antenne e si annucia. Io sbatto le ali, Ma non sto volando, ancora…



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Non c’è lieto fine? Non c’è.
Eppure, sento il volo, sento un sentiero che passa qui, vicino alla Farfalla e mi attraversa. Lei, quieta chiama le Altre.
Ed, ecco, ora sono in tante (a pioggia). Così, mi muovo.
Lavo la parete (sopra il calorifero) ed appare il disegno, bianco su color fumo lavato.
Tronco, radici e rami, universo di corteccia. Foglie come Stelle.
Ed è anche Cielo.










Oltre il sogno, oltre il desiderio, oltre te… nella penombra senza più attesa, nell’attimo presente, senza passato.
E’ già futuro. Grazie.







(NPAL, post in progress – continua)

immagini: 1 – 2 – 3 da “Islamic and Ottoman Astrology”

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21 . 6.013

Welcome Solstice !

I Remember that Leaf so close to a that beautiful Flower …
Lovers … then both Transformed into a Star .

Two stars forevere in the Blue, reflected in the Waters of the Moon …






22 . 6 . 013

“Dopo il Solstizio d’Estate sarò solo qui”.
Una frase scritta per una pausa da facebook, un’altra ma … (mi) chiedo: ” Dopo il Solstizio d’Estate sarò solo qui…?”.
E (mi) rispondo sorridendo… Sì, perchè in fondo sono sempre qui, dentro, vicino, vicino, anzi vicinissimo.
Che la distanz svanisca nella percezione, quando sono ovunque, di fronte a qualunque cosa e a chiunque.
Non più io, io, io. non più tu, non più ” noi”. Let’s go…!

Inseparata distanza, un respiro dopo l’altro.
Sentiero, o Sentiero che passi attraverso l’ombra ed ora, pure sott’acqua. Welcome, Cancer & New Moon in Capricorn (oh Madonna 🙂


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24 . 6. 2015

“Gli occhi del Drago-Fenice sono Vuoti…”

Mentre danzavo sulle scale, nella mia stanza o per strada era lì che stavo guardando. E non lo sapevo.

Chi sta danzando, la danza e lo spettatore… Tutto in uno nello sguardo infinito, oltre gli occhi.
Ora, lo so…?





Uno dei miei primi dischi, la musica di Bob la portavo sempre con me (senza nessun lettore cd o simile,,,)!






26 . 6 . 013

“La fuga non è un sentiero…”.

Ci sono tanti modi di fuggire. innanzitutto da noi stessi. Sostituendo gli latri a noi? Nell’aiuto ricevuto – “mi sostiene, da solo non ce la faccio” – ma anche, “ti sostengo, da solo non ce la faccio”.
Volontariato affettivo o spirituale, in cui nascosto c’è un rapporto di potere che ostacola la trasformazione, la blocca nei ruoli. Chi dà e chi riceve, chi aiuta e chi è aiutato?
Il gioco funziona fino a quando si rivela. E non c’è via di fuga dentro e neanche fuori. Bisogna mettersi in discussione con sè stessi, prima. altrimenti la recita ricomincia, ogni volta.



La connessione col divino non è una questione di potere ma di resa. Non c’è nessun intermediario, perchè non c’è nessuna separazione?
Sveliamo i trucchi ma non con giudizio, non attizziamo il gioco chiamandolo tale e continuandolo sotto altro nome. Non c’è fuga, non ci sono scuse, c’è lo specchio davanti a noi. Nostra è l’immagine, non lo specchio.
Sempre a nostra immagine sono quelle degli altri, ricordiamolo.

Dire la verità …? Parlare dell’altro ma non di noi. Riempire una mancanza (la propria) chiedendo e ricevendo aiuto. Dare aiuto e riempire una mancanza (la propria).
L’aiuto arriva solo dal cielo, e siamo soli? Nel frattempo … “vogliamoci bene” (in noi-fra noi).

Forse è ora di stare in Silenzio?

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©”Isola” – Lab Harambee – kaapi carla barnabei, Milano & Altrove 2007





(NPAL, post in progress – 4 continua)

M i n u t o (nel senso di piccolo)

Per ora, c’è solo il titolo. Senza post vero e proprio. Oh, come mi piace pensare che le parole siano piuttosto inutil (occupano lo spazio, spesso inutimente ?).






31 . 5 .2013

1.

