Sottile

© lab Harambèe –
Estate 2004/Autunno 2006

s o t t i l e

Come un capello nel palmo della mano: lo chiudo, lo apro e soffio


( vola via)

Come un filo da infilare in una cruna troppo piccola


( io non la vedo da vicino )

Come un semino rimasto da solo, in attesa

di scomparire nella terra


(dolce sonno)

Come una stringa rossa sulle scarpe da allacciare

con un bel nodo morbido


( colori di corolla e di foglia, gambo)

Come la tua scrittura fine, in tutti i sensi
Disegni sentieri sulla carta


( e nel mio cuore )

Come tutto ciò che c’è stato, c’è e ci sarà

( e non si sa per quanto )

Come in una treccia: uno, due, tre

( si vede la parte destra,quella sinistra e… la terza ? )

Come una presenza che sembra assente.


( ma c’è.)

Come l ‘abbraccio inseparato (dato-ricevuto ) dell’ Esistenza


( vita e morte)

Come una domanda che non ha risposta


(non può averne una).

Come una risposta senza domanda


(esiste raramente)

Come ciò che sfugge alle parole


(e non si può dire).

Come una musica che dà voce al silenzio


(ascoltala).

Sottile, sì.


Sottile

© lab Harambèe –
Estate 2004/Autunno 2006

s o t t i l e

Come un capello nel palmo della mano: lo chiudo, lo apro e soffio


( vola via)

Come un filo da infilare in una cruna troppo piccola


( io non la vedo da vicino )

Come un semino rimasto da solo, in attesa

di scomparire nella terra


(dolce sonno)

Come una stringa rossa sulle scarpe da allacciare

con un bel nodo morbido


( colori di corolla e di foglia, gambo)

Come la tua scrittura fine, in tutti i sensi
Disegni sentieri sulla carta


( e nel mio cuore )

Come tutto ciò che c’è stato, c’è e ci sarà

( e non si sa per quanto )

Come in una treccia: uno, due, tre

( si vede la parte destra,quella sinistra e… la terza ? )

Come una presenza che sembra assente.


( ma c’è.)

Come l ‘abbraccio inseparato (dato-ricevuto ) dell’ Esistenza


( vita e morte)

Come una domanda che non ha risposta


(non può averne una).

Come una risposta senza domanda


(esiste raramente)

Come ciò che sfugge alle parole


(e non si può dire).

Come una musica che dà voce al silenzio


(ascoltala).

Sottile, sì.


Una

e

l’ Altra

© lab Harambèe –
Qui & Altrove, 29 Settembre 2oo6

d i v e n t a r e

A volte, non posso cercare delle parole per esprimere ciò che sto sentendo e quindi, non le scrivo…

Un suono mi fa sentire che solo così, sospese fra musica e silenzio, quelle parole non trovate possano raccontare, libere.

Raccontano. Qualcosa senza trama, nè inizio, nè fine… Eppure, si può sentire. Si può vivere…!


( 3 . c o n t i n u a )

Sigur Ròs

“Takk (Grazie)”

( c l i c k )


E’ una vecchia storia

( P r i m a o p e r a )

© lab Harambèe –
Qui & Altrove, 25 Settembre 2oo6

i n
d i v e n i r e

“Non so chi tu sia.”

Fra i colori dell’oscurità, la luce assorbita dal buio disegna forme mutevoli. Come una macchia sul muro, evoca
una forma o un ‘altra. Scambia con le nuvole la stessa visione.

Guardare può significare essere guardati. Vedere è anche farsi trovare, rispondere ad un richiamo.

Eccola, una spontanea associazione. Sottile diventa lo sguardo per riconoscere ciò che non si vede, ma in fondo potrebbe esserci, o c’è.

“Guarda…un drago…Anzi, uno scoiattolo…!”

Lungo il proprio cammino spazioso le nuvole ci insegnano, basta guardarle. Per cambiare forma a volte bisogna perdere quella che abbiamo fino ad ora trovato…

( 1 . c o n t i n u a )

Eh, sono troppo stanca per scrivere la “storia dello Sgiribizzo” che abbiamo incontrato oggi a sQuola…cosa c’entra?
Centra. E continuerà, spero.

A presto, dunque.

kaapi

© lab Harambèe –
Qui & Altrove, 27 Settembre 2oo6

( 2. c o n t i n u a )

28 . o9 . o6


Al di là delle idee
di giusto e sbagliato,

vi è un prato.

Ci incontreremo là.

R u m i


Ascolta … con me

“Vedi le Vette innevate? Senti l’Aria… E com’è il Cielo…? Parlano, spaziano. Deserto della Steppa vivo…negli Occhi oltre lo Sguardo.”

Questa musica fa bene al mio cuore …ma come è simile allo strazio l’effetto della commozione…!
S’allarga nel petto un vuoto. La crosta di ogni maschera si frantuma … Puff, dolce esplosione !

“Il Fulmine colpisce la Torre e gli Abitanti che fanno?
C’è chi si butta giù per salvarsi e precipita…
Invece, qualcunaltro dal Terremoto e dal fragore del Fuoco non fugge … Restando, volerà oltre ogni confine !”

Raccontami un’altra storia …

“La storia, lo sai ormai, è una… Si tesse e si disfa continuamente come radici sotto Terra.
Dove c’era una Foglia o un Frutto nudo sarà il Ramo… Ancora.”

Ma questo cos’è, dal petto mi porta via …?

“Oh amore mio, ascolta la ninna nanna….per la Foglia che dopo il morbido Autunno si inabisserà nella Terra… per il Seme che dormirà sotto la Neve… “

Ascolta. Ascoltati. Ascoltaci.

A s c o l t a …!

Huun Huur Tu and Bulgarian Voice Angelite

“Tuva Throh Singing”

( c l i c k )


Ascolta … con me

“Vedi le Vette innevate? Senti l’Aria… E com’è il Cielo…? Parlano, spaziano. Deserto della Steppa vivo…negli Occhi oltre lo Sguardo.”

Questa musica fa bene al mio cuore …ma come è simile allo strazio l’effetto della commozione…!
S’allarga nel petto un vuoto. La crosta di ogni maschera si frantuma … Puff, dolce esplosione !

“Il Fulmine colpisce la Torre e gli Abitanti che fanno?
C’è chi si butta giù per salvarsi e precipita…
Invece, qualcunaltro dal Terremoto e dal fragore del Fuoco non fugge … Restando, volerà oltre ogni confine !”

Raccontami un’altra storia …

“La storia, lo sai ormai, è una… Si tesse e si disfa continuamente come radici sotto Terra.
Dove c’era una Foglia o un Frutto nudo sarà il Ramo… Ancora.”

Ma questo cos’è, dal petto mi porta via …?

“Oh amore mio, ascolta la ninna nanna….per la Foglia che dopo il morbido Autunno si inabisserà nella Terra… per il Seme che dormirà sotto la Neve… “

Ascolta. Ascoltati. Ascoltaci.

A s c o l t a …!

Huun Huur Tu and Bulgarian Voice Angelite

“Tuva Throh Singing”

( c l i c k )


“Ascolta che musica…!”

( è una vecchia storia )

© lab Harambèe –
Qui & Altrove, 19 Settembre 2oo6

f i l o p e r s o
f i l o r i t r o v a t o

“Torni… (è una vecchia storia).

Ti riconosco, amore mio. Cambiato il tuo nome, non tu.

Tu, io, noi.

Un nome, il corpo attribuito…
O sguardo nuovo, dietro le ciglia, risplendi..!

Sguardo curvo come gli intinerari di un cerchio antico. Fermo resta eppure cambia. Tutto.

Riconoscersi, un’altra volta. Qualcosa è rimasto intatto.
Ed è senza nome”.

Lo sappiamo e non lo sappiamo.
Del mistero il filo riporta all’inizio.

Ed alla fine.

Sigur Ròs – njosnavelin / the nothing song

( c l i c k )



D i-s e g n o


© lab Harambèe –
Milano & Altrove, 10 Settembre 2oo6

d u e

“Disegnar di te il sogno… Altro non potrei..?!”

Ci sono domande che non hanno risposta, ma non si inquietano.
Prendono tutti i loro punti e virgole, li disperdono qua e là (il vento forse li porterà via con sé ).

E restano per aria così, mirando la terra…!

( 1 – c o n t i n u a )