Un segno per un post in progress. Da molto molto tempo, sento di esprimere il significato che ha avuto, ed ha, per me aver incontrato, vissuto l’opera di Bob. Ci riuscirò, prima o poi? Potrei, comunque, cominciare il percorso (Never Endig Tour). Grazie, Bobby e buon compleanno …!
Tornare e tenere gli occhi aperti all’invisibile. Pulire i vetri ed aprire le finestre. Annuncio di un ritorno o di una nuova visione? Oppure, leggere nelle macchie sui vetri, un altro paesaggio ed altre presenze?
Nessuna macchia, nessun comparsa, nessun errore o giudizio: lo sguardo riposa guardando le nuvole in cielo, incredulo dello Spettacolo del cambiamento. L’immagine sembra disegnata, eppure non c’e.
“Non temere, se sembra non avere senso. Non importa quello che scrivi o dici. Importa l’esperienza di una visione che sta affiorando. Sentire, lasciare accadere. Meravigliarsi.
Vedere ciò che l’occhio scantona ed ascoltare sempre. Quando ti sembra di vedere niente, finalmente vedi … “.
http://vimeo.com/m/81378472 Il post e’ in progress( tanto per cambiare… 🙂 ) anche perché’ sto preparando al viaggio imminente (Londra e Galles) motivato anche dalla visita a questa mostra.
C’era, da molto tempo, uno sguardo in attesa. Aveva dentro di se’ immagini precise di paesaggi ed incontri, incantevoli sorprese, stanze e spazi indefinibili, persino qualche ostacolo qua e la’.
Era uno sguardo antico, senza giudizio; così’ la sua percezione diventava tutt’uno con ciò’ o chi era visto o sentito. Per questo, misteriosamente quello sguardo sfuggiva al catalogo delle definizioni. Fuori ed oltre ogni definizione e classifica, cio’ o chi era visto o ascoltato rivelava tutta la sua bellezza, naturalezza ed anche selvatichezza.
Lo sguardo era felice di moltiplicare, sdoppiandosi, tanta bellezza e diversità’. Si’, era proprio felice, come un Bambino che vede, per la prima volta, la Neve o il Mare …
NPAL Diary & Daily Theatre, Here Now 2612013 (1 – in progress)
N NPAL -Home, Entrance and Many Doors (Entrata & Uscita inseparate)
Entrare, c’ entrare e centrare … Appena possibile e mai . . . 🙂
Semplicemente la mia canzone preferita in assoluto da quando ero adolescente, nella mia versione prediletta (concerto del 1987) Grazie Bob, in attesa di sentirti alla tua Mostra “Swings Moods” di Gates ad Silence a Londra, in Gennaio 🙂
Quando le parole non arrivano, così davanti alla pagina bianca. Un ticchettio di gocce nel lavandino. Sembra Pioggia. Adesso.
Un anno fa non ero qui, e forse neanche due anni fa. Ero, comunque, là e qui, diversamente là e qui. Eppure adesso, ci sono. Cado giù, giù. Come una Foglia. Grazie 🙂
NPAL Tour & Meeting, Ottobre 2013
(1- continua)
2 .11 . 2013
I was thinking of a series of dreams Where nothing comes up to the top Everything stays down where it’s wounded And comes to a permanent stop Wasn’t thinking of anything specific Like in a dream, when someone wakes up and screams Nothing too very scientific Just thinking of a series of dreams
Thinking of a series of dreams Where the time and the tempo fly And there’s no exit in any direction ‘Cept the one that you can’t see with your eyes Wasn’t making any great connection Wasn’t falling for any intricate scheme Nothing that would pass inspection Just thinking of a series of dreams
Dreams where the umbrella is folded Into the path you are hurled And the cards are no good that you’re holding Unless they’re from another world
In one, numbers were burning In another, I witnessed a crime In one, I was running, and in another All I seemed to be doing was climb Wasn’t looking for any special assistance Not going to any great extremes I’d already gone the distance
“Der Blaue Reiter” (The Blue Rider), 1903 Wassily Kandinsky
“Il tuo percorso non è lineare… E’ come un percorso nel Bosco. Il Sentiero, quando c’è si perde, e cambia . . . “.
Ritornelli, richiami, immagini si riflettono, riverberano, echeggiano qui, trasformando ogni traccia in qualcosa di vivo e presente. Si tratta di accettare il cambiamento, di lasciare andare un legame stretto ad un passato che non “deve cambiare”. Se non pretendo che il passato sia congelato nella vetrina-ricordo e lo lascio respirare, esposto alla luce o in ombra ed al vento non resuscita ma cambia. Ed io, così, vivo 🙂 Again. Grazie.
NPAL Tour – “Qui c’era un CSOA (Centro Sociale Occupata Autogestito)” -(Agosto 2013, Milano, vicino a Corso Garibaldi).
“Un sorriso compassionevole, e non di compatimento, seppellirà ogni rancore ed attaccamento, seppellito con riconoscimento ed onorato, non marcisce , non si deteriora. Piuttosto, diventa concime, alimenta, si nutre e cambia forma.
Sono qui a Milano, ma sto viaggiando, e tanto, dentro ad un’avventura di ritorno alle radici, alla casa del Padre & della Madre (e viceversa). Questa mattina, durante una breve intermittente, precaria connessione internet ho ricevuto una notizia sconvolgente, incredibile. Eppure, per crederci bisogna entrare nella visioine della nostra Provvisorietà….
http://www.youtube.com/watch?v=vvX5zBAb7xM Un lampo azzurro, tanti anni di lavoro e scoperta al liceo artistico in aule adiacenti, coincidenze, distanze, incontri… Un filo , sempre. L’ultimo incontro e l’ultimo abbraccio al funerale-celebrazione di Buon Viaggio ad Antonio Caronia in febbraio- Grazie Paolo. Buon Viaggio … Tanti abbracci. Ed arriverderci!
I post in progress cambiano. Continuare a scriverle anche quando c’è pochissimo tempo a disposizione (o almeno così sembra …).
Quindi, per ora, una breve nota (un sogno-segno).
“Sono con tante altre persone davanti ad un portale… siamo come schierati e ciascuno ha un rocchetto, o una spoletta, di filo. Io, invece ho del filo sciolto fra le mani, (lo porto sul palmo delle mani congiunte a coppa), reca dei segni come se fosse recuperato da un lavoro fatto e disfatto. Sono l’unica ad averlo così, appena me ne accorgo mi chiedo perchè, ancora una volta sono diversa dagli I altri? Poi, sento:
“Tu il lavoro l’hai fatto e poi l’hai disfatto, riconosci… e celebra il filo.” (…) “Non esistono progetti definitivi, non bloccarti in un progetto… Vivi giorno per giorno, connettiti e segui il Filo, nella trasformazione”.
“Non puoi guardare veramente in alto se non guardi anche in basso, e viceversa …”.
Ma cosa, come guardiamo ? Cosa vediamo dipende da come guardiamo mi dicono. Sì, se già percepisco separate le direzioni dello sguardo, alto-basso, già ho un punto di vista condizionato.- Figuriamoci, allora, per tutto il il resto! Tutte le categorie, i modelli, le s-convenienze, i doveri e le ribellioni, tutto l’ammasso di attaccamenti e giudizi… Come guardiamo?
Eppure, questi discorsi così pseudo-seri, mi fanno risentire: “Sarò una risata che vi seppellirà…” Oggi, più che mai, sento che sdrammatizzare & comicizzare, insomma consapevolmente (più o meno) fare “teatro quotidiano”, può aprire la porta alla trasformazione. Uno e due, d’accordo, ma io aspetto il tre (ancora… : – )