Phosphorescent end of the year

1.

https://www.youtube.com/watch?v=r0-p0bOqs9k

2.

https://www.youtube.com/watch?v=5s7Fkiip_jY

My Dove, My Lamb

I remember evenings when my dad would sing
Hiding in the hallways, I am listening
Keeping still my body until it’s borne aloft
Her hair is soft her breath is soft and her name is soft
And gather me completely in her sighing hands
My dove my dove my lamb

Born with ocean thunder underneath our veins
Lonelier than cows left standing in the rain
Holy when our weight into the waves is tossed
Though ships get lost and fish get lost and names get lost
She will wait to greet me where it meets dry land
My dove my dove my lamb

So. Careful of that language some words are stones
They’ll lead you out from town and leave you all alone
Past the mirrored diamond mares that run all night
Where camptown ladies sing that song ‘aw come aw wry’
But lo they sing it sweetly so I’ll understand
My dove my dove my lamb

Though my sight be near and my way be long
Though the light I chase be disappeared by dawn
I have seen her standing on the roofs at night
I have seen her silver figure bathed and bright
And I have seen her sleeping in the cold white sand
My dove my dove my lamb

So even in these cities where she’s haunting me
Even when my weariness is wanting me
Even when my wickednesses want to breathe
Even in these dirty clubs counting 1-2-3
I will keep a singing til I no more can
My dove my dove my lamb

And later if I’m better I’ll be born again
I’ll pull my newborn body from the thorns and limbs
Finding with my fingers where they’ve torn the page
From some ancient book all gold and worn from age
And writ upon it neatly though in trembling hand
My dove my dove my lamb

Then later in the evening I hear trumpets ring
I stretch out in the dark and I am listening
Studying the sadness in your perfect limbs
Move them under mine until they learn to blend
And I will keep repeating til they understand
My dove my dove my lamb

3.

https://www.youtube.com/watch?v=w2MnJGBpSR4

Song for Zula

Some say love is a burning thing
That it makes a fiery ring
Oh but I know love as a fading thing
Just as fickle as a feather in a stream
See, honey, I saw love. You see, it came to me
It put its face up to my face so I could see
Yeah then I saw love disfigure me
Into something I am not recognizing

See, the cage, it called. I said, “Come on in”
I will not open myself up this way again
Nor lay my face to the soil, nor my teeth to the sand
I will not lay like this for days now upon end
You will not see me fall, nor see me struggle to stand
To be acknowledge by some touch from his gnarled hands
You see, the cage, it called. I said, “Come on in”
I will not open myself up this way again

You see, the moon is bright in that treetop night
I see the shadows that we cast in the cold, clean light
My feet are gold. My heart is white
And we race out on the desert plains all night
See, honey, I am not some broken thing
I do not lay here in the dark waiting for thee
No my heart is gold. My feet are light
And I am racing out on the desert plains all night

So some say love is a burning thing
That it makes a fiery ring
Oh but I know love as a caging thing
Just a killer come to call from some awful dream
O and all you folks, you come to see
You just stand there in the glass looking at me
But my heart is wild. And my bones are steam
And I could kill you with my bare hands if I was free

El Abrazo Partido

Partire, perdere e ritrovare. Cosa? un abbraccio che “è stato” e più non è, lo stesso.

“Apparentemente non c’è più, eppure lo sento”.

Ecco, ci sono una bambina ed una donna, non sono proprio separate mai,  ma hanno, a volte, problemi di comunicazione tra loro.

Se una di loro ha il sopravvento, l’altra si assenta. Così, si perpetua una dinamica. L’altra aspetta di essere riconosciuta, e nell’ombra, si spegne.

E’ una storia semplice, urla e silenzi, svenimenti e svanimenti, lampi di luci e buio pesto. Cantando ed urlando, sospirando o tacendo ciò che non si riesce a dire. Il tempo passa?

Storia di una separazione apparente, illusoria. Storia di riconciliazione e scoperta di un spazio, che non è di nessuno… Ed d è di tutti, libero.  

