I don’t know

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“Ti rivedrò, presto!”.

Presto o tardi? Non si può certo dire,  nel senso di un tempo differente, quello di uno sguardo persistente  mentre   la  vista sia  impermanente e provvisoria, più che mai!

Ad intendere,  uno sguardo spontaneamente diretto verso di te, mio malgrado, come se tu fossi qui, in qualche modo. Non si sa. Ed anche intendendo la distanza, da te, dalla vista. Però, quello sguardo  sfoca le immagini,  le rende così intense tanto da farne sentire il profumo ed il vento…

Sì, perché, il tuo viso è come un paesaggio, esposto al vento che  varia il movimento dei rami degli alberi ed anche delle nuvole.

Non so dove tu sia, e neanche tu lo sai di me, veramente. Eppure non si tratta neanche d’immaginarlo, non importa a quello sguardo di sapere, né di vedere. Sente il profumo e s’acquieta, come il riflesso di un passante in una pozzanghera fa svanire la figura intera mentre un particolare, resta. Sono specchi gli sguardi del cuore e, soprattutto quando sono perduti, rischiano nel volo, l’infinito.

E così, a poco poco, anche le immagini di me sfocano, e cosa c’è, allora?

Questa volta alla domanda classica: “Chi è?” risponde chi sono, per ora (sempre meno di un niente qualificabile). Che meraviglia.

Grazie 🙂

NPAL Diary & Winds 19 02 015 – in progress

Faccia Libro

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Leonora Carrington

Scrivo come se fosse la pagina di facebook, (ma non lo è). Faccio finta. Una finta, per lo spazio. Qui, non passa forse nessuno ma non c’ è un meccanismo che ti chiede di verificare l’autenticità dei post pubblicati, con domande a cui bisogna rispondere con un giudizio mascherato da crocetta, che servirà ad una classifica ed a chissà cosa d’altro… Quindi  pubblico una foto di un’opera maestosa, “maestosa” e misteriosa di Eleonora. Ho riletto e continuo a rileggere il “Cornetto acustico” opera surrealista, rigorosa e come tale attualissima, secondo me.  Come non dire, ora, che l’unica ipotesi di realismo possa essere solo visionario?

Dopo la strage a Parigi (attentato a Charlie Hebdo), e tutte le altre, come si fa ancora a credere che ci sia un nemico e tutti gli altri abbiano ragione? Dio non è dalla parte di nessuno, non giustifica neanche le vittime. Dio, non dovrebbe essere dalla parte di nessuno ad escludere gli altri. Dio, non dovrebbe avete una parte sua, ma essere oltre, da nessuna parte, o dappertutto. Poi, sta a chi ha bisogno di credere, e credere contro qualcuno, a trovarsi da solo, con se stesso davanti a Dio.  Proprio lì: allora, non più  nomi (a Dio a noi, a qualcuno), non più sconti o scuse. Nessuna distanza per cercare nemici o fughe. Niente solitudine né compagnia. Niente (e tutto).


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NPAL Diary & Meetings 11 01 015 (in progress)

Many Questions . . . No Question

Che inizio dell’Anno!

Quante domande che assomigliano a scelte. Ed invece, sono solo richieste di attaccamento, non lasciare andare né questo né quello, non mollare niente. E mi raccomando, poi sorridi.

Tutte lì, sullo scaffale le maschere allineano attaccamenti a ruoli e pretese.

Tutti lì, sullo scaffale, così vicino a me, progetti inconclusi, prospettive che allunano futuro e presente nell’attaccamento al passato, quello che è stato, quello che ero ed o avrei dovuto essere. E non sono, quello che sono non è sullo scaffalo, certo, è qui, sempre più vicino ( a me?).

E mi chiedo: “C’è poi così bisogno di domande, risposte, spiegazioni e conferme?”

Forse, basta ascoltare?