Un collage di frammenenti, incontri nello specchio. In questo mondo, riflessi di altri mondi inseparati (da questo e tra loro…).

2.

” Ogni individuo trascorre molti momenti della propria vita in una zona chiamata “Bardo”.
Il bardo è un luogo di “intervallo”, nella tradizione tibetana è uno stadio intermedio tra la vita passata e quella futura, dove la mente acquisisce un corpo mentale simile a quello del sogno ed ha il potere di raggiungere qualsiasi luogo, in qualsiasi momento, senza alcun ostacolo.

Il Bardo indica un momento di sospensione che nella vita ordinaria può essere identificato anche con momenti di confusione, critici o di disturbo, come con intensi periodi di sogni e fantasia.
Navigare efficacemente nell’intricata rete del bardo è uno degli scopi dell’astrosciamanesimo.

Generalmente gli esseri umani accedono al bardo in maniera inconsapevole e la connessione con IMC o asse verticale avviene quindi in maniera istintiva e irrazionale. Tale spazio risulta illecito e proibito da un punto di vista ordinario. La difficoltà a riconoscere la connessione tra i piani, quello ordinario CUA (orizzontale) e quello non ordinario non CUA (verticale), provoca un senso di malessere e agitazione in ogni individuo, malessere che evidenzia una non comprensione di ciò che accade ad un altro livello.

Esiste un’area segreta denominata astrosciamanicamente Provisional Order che serve gli scopi di entrambi i piani (CUA e non CUA), questo è il dominio di sciamani e agenti segreti …
L’Ordine Provvisorio, come il “Bardo”, mantiene la traccia e la memoria della nascita, morte e rinascita, è un ponte tra la percezione separata e le realtà multidimensionali.
Sebbene la funzione dell’ Ordine Provvisorio sia fondamentale per la stessa realtà CUA , coloro che operano per questa configurazione hanno spesso notevoli problemi e disturbi dovuti a costanti sbalzi energetici e attacchi dell’ambiente CUA. Spesso indicati come, “alieni” o “disadattati” gli agenti dell’O. P. sono individui che conoscono molto bene la geografia alternativa che delimita e penetra la realtà ordinaria.”

by Letizia Moccheggiani- team Asstrosciamanico: https://www.facebook.com/Astrosciamanesimo

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(continua – in progress)

W e  l c o m e !

 Aggiornamento di oggi, venerdì 12 Agosto 2001 (ore 14)

lab Harambèe – kaapi carla barnabei
Milano & Elsewhere, April 2006

m y
D o o r

I'm discovering the unknow e the surrender .,,  But surrendering cannot be a strategiy… Rather a spontaneous motion of the soul t join i alle in its separate or lost parts ricongiungerrsi or lost … Recognize, do not know, give … I'm you, you're me But the Third  could be only beyond our separation…The Third beetwenn us is beyond ourself… 
Welcome!

I'm sorry for my all mistakes in English language (I'm a student … ;-

(continua)
Correct my mistakes, please…!

I'll Keep it With Mine
( c l i c k )

  

A g a i n 

kaapi carla barnabei – Venezia & Elsewhere, 24 Luglio 2011

a c r o s s

 

Di nuovo, daccapo.

Come dopo un punto minuscolo in divenire.

Da un punto alla fine di una frase, dopo una riga ad un’ altra.

Il punto, ultimo di una pagina cresce da solo e

si espande occupa tutta la pagina e la successiva. Il punto come un seme.

Daccapo rinasce il respiro  trattenuto. Ogni pausa, del resto… finisce.

Sì , daccapo qui. La testa come mai vicina al cuore

perchè svanisce in questo stupore.

Sono stati giorni  senza tempo (15 giorni come secoli  e,dopo fino ad oggi,

quattro giorni come anni …).

“No time”, ora,  porta al sì verso l’accadere.

Again la pagina si gira ma il libro non c’è più.

Lo spazio invece tarda ad essere riconosciuto, circondata come sono da cose traboccanti oltre gni angolo della casa, porta e finestra.

Ma questa è un’ altra storia?

Oh no, va trasformata ma è la stessa storia, quella del punto.

Questa qui e quella là: il ritorno c’era già, l’incontro esisteva ed anche la partenza successiva… Il tema è: non separzaione ed ha a che fare con quel punto che trasforma l’inizio nella fine e viceversa? Il Punto- Nulla, dove stanno tutte le storie e soprattutto lo spazio fra loro che le mescola,  le unisce in una?