C’è un viaggio in sospeso (andare via e ritornare).

E’ lo spazio di un abbraccio perduto e, ritrovato.

NPAL Diary 19 12 014

 

Avevo come la sensazione di voler abbracciare qualcuno, ma senza sapere perché.”                                             da: “El Abrazo Partido”

Pro – Memoria

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12 . 12. 2014

“C’è un posto là, dentro, dove puoi riporre tracce preziose. Luogo magico di tracce viventi

Con uso forse improprio del blog, lascio qui queste gemme preziose, di suoni , Stanno qui e mi abitano, contemporaneamente. Nessuna pretesa. Testimonianza che attraversa come il vento attraverso ogni Porta ( e Finestra : . . ). 🙂 Grazie

18 . 12 . 2014

1.

“Spesso sogna persone in catene. Persone incatenate fra loro stanno camminando,  scalze sulla neve. Le catene sono collegate a bracciali metallici  stretti ale caviglie. Una catena umana, che si sorregge ed aspira alla libertà”.

2.

“C’è nella costrizione una spinta a restare, sopportare, o ad evadere. Trattasi sempre di resistenza”.

3.

“Non possiamo giudicare liberamente”.

Le catene, a volte non si vedono. A volte, non ci sono costrizioni evidenti: nessuna disoccupazione, nessun genitore o parente da accudire, nessun legame, tanto meno  invasivo, neanche alcuna  presenza di casa e pensione, nessuna pretesa di appartenere ad un credo, ideologia, religione.  Una vita vissuta per l’indipendenza?

Eppure, la catena della identità tiene a posto l’evasione dalla personalità, chi credo di essere o chi credono gli altri che io debba essere. Eppure, il mio sguardo condizionato a distinguerete ciò che c’è e ciò che immagino, a valutare il possibile più o meno distante dall’impossibile. Nessuna domanda, nessuna risposta?

4.

“Se ascolti, sentirai domanda e risposta inseparate, in un canto che è un coro. Non sei sola, mai”.

Per la tua testimanianza di trasformazione, thank you so much! 🙂

(continua :-))

“Dai, salta su . . . !” (Come on . . . jump on !)

“Vorrei scendere.” disse, ed era in salita.

“Da tempo, stava arrancando, anche in pianura. nella casa così sospesa fra un ritorno di cose ed idee partite e tornate indietro. Tornare indietro, come se fosse un’altra. Quella che sta diventando.”

Qui, al sesto piano, mi pare che la sospensione drammatizzi un volo e, come se fosse già avvenuto, guardo giù. IMG_0960

1.

“Vorrei scendere.”, disse. Eppure, stava camminando su un sentiero che era una strada.”

“Vorrei scendere”, si trovò a  ripetere.”

Ed improvvisamente, tutti i grattacieli scompaiono insieme ai falsificati Boschi verticali. Ne restarono poche tracce, come pozzanghere. 

NPAL 3011014 Diary (listening to the Vision of Joanna,  again)

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Visions of Johanna – Portsmouth UK, Summer 2000 –

1.   NPAL Diary in Transit – London, WhiteChapel Gallery, January 2014

(altre limmagini in progress, prossimamente, cioè presto 🙂

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P.S.:  Come on, jump on and spring up . . . !

2 12 . 014

“Fai il primo passo nella fede: Non hai bisogno di vedere tutta la scala, basta fare il primo passo.”

Martin Luther King

Kiss the Flog

Che giornate! Pioggia battente, incessante e vento … Milano è allagata e soprattutto lo è al   Quartiere Isola (bè, dato il nome), nelle vicinanze, ed anche al Quartiere Feltre .

Tanti black out,  niente elettricità, no luce e spenti scaldabagno e giradischi, no linea telefonica e Adsl. Si i è bloccata pure la porta d’ingresso.

Sono stata in silenzio ad ascoltare il vento con le candele accese ed ho danzato con la sua musica.  Forse ho abbondato un po’ con la birra al limone ? Avevo bisogno di liquidi . . .  🙂

CASTELS -blog115

1.