Ad esempio, da tanto tempo ormai, dall’adolescenza son passati quaranta anni almeno, ascolto Bob Dylan e non mi è mancata la comprensione dei testi in inglese, che non ho avuto. La sua voce, nella sua continua trasformazione, sia a lungo percorso sia in ogni momento, dice e continua a raccontare, Sento una cosa e poi un’altra diversa, a volte all’opposto: nello specchio-canzone, nel’immagine-specchio, lasciate accadere, posso trovare parti di me, scoprirle quando disegno o scrivo e quando ascolto le “altre” da me?

Ed infine, c’è tutta questa separazione, fra il mio ed il tuo-vostro, o fra me, te, e voi, fra me e l’altro?

Grazie.

(da rielaborare, e continuare – in progress NPAL Diary & Rave 07 01 015)

C l i c k  Q u i

http://grooveshark.com/s/She+s+Your+Lover+Now/khQUN?src=5

“An’ you, just what do you do anyway? ain’t there nothin’ you can say?”

🙂

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Phosphorescent end of the year

1.

https://www.youtube.com/watch?v=r0-p0bOqs9k

2.

https://www.youtube.com/watch?v=5s7Fkiip_jY

My Dove, My Lamb

I remember evenings when my dad would sing
Hiding in the hallways, I am listening
Keeping still my body until it’s borne aloft
Her hair is soft her breath is soft and her name is soft
And gather me completely in her sighing hands
My dove my dove my lamb

Born with ocean thunder underneath our veins
Lonelier than cows left standing in the rain
Holy when our weight into the waves is tossed
Though ships get lost and fish get lost and names get lost
She will wait to greet me where it meets dry land
My dove my dove my lamb

So. Careful of that language some words are stones
They’ll lead you out from town and leave you all alone
Past the mirrored diamond mares that run all night
Where camptown ladies sing that song ‘aw come aw wry’
But lo they sing it sweetly so I’ll understand
My dove my dove my lamb

Though my sight be near and my way be long
Though the light I chase be disappeared by dawn
I have seen her standing on the roofs at night
I have seen her silver figure bathed and bright
And I have seen her sleeping in the cold white sand
My dove my dove my lamb

So even in these cities where she’s haunting me
Even when my weariness is wanting me
Even when my wickednesses want to breathe
Even in these dirty clubs counting 1-2-3
I will keep a singing til I no more can
My dove my dove my lamb

And later if I’m better I’ll be born again
I’ll pull my newborn body from the thorns and limbs
Finding with my fingers where they’ve torn the page
From some ancient book all gold and worn from age
And writ upon it neatly though in trembling hand
My dove my dove my lamb

Then later in the evening I hear trumpets ring
I stretch out in the dark and I am listening
Studying the sadness in your perfect limbs
Move them under mine until they learn to blend
And I will keep repeating til they understand
My dove my dove my lamb

3.

https://www.youtube.com/watch?v=w2MnJGBpSR4

Song for Zula

Some say love is a burning thing
That it makes a fiery ring
Oh but I know love as a fading thing
Just as fickle as a feather in a stream
See, honey, I saw love. You see, it came to me
It put its face up to my face so I could see
Yeah then I saw love disfigure me
Into something I am not recognizing

See, the cage, it called. I said, “Come on in”
I will not open myself up this way again
Nor lay my face to the soil, nor my teeth to the sand
I will not lay like this for days now upon end
You will not see me fall, nor see me struggle to stand
To be acknowledge by some touch from his gnarled hands
You see, the cage, it called. I said, “Come on in”
I will not open myself up this way again

You see, the moon is bright in that treetop night
I see the shadows that we cast in the cold, clean light
My feet are gold. My heart is white
And we race out on the desert plains all night
See, honey, I am not some broken thing
I do not lay here in the dark waiting for thee
No my heart is gold. My feet are light
And I am racing out on the desert plains all night

So some say love is a burning thing
That it makes a fiery ring
Oh but I know love as a caging thing
Just a killer come to call from some awful dream
O and all you folks, you come to see
You just stand there in the glass looking at me
But my heart is wild. And my bones are steam
And I could kill you with my bare hands if I was free

El Abrazo Partido

Partire, perdere e ritrovare. Cosa? un abbraccio che “è stato” e più non è, lo stesso.

