A pioggia

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Ci sono i momenti delle “Farfalle nello Stomaco”. Questo, invece ne ha una Sola.
E’ arrivata, timidamente, cercando di non disturbare. Ferma, per non fare rumore e per non consumare nessun battio d’ali, ascolta quello del cuore (il mio).
Poi, piano piano bussa delicatamente con le antenne e si annucia. Io sbatto le ali, Ma non sto volando, ancora…



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Non c’è lieto fine? Non c’è.
Eppure, sento il volo, sento un sentiero che passa qui, vicino alla Farfalla e mi attraversa. Lei, quieta chiama le Altre.
Ed, ecco, ora sono in tante (a pioggia). Così, mi muovo.
Lavo la parete (sopra il calorifero) ed appare il disegno, bianco su color fumo lavato.
Tronco, radici e rami, universo di corteccia. Foglie come Stelle.
Ed è anche Cielo.










Oltre il sogno, oltre il desiderio, oltre te… nella penombra senza più attesa, nell’attimo presente, senza passato.
E’ già futuro. Grazie.







(NPAL, post in progress – continua)

immagini: 1 – 2 – 3 da “Islamic and Ottoman Astrology”

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21 . 6.013

Welcome Solstice !

I Remember that Leaf so close to a that beautiful Flower …
Lovers … then both Transformed into a Star .

Two stars forevere in the Blue, reflected in the Waters of the Moon …






22 . 6 . 013

“Dopo il Solstizio d’Estate sarò solo qui”.
Una frase scritta per una pausa da facebook, un’altra ma … (mi) chiedo: ” Dopo il Solstizio d’Estate sarò solo qui…?”.
E (mi) rispondo sorridendo… Sì, perchè in fondo sono sempre qui, dentro, vicino, vicino, anzi vicinissimo.
Che la distanz svanisca nella percezione, quando sono ovunque, di fronte a qualunque cosa e a chiunque.
Non più io, io, io. non più tu, non più ” noi”. Let’s go…!

Inseparata distanza, un respiro dopo l’altro.
Sentiero, o Sentiero che passi attraverso l’ombra ed ora, pure sott’acqua. Welcome, Cancer & New Moon in Capricorn (oh Madonna 🙂


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24 . 6. 2015

“Gli occhi del Drago-Fenice sono Vuoti…”

Mentre danzavo sulle scale, nella mia stanza o per strada era lì che stavo guardando. E non lo sapevo.

Chi sta danzando, la danza e lo spettatore… Tutto in uno nello sguardo infinito, oltre gli occhi.
Ora, lo so…?





Uno dei miei primi dischi, la musica di Bob la portavo sempre con me (senza nessun lettore cd o simile,,,)!






26 . 6 . 013

“La fuga non è un sentiero…”.

Ci sono tanti modi di fuggire. innanzitutto da noi stessi. Sostituendo gli latri a noi? Nell’aiuto ricevuto – “mi sostiene, da solo non ce la faccio” – ma anche, “ti sostengo, da solo non ce la faccio”.
Volontariato affettivo o spirituale, in cui nascosto c’è un rapporto di potere che ostacola la trasformazione, la blocca nei ruoli. Chi dà e chi riceve, chi aiuta e chi è aiutato?
Il gioco funziona fino a quando si rivela. E non c’è via di fuga dentro e neanche fuori. Bisogna mettersi in discussione con sè stessi, prima. altrimenti la recita ricomincia, ogni volta.



La connessione col divino non è una questione di potere ma di resa. Non c’è nessun intermediario, perchè non c’è nessuna separazione?
Sveliamo i trucchi ma non con giudizio, non attizziamo il gioco chiamandolo tale e continuandolo sotto altro nome. Non c’è fuga, non ci sono scuse, c’è lo specchio davanti a noi. Nostra è l’immagine, non lo specchio.
Sempre a nostra immagine sono quelle degli altri, ricordiamolo.

Dire la verità …? Parlare dell’altro ma non di noi. Riempire una mancanza (la propria) chiedendo e ricevendo aiuto. Dare aiuto e riempire una mancanza (la propria).
L’aiuto arriva solo dal cielo, e siamo soli? Nel frattempo … “vogliamoci bene” (in noi-fra noi).

Forse è ora di stare in Silenzio?

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©”Isola” – Lab Harambee – kaapi carla barnabei, Milano & Altrove 2007





(NPAL, post in progress – 4 continua)

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A g a i n 
 

kaapi carla barnabei – Venezia & Elsewhere, 24 Luglio 2011


a c r o s s

 

 

Di nuovo, daccapo.

Come dopo un punto minuscolo in divenire.
Da un punto alla fine di una frase, dopo una riga ad un' altra.
Il punto, ultimo di una pagina cresce da solo e
si espande occupa tutta la pagina e la successiva. Il punto come un seme.
Daccapo rinasce il respiro  trattenuto. Ogni pausa, del resto… finisce.
Sì , daccapo qui. La testa come mai vicina al cuore
perchè svanisce in questo stupore.

 

Sono stati giorni  senza tempo (15 giorni come secoli  e,dopo fino ad oggi,
quattro giorni come anni …).
"No time", ora,  porta al sì verso l'accadere.
  Again la pagina si gira ma il libro non c'è più.

 

Lo spazio invece tarda ad essere riconosciuto, circondata come sono da cose traboccanti oltre gni angolo della casa, porta e finestra.
Ma questa è un' altra storia?

Oh no, va trasformata ma è la stessa storia quella del punto.
Questa qui e quella lè: il ritorno c'era già, l'incontro esisteva ed anche la partenza successiva… Il tema è: non separzaione ed ha a ch efare con quel punto che trasforma l'inizio nella fine e viceversa? Il Punto- Nulla, dove stanno tutte le storie e soprattutto lo spazio fra loro che le mescola le unisce in una?

Ora, bisogna congedare un po' di zavorra qui, nella casa:dal pavimento al soffitto da una stanza all?altra.  Chiedo spazio  fuori(a me stessa).
Perchè dentro di me,adesso, c'è spazio ed aria da respirare.
C'è luce  per ascoltare l'ombra ed anche per accendere il fuoco.
Ciò che sta cuocendo alla fiamma verrà trasformato.  Se ne sente già il profumo! Ed il vento lo porta via …

 
Ciao, Welcome into my heart!

Grazie.

P.S. :
Eh no, due posts al giorno sono troppi… !
Però lo scriverò… come e perchè ho sospeso la pagina di facebook
e son tornata qu
i… 😉

( 0. – continua – )
 

 

12 Dicembre 1969 a Milano
24 Maggio 1974 a Bresca

ed altro ancora

 

 

Per evitare sovrapposizioni di audio cercare di spegnere l'audio del blog
cliiccando con determinazione sul player seminascosto nella colonna a destra.
Oppure,
chiudere la pagina del blog ed ascoltare i video direttamente in You Tube.   

 


 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

Ciuri di campo chi nasci
biati l'occho di cu lu pasci
ciuri di campo chi crisci
e la lapuzzainchi li vischi
ciuri di campo che mori
chianci la terra chianci lu cori

ciuri chi nasci
ciuri chi crisci
ciuri chi mori
chianci la terra chialci lu cori

come ciuri di campu nascisti
e la terra ti fici di matri
comu ciuri di campo criscisti
e la lotta ti fici li patri
come ciuri di campo muristi
na sira i maju chi stiddi tristi


poesia di Peppino Impastato – cantano I Lautari e Carmen Consoli

foto da: http://www.omero.it

 

  (13  .continua)

H a p p y

  

© lab Harambèe – kaapi carla
Milano & Altrove, 21 Agosto 2006

 

 

Certe volte, ad un  compleanno ritrovo qualcosa d'altro (niente torta, spumante, canto degli auguri…).
Soprattutto oggi: Inaspettata intimità, in una festa. 

"E' una festa, questa ? "
Sì, più che altro uno spazio.Proprio quello spazio lì. Non è grande nè piccolo, cambia, difficile descriverlo.

"Ha forse un nome ?"
Forse, ma non importa. Invece, sicuramente ha un suono, anzi una musica.
Fa:  S s c c h … !  

Lo sento, s'allontana.
Allora, vado dentro. Vado sotto, sotto ancora.
E ìì tutto diventa lieve, soffice, come se fosse inesistente o di un altro mondo.

Chissà quando ci arriveremo,  Oppure siamo già, tutti lì …?


© lab Harambèe – kaapi carla barnabei
Milano & Altrove, 11 Dicembre 2010

I n    M y  K i t c h e n

Happy birthday), Osho!

Love
🙂
kaapi(newborn today …)

(1 1 – c o n t i n u a )

All and Nothing

lab Harambèe – kaapi carla Barnabei
 Osho Center Miasto, Selva di Sogno, Primavera/Estate  2003


s c o n f i n a


3.

 

The Blog   lost own  Voice  and is  finding it  again.
At this moment, on  the  Air:

"Njosvelin  (Nothing song)" – Sigur Ros

lab Harambèe – kaapi carla barnabei

Osho Center Miasto, Selva di Sogno, Primavera/Estate  2003 


s c o n f i n a
 

 

"Se vuoi il tutto, 
gli dei te lo concederanno. 
Ma dovrai essere pronto a riceverlo."

(…)

If you want the whole,
the deities will grant you it.
But you will have to be ready to receive it

Joseph Campbell – " Myths to Live By"

h e r e (old post)

Joseph Campbell Foundation

kaapi carla Barnabei – lab Harambèe
Findhorn Foundation (the Park), October 2010

(5 – continua )

O n   T h e   P a t h 

lab Harambèe – kaapi carla barnabei
Forres & Elsewhere, October 2010

M o v i n g   D o w n   T h e   P a t h 

 

 

24. Dissero i suoi discepoli: "Mostraci il luogo dove sei, perché ci occorre cercarlo." Lui disse loro: "Chiunque qui abbia orecchie ascolti! C'è luce in un uomo di luce, e risplende sul mondo intero. Se non risplende, è buio."  
 

(dal Vangelo di Tommaso)

* I try to translation it to English:

24. His followersi said:"Show us the place where you stay because  we need to look for it," He replied them:"Here listen whoever  has the ears! There is the lighht in a man of light and it shines in (on) all world. If it isn't, there it's the darkness."


(Gospel of Thomas)


on the Road

(between The Cluny College ad The Park – Findhorn Foundation, Forres)

N.B.: sto usando il blog come la pagina di Facebook?! Da quando ho sospeso di andare in Fb mi  è rimasta la necessità, (o così sembrerebbe), di scrivere ogni giorno di ciò che mi preme o mi fa il solletico… 😉  
E lo faccio qui, nel blog.

Ad esempio, questa citazione è proprio una novità, per una come me … Ammetto  una specie di tabù per tutto ciò che ha avuto, ed ha, contatto anche a distanza,con la Chiesa cattolica. Però anche in questo mio tabu (o rancore) sto guardando dentro cercando di rilasciarlo. Tempo fa, acquistai i Vangeli apocrifi ed un testo di Osho sull'argomento, siccome  ho letto questi libri solo in parte, riprenderò daccapo.
Ho buoni propositi… ;-)?

Riporto qui questa citazione, che mi ha colpito, da una mail ricevuta pochi giorni fa (fa parte di una comunicazione in progress e relativa alla mia esperienza di training (formazione in AS) 

** Coming soon: English translation!
I'm sorry for my mistakes… Please  Correct them!

(1 – continua)

 

 

P r o f e z i a 

 

 

 

 

 

Video made out of the  " The voice of Pasolini".
The poetry " Profezia" it is recited from  Toni Servillo.


Alì dagli Occhi Azzurri
uno dei tanti figli di figli,
da Algeri, su navi
a vela e a remi. Saranno
con lui migliaia di uomini
coi corpicini e gli occhi
di poveri cani dei padri
sulle barche varate nei Regni della Fame. Porteranno con sè i bambini,
e il pane e il formaggio, nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua.
Porteranno le nonne e gli asini, sulle triremi rubate ai porti coloniali.
Sbarcheranno a Crotone o a Palmi,
a milioni, vestiti di stracci
asiatici, e di camicie americane.
Subito i Calabresi diranno,
come da malandrini a malandrini:
«Ecco i vecchi fratelli,
coi figli e il pane e formaggio!»
Da Crotone o Palmi saliranno
a Napoli, e da lì a Barcellona,
a Salonicco e a Marsiglia,
nelle Città della Malavita.
Anime e angeli, topi e pidocchi,
col germe della Storia Antica
voleranno davanti alle willaye.

Essi sempre umili
Essi sempre deboli
essi sempre timidi
essi sempre infimi
essi sempre colpevoli
essi sempre sudditi
essi sempre piccoli,
essi che non vollero mai sapere, essi che ebbero occhi solo per implorare,
essi che vissero come assassini sotto terra, essi che vissero come banditi
in fondo al mare, essi che vissero come pazzi in mezzo al cielo,
essi che si costruirono
leggi fuori dalla legge,
essi che si adattarono
a un mondo sotto il mondo
essi che credettero
in un Dio servo di Dio,
essi che cantavano
ai massacri dei re,
essi che ballavano
alle guerre borghesi,
essi che pregavano
alle lotte operaie…

… deponendo l’onestà
delle religioni contadine,
dimenticando l’onore
della malavita,
tradendo il candore
dei popoli barbari,
dietro ai loro Alì
dagli Occhi Azzurri – usciranno da sotto la terra per uccidere –
usciranno dal fondo del mare per aggredire – scenderanno
dall’alto del cielo per derubare – e prima di giungere a Parigi
per insegnare la gioia di vivere,
prima di giungere a Londra
per insegnare a essere liberi,
prima di giungere a New York,
per insegnare come si è fratelli
– distruggeranno Roma
e sulle sue rovine
deporranno il germe
della Storia Antica.
Poi col Papa e ogni sacramento
andranno su come zingari
verso nord-ovest
con le bandiere rosse
di Trotzky al vento…

P. S.:
English Translation coming soon !

🙂