Intanto, chissà se ero sveglia o no, sognavo Castelli abitati da Rospi incoronati e da Salamandre Maghe (personaggi preferite dei miei Viaggi di Fiabe). Tutti mutanti . . .

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2.

Tutti mutanti, tutti assenti? Ogni spazio apparentemente abbandonato, è sempre abitato dalle tracce invisibili e sonore di chi vi è vissuto o passato. Diventa uno Spazio per un Coro di Voci . . .

– Immagine 1. – dal blog “Kiss the Flog”

–  Immagine 2.    “Il Coro o delle Liane” installazione  (particolare) –  NPAL Artwork in progress October/November 2014

NPAL Diary and Meetings 1811014 (In progress 1)

Ba ba bb ling – (two)

Ci sono momenti in cui mi dimentico di ciò che, pochi istanti prima, avrei voluto scrivere … Ed allora, cosa scrivo (adesso è proprio così)? Bene  (C l i c k ),  scrivo quello che sento allora, cioè ora. E, questo è proprio un momento in cui sto dimenticando ciò che poco fa avrei voluto raccontare.

C’è una pausa, uno spazio che si intromette fra un’immagine passata ed una presente, ma che non c’è o comunque, non si vede. Un paesaggio mancante o così infinito da annullare ogni definizione, riferimento o nome. Resta ben visibile,  uno spazio rarefatto.  Li’, mi smarrisco. C’è un balbettio, fra vedere e non vedere. Non sapere, sempre. Un balbettio, sì; me lo ricordo. Quando si balbetta, che succede? Si incespica, su una lettera, su un suono o chissà dove (veramente).

Ci si interrompe, la voce si spezza, non si può continuare, fino alla fine, mai. L’interruzione mi  fa sprofondare in un baratro: non sono arrivata alla fine della parola, o della frase, e resto sospesa, arranco, scivolo, precipito, ma dove?  

Sto parlando al presente, ma quando balbettavo, e ci “credevo”,  era proprio così. Se solo mi fossi fermata ad ascoltare, quel baratro avrebbe assorbito il mio precipitare e l’avrebbe trasformato in un volo. Musica di giostra , o di carillon, sento ora… la ballerina col tutù rosa, fra gli specchi,  gira e gira. La sua danza deborda  dal palcoscenico, (chissà dove),  traccia  movimenti tribali. S’accende un fuoco. (. . . )

Una storia vale un’altra, quello  che conta è raccontare, anzi accogliere le storie, che di nostra proprietà  non sono, lasciarle passare.  E, restituirle al Vento.

Grazie, sempre. 🙂

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NPAL Lab/ Home, PS (provisional set) 2013/14

Eccone una, una storia, un’altra.

Quando sento certe canzoni, le ascolto e le canto come se fossero scritte dentro di me. Mi meraviglio di ricordare canzoni degli anni settanta, parola per parola, quando dimentico tutto o quasi!

La voce accoglie e rilascia, tante storie, mie e non… quando si dice che la separazione non esiste ed è proprio un soffio  in-separazione, un balbettio che passa dal baratro e quando meno te lo aspetti, ti porta  da altre parti. Come viaggiare in un altro mondo, pur restando qui. O, forse, si resta sul confine

fluttuante fra i mondi, provvisoriamente (cioè per ora).

NPAL Diary 08 10 014, in progress –  (continua 1).

Ba ba bb lin g

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Ci sono tante voci in una voce. Ascoltando una voce, si ascolta un coro di voci; alcune se fossero immagini sarebbero invisibili. Non appartengono davvero al silenzio ma a quella dimensione multidimensionale nella quale le distinzioni e le separazioni non esistono. Qui, ogni voce è udibile, anche quella del silenzio.

Sin da bambina, ho vissuto un viaggio sospeso, attraverso la voce.

Sai, quei viaggi che apparentemente non  portono da nessuna parte, eppure esistono?