“Apparentemente non c’è più, eppure lo sento”.

Ecco, ci sono una bambina ed una donna, non sono proprio separate mai,  ma hanno, a volte, problemi di comunicazione tra loro.

Se una di loro ha il sopravvento, l’altra si assenta. Così, si perpetua una dinamica. L’altra aspetta di essere riconosciuta, e nell’ombra, si spegne.

E’ una storia semplice, urla e silenzi, svenimenti e svanimenti, lampi di luci e buio pesto. Cantando ed urlando, sospirando o tacendo ciò che non si riesce a dire. Il tempo passa?

Storia di una separazione apparente, illusoria. Storia di riconciliazione e scoperta di un spazio, che non è di nessuno… Ed d è di tutti, libero.  

C’è un viaggio in sospeso (andare via e ritornare).

E’ lo spazio di un abbraccio perduto e, ritrovato.

NPAL Diary 19 12 014

 

Avevo come la sensazione di voler abbracciare qualcuno, ma senza sapere perché.”                                             da: “El Abrazo Partido”

Pro – Memoria

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12 . 12. 2014

“C’è un posto là, dentro, dove puoi riporre tracce preziose. Luogo magico di tracce viventi

Con uso forse improprio del blog, lascio qui queste gemme preziose, di suoni , Stanno qui e mi abitano, contemporaneamente. Nessuna pretesa. Testimonianza che attraversa come il vento attraverso ogni Porta ( e Finestra : . . ). 🙂 Grazie

18 . 12 . 2014

1.

“Spesso sogna persone in catene. Persone incatenate fra loro stanno camminando,  scalze sulla neve. Le catene sono collegate a bracciali metallici  stretti ale caviglie. Una catena umana, che si sorregge ed aspira alla libertà”.

2.

“C’è nella costrizione una spinta a restare, sopportare, o ad evadere. Trattasi sempre di resistenza”.

3.

“Non possiamo giudicare liberamente”.

Le catene, a volte non si vedono. A volte, non ci sono costrizioni evidenti: nessuna disoccupazione, nessun genitore o parente da accudire, nessun legame, tanto meno  invasivo, neanche alcuna  presenza di casa e pensione, nessuna pretesa di appartenere ad un credo, ideologia, religione.  Una vita vissuta per l’indipendenza?

Eppure, la catena della identità tiene a posto l’evasione dalla personalità, chi credo di essere o chi credono gli altri che io debba essere. Eppure, il mio sguardo condizionato a distinguerete ciò che c’è e ciò che immagino, a valutare il possibile più o meno distante dall’impossibile. Nessuna domanda, nessuna risposta?

4.

“Se ascolti, sentirai domanda e risposta inseparate, in un canto che è un coro. Non sei sola, mai”.

Per la tua testimanianza di trasformazione, thank you so much! 🙂

(continua :-))

Hello Darkness, my Old Friend

Forse le azioni consuete alle proprio o altrui della personale o altrui Facebook’s page, tralasciate in loco, s’affacciano qui? Eh, da un po’ Scrivo nei commenti del blog un link come un appunto da sviluppare in seguito, in un post, qui.

 

 

 

 

Eccone uno!

 

 

 

 

 

Post in progress, assolutamente . . .

 

 

NPAL Diary – Sound & Meeting/Testimony

 

 

 

 

 

25 . 8 .2014

Ah, il Silenzio . . . Presenza di libero suono, senza chiacchere. Silenzio; che va taciuto o detto, c’e’ differenza? Che sia segreto o cio’ che non va taciuto, segretamente in sospeso e non posso sapere ne’ cosa ne’ come, sarà’ espresso e da chi… Non so, se il Silenzio sia in me o in noi, ammesso che ci sia distanza, o vicinanza, fra me , fra noi, fra voi e tra loro . . .

 

 

 

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NPAL diary, Findhorn Foundation / the Park, July 2014

T h e T h i r d

NPAL Testimony & Secret 2508014