Ora, bisogna congedare un po’ di zavorra qui, nella casa: dal pavimento al soffitto da una stanza all’altra.  Chiedo spazio  fuori(a me stessa).

Perchè dentro di me,adesso, c’è spazio ed aria da respirare.

C’è luce  per ascoltare l’ombra ed anche per accendere il fuoco.

Ciò che sta cuocendo alla fiamma verrà trasformato.  Se ne sente già il profumo! Ed il vento lo porta via …

Ciao, Welcome into my heart!

Grazie.

P.S. :

Eh no, due posts al giorno sono troppi… !

Però lo scriverò… come e perchè ho sospeso la pagina di facebook

e son tornata qui… 😉
( 0. – continua – )

 

12 Dicembre 1969 a Milano
24 Maggio 1974 a Bresca

ed altro ancora

 

 

Per evitare sovrapposizioni di audio cercare di spegnere l'audio del blog
cliiccando con determinazione sul player seminascosto nella colonna a destra.
Oppure,
chiudere la pagina del blog ed ascoltare i video direttamente in You Tube.   

 


 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

Ciuri di campo chi nasci
biati l'occho di cu lu pasci
ciuri di campo chi crisci
e la lapuzzainchi li vischi
ciuri di campo che mori
chianci la terra chianci lu cori

ciuri chi nasci
ciuri chi crisci
ciuri chi mori
chianci la terra chialci lu cori

come ciuri di campu nascisti
e la terra ti fici di matri
comu ciuri di campo criscisti
e la lotta ti fici li patri
come ciuri di campo muristi
na sira i maju chi stiddi tristi


poesia di Peppino Impastato – cantano I Lautari e Carmen Consoli

foto da: http://www.omero.it

 

  (13  .continua)

W e  l c o m e 

In this period I’m unable to take part in Facebook. I realized that I developed a sort of “dipendenza” (addiction) to it. I’m going back to my blog boscoparlante (talking-forest). I’ll try to post in Italian and English.  If you want, we can meet here.

You can leave commentaries also if you are not logged in Splinder (in this case , please add  your name  at the end of the message).
 

Enjoy in the trasformation!

If you would  like publish here (writing or photos/pictures)  tell me., please  (harambee@libero.it).

I’ll give you the passwordI.

Sorry for all my mistakes in English.
Excuse and correct me please!  

Thanks!

-) kaapi

( 2 5 – c o n t i n u a )

 
 
 

J u s t

Les Graffiti de Marsilly

1.

Questo blog mi insegna l'assenza (è poco visitato ed anche io poco vi scrivo). Cosa mi insegna?

Cercherei  di sintetizzare,volando sopra l'accaduto che a descriverlo ci vorrebbero tante pagine (troppe)..
Non mi va che lo stile sostuisca il contenuto, il nulla, l'imprevisto ed il disastro (mi avevano detto: "Tu hai uno stile, qualsiasi cosa tu faccia si riconosce, è tua.").

Eh,no, Non mi va quest discorso dell'arte che eleva e dà superiorità.
Mi interessa invece la testimonianza. Cantata, disegnata, scritta.
A proposito, mi tornano alla mente queste  parole: "Amore mio,non dimenticare d'ascolare il vento. Anche quando nonc'è. Anzi, soprattutto quando non lo senti, ascoltalo. Senti l'oda d'aria che smuore l'albero dalle foglie alle radici. In quel momento prova la gioia e la disperazione d'ssere atterrato."

L'insegnamento  è che la gioia e la disperazione inseparate brillano di vento. Oh, mi trasformano se io no mi affanno a proteggere la debolezza o la forza.  Surrender:.
La forza della debolezza è la moltezza (**) di una farfalla. Amore mio e tuo.

L'assenza insegna di non esserlo in assoluto, perchè parla. Racconta storie antiche, rinnovate e resuscitate. Ad ogni ritorno qualcosa, un segno, una traccia palpitante da non trascurare. Una mappa dell'assenza indica presenze non riconosciute. Onoriamo il non riconosciuto ed offriamo lacrime e sorrisi.
Grazie, ancora.


Les Graffiti de Marsilly

2.

 

Questa notte, no era mattina, ho finito di leggere non stop "Just kids" di Patti Smith, cominciato ieri sera. Non sono riuscita a smettere prima dell'ultima pagina

(** )La Notte precedente, ho visto in dvd Alice in Wonderland

( 20 – continua )

Trifoglio e Quadrifoglio


Sono rimasta al ritmo della Primavera. quando c’è attesa di crescere, di sbocciare e di fiorire, nel prato. La Luna, governa le acque e le emozione, è piena.


Ogi il colore e le differenze di un prato confinante la ferrovia mi ha fatto sentire parte di sè, come un trifoglio fa tanti altri meravigliosi.

Stasera, al ritorno sul treno affollato, Como-Milano, mi sentivo tutt’altro. Non so come dirlo. Ma va bene così…

Ci sono descrizioni che sottraggono alle realtà qualcosa di non descrivibile a parole. Come se ci fosse un segreto fra  lo sguardo  e lo spazio, un segreto fra noi ed il viaggio, fra  noi e la nostra stessa presenza .
Come se in sospeso fossimo ciascuno nel vuoto fra noi stessi e la maschera (*). Un nulla meraviglioso che in fondo sta per i quadrifogli nell’essere, appunto, meraviogliosi!



lab Harambée – kaapi carla barnabei – Giugno 2008/’10

t o g e t h e r

(*)sto ri-leggendo "I like Rolling Stone – Bob Dylan,una canzone,l’America" d Greil Marcus ed.Donzelli – Virgola. Cioè, lo sto leggendo da quando son tornata da Parma. E, ci sto trovando un sacco di corrispondenze, strade, viotoli, cunicoli e via dicndo.

Nessuna scorciatoia, tanta commozione. Di quanto mi è accaduto ed ho sentito al concerto di Bobby, non riesco per ora a scrivere. Sto ascoltando ancora, ne scriverò. 🙂

E continuo a trovarmi mappe fra lemani, aspetti che si trasformano.Prò, questa è un’altra storia …

Charleston an artist and home Garden

A proposito di un’altra storia. E’ arrivata sta mattina, sembrerebbe per caso. Invece, proprio per questo sembrare, chissà quale sarà il motivo, il richiamo, il segreto… 😉

Therefore, post in progress !


( 2 7 – c o n t i n u a )

Normal
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2
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11.1287

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0
0


Et Voilà!

 



1.



Le parole hanno un segreto. Portano una maschera ,a volte sottileq, uasi invisibile, altre volte spessa, appariscente e accondiscendente. Dietro ,il segreto sta appartato, nascosto, sotto sotto e persino sopra.

 Attende, forse. Attende di essere scoperto?  O invece, non chiede d’essere  conquistato, ma piuttosto rispettato per quello che è_. Cioè, solo fino ad un certo punto si rivelerà. E questo limite “sono io”. E, l’io.

2.

Camminò a lungo. Aveva cominciato a camminare da giovane. O almeno, così gli era sembrato. la luce, l’oscurità, l’umidità dopo l’aridità di un deserto sconfinato. L’umidità di un lago, di una pozzanghera e di una lacrima. Una dopo l’altra, ogni lacrima lo avvicinava all’oceano. Adesso, giovane non è più. Invece ha perso ogni conto e gli anni lo ricompensano, di un abbraccio oltre confine, infinito. Pieno di Niente, così lieve.

 

 

3.



Amore mio e tuo,indiviso, quando, quando?
In nessun luogo. Qui ora, amore, in te, ora. lI paesaggio dell’amore non ha confini, eppure può stare tutto nella mappa  di linee di una mano, la tua, la nostra o quell’altra mano e quell’altra ancora.

 

 

 

4.

 

Sì, ‘Altro. Esule. Naufrago. Pirata. Nomade.

in una casa con le ruote, ed anche senza. Tutto in una stanza, tutto in una scatola. Tutto e niente,

 

 

 

 

5.

 


Una vita per accumulare ed un ‘altra per rilasciare. E, mai finirò di ringraziare, che ora queste vite si stiano riunendo, Qui, in uno spazio piccolo ed infinito, fra una lacrima ed un sorriso.
Mi perdono l’illusione, la colpa, il desiderio e ….


Grazie.

🙂

 

 

 


 

6.

lab Harambée – Kaapi carla barnabei

Milano & Altrove, Aprile/Giugno 2010



O r a n t e

work in progress (soft sculpture and shamanic journey)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(18 –  c o n t i n u a )