Sono stati  viaggi che, a volte, ho faticato a riconoscere, presa com’ero a riconoscere le tappe di viaggi esterni a me.  E, come i viaggi non riconosciuti sembrano abbandonarci dove siamo, soltanto lì, anche il viaggio della mia voce  ha incontrato un blocco alquanto  destabilizzante per me:  la balbuzie.

Quando si balbetta , non si presta veramente attenzione alla voce ma piuttosto alla sua espressione “corretta e continua”. Così la voce viene negata, non riconosciuta per quello che è, o potrebbe essere, perché “non è come dovrebbe essere”.

Ed anche la comunicazione si rompe, si vanifica. Il pensiero, spinto dalla mente al giudizio costante  dell’irrimediabile incespicare della voce rotta, spesso si smarrisce.

Così,  la voce non solo si rompe ma può perdere il senso di quello che sta comunicando (o stiamo cercando di comunicare).

L’ascolto viene accentrato nel buco nero della paura, di  “non riuscire” (a parlare o rispondere) e si indebolisce o si perde del tutto.                                                                                                             Intanto, le emozioni  espandono, in ogni frammento della voce rotta, l’ombra dell’errore e della vergogna. Si è esausti, assorbiti da un buco nero di fallimento ed,  in segreto,  ci si prepara all’evasione dalla prigione e dall’esilio … alla morte.

C l i c k    Q u i   – Il Discorso del Re – e   Q u i      il film completo.

 (1a. puntata ….  NPAL & Memories, Now –  in progress  – 18 10 014)

19 . 10 . 014

Inizio Seconda Puntata:

“Come si potevano perdere le parole che correvano per il mondo, e con le parole perdere intere vite, intere storie che nessuno avrebbe potuto ricostruire uguali?”

– Roberto Cotroneo

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NPAL Meetings & memories, Now 1910014 – in progress

Ring Around the Rosie 8 . 9 . 013

16 . 9 . 2014

Questo post segue una linea a zig-zag, da un giorno ad un altro successivo e poi, qui in cima, scrivo oggi, quattro giorni dopo.

Lascio un appunto. Sto scrivendo qui nel blog, dando valore a ciò che non riesco a trovare in facebook. il silenzio per ascoltare. Un vuoto che fa sentire l’eco e non il brusio, di “I like” e forse, regala l’illusione di libertà o almeno lascia sentire la domanda “Chi sono?” (e non chi sembro).  Grazie!

“A lot of people make it sort of a love song—slow and easy-going. But it isn’t a love song. It’s a statement that maybe you can say to make yourself feel better. It’s as if you were talking to yourself. It’s a hard song to sing. I can sing it sometimes, but I ain’t that good yet. (…) I sometimes am able to do it, but it happens, when it happens, unconsciously. (…) I can make myself feel better some times, but at other times, it’s still hard to go to sleep at night.”

BOB DYLAN about “Don´t Think Twice, It’s All Right” – “The Freewheelin’ Bob Dylan” Liner Notes

NPAL  Meetings & Silence 1609014

(in progress – continua 4)

8 . 9 . 2014

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C’è un post in arrivo. Gira in tondo …

NPAL Meeting & Diary 0609014

(in progress – continua 1)

9 . 9 .  014

“Arriverò felice da fare schifo e libererò tutti i tuoi pianti trattenuti”.

Comincerei la frase, se si potesse, e quindi: ma io, mi e ti chiedo: un pianto libero non può essere di qualcun altro che non piange e non sorride insieme… o no?

C l i c k        http://youtu.be/WV3_r30KIlI

(i video ogni tanto non compaiono , ho linkato ma non si vede, boh).

NPAL Diary 0809014

(in progress – continua 2)

13 . 9 .014

Una settimana di Fuoco e Vento … Lascio sole queste parole, in sospeso. Tornerò, presto ? Ed anche una Meraviglia, eccola:

C l i c k :     http://www.folklorweb.cz/clanky/20070521.php

2007052102

Anežka Kašpárková

NPAL Meetings & Diary 1309014 (in progress – continua 3)