V i c i n o
L o n t a n o


lab Harambèe – Milano & Altrove, Febbraio 2006

v i c i n o

<br

” La meditazione e’ un assurdo poetico: e’ fare qualcosa sapendo che non serve a niente, e gioire di questo. ”

” O conchiglia marina, tu meravigli la mente dei fanciulli ”


( Alceo di Mitilene )

Osho Shanti Saburi

(via montalbino 9/2 Milano)

domenica 12 febbraio 2006

campo di meditazione con musica dal vivo

con Anando e Vimarsh

programma:

ore 10.30 gibberish

12.00 satsang

13.15 pranzo

14.30 heart singin’

16.00 diventa il suono

17.30 kundalini

19.00 white robe

trasmetto … ciò che ho ricevuto.
Grazie!

kaapi

V i c i n o
L o n t a n o


lab Harambèe – Milano & Altrove, Febbraio 2006

v i c i n o

<br

” La meditazione e’ un assurdo poetico: e’ fare qualcosa sapendo che non serve a niente, e gioire di questo. ”

” O conchiglia marina, tu meravigli la mente dei fanciulli ”


( Alceo di Mitilene )

Osho Shanti Saburi

(via montalbino 9/2 Milano)

domenica 12 febbraio 2006

campo di meditazione con musica dal vivo

con Anando e Vimarsh

programma:

ore 10.30 gibberish

12.00 satsang

13.15 pranzo

14.30 heart singin’

16.00 diventa il suono

17.30 kundalini

19.00 white robe

trasmetto … ciò che ho ricevuto.
Grazie!

kaapi


lab Harambèe – Milano & Altrove, 2005/ ’06


P o r t a C u o r e

Breve cronaca quotidiana di una “lezione di disegno”. . . Le virgolette alludono ad un non-luogo . . . di segni condivisi (compresi quelli invisibili. . . !).

(settembre 2003)

1.

Carta bianca . . . come un Paesaggio sotto la Neve . . . aspetta i tuoi segni. . . e il tuo Respiro a scompigliarli. . .

2.

il suo disegno …. aspetta i colori per un Arcobaleno che ha solo l’azzurro del Cielo….

O g g i

E’ stata una avventura, nascosta dentro ad una storia quotidiana, e continua. A volte, è difficile. Meravigliosa…sempre !

Grazie, davvero.

C a o s

a m a t o


© lab Harambèe – Bosco del Mulinetto, Inverno 2005/’06

V e r s o P r i m a v e r a

(a l t r o O r d i n e)

Fuori sembra tutto quasi come prima. Di nuovo che scompiglio! Ordine sconvolto, non in superficie ma dentro. Quando le maschere cadono.
Per terra i lacci che le tenevano, slacciati diventano un doppio sentiero. Due sentieri opposti.
Cercare il terzo, forse…?


“Davanti ad un bivio cerca l’altra strada,
quella che non vedi,quella in mezzo.”

🙂 a ogni soffio di Primavera…

kaapi

(c o n t i n u a )

L u n g a

S t r a d a


© lab Harambèe – Altrove, Inverno 2006

D i S e g n o

Ricordo.Allora.

“Tu…invece di modellare la creta, la sbricioli…cosa cerchi scavando….?”

Ed io diciottenne, ho abbassato lo sguardo verso il pavimento di legno dell’aula di “plastica” (adesso si dice “discipline plastiche”).
Mi sentivo scrutata. Eh sì, il professore Pepe sapeva guardare dentro i “suoi studenti”…

Poi, ho visto tutta quella creta sbriciolata , un piccolo campo di terra scomposta,ed ho risposto:


“Non so, scavo… senza rendermi contro. Cerco qualcosa che non so.”

Oggi, forse lo so…cerco qualcosa che non vedo…ma sento. Aspetto che si faccia trovare. O che mi trovi.



Ora a quella domanda risponderei:



“Quello che cerco non è mio. L’opera non è nostra. Noi siamo un tramite. Di sperimentazione. Di Scoperta. Di meraviglia”



Chissà se il professor Pepe sarebbe d’accordo… mi sembra di vederlo sorridere… sotto i baffi.

La strada è lunga. E,a volte mi trovo a camminare fitto fitto,passo dopo passo,fra pensieri dimenticati. Senza paesaggio; forse non guardo intorno, e allora si cancella.

Oggi a un ragazzo ho detto:


“Ehi, non dimenticare: il disegno che fai sei tu, in parte. L’altra parte è da trovare…e c’è sempre, perchè cambia…Non preoccuparti se non la trovi subito e se ti manca!”

La strada è lunga e breve. Salendo e scendendo, camminando sempre diritto o scartando di lato,non dimentichiamoci delle orme per terra. In questi giorni, cercando un piccolo varco nella neve, ho apprezzato di potere rivisitare le orme lasciate da altri. A volte ci sono entrata dentro, altre volte mi ci sono avvicinata, allargandole.

Ed anche adesso, immagino il percorso della mia vita così, come un disegno di linee solitarie che ogni tanto, o spesso, si intrecciano con altre, si annullano,si trasformano. Diventano un sentiero vivo. Una freccia che indica una direzione, un richiamo. Se non guardo o non ascolto, sento.

Ricordo. Un momento fa. La vita è.

Adesso.


© lab Harambèe – Milano & Altrove, Febbraio 2006

s c r i v e r S i

” Grazie. Grazie, prof…!”

(c o n t i n u a)

[La Salle]


C. L. La Salle – Le miroir du miroir -1978

Mi sorprendi..
gocce di saggezza
miste a memorie
che scopro essere condivise

ovunque io mi giri….
ecco che compari sotto
non hai vesti
non hai colori, ne forma, ne sostanza
non hai peso e neppure un volto
non hai una storia e non so come ridi

so soltanto una cosa
la tua essenza mi appartiene
e i nostri corpi saranno uno
.

UdV

(Piacevole sorpresa vedere rannicchiato da te un pezzo di questo meraviglioso artista, forse tra i miei preferiti)
Mi sorprendi..

 

 

C a d e


lab Harambèe – LA Salle, Bosco del Mulinetto, Dicembre 2005

Trascrivo un commento scritto oggi, prima di uscire di nuovo…

ciao, sto ascoltano vinicio capossela a radio popolare disegna e vola la sua voce mi porta in fondo al mare là sento quasi solo la profindità dell’affondare liquido e più l’ombra che la luce sento

quindi non tanto quello che dice ma come cioè il suono… dentro un’oscurità fluida di luce fioca per me che da qualche tempo sono animale di penombra anzi di grotta e o d’abisso così è essere proprio a casa

fuori nevica e guardando quella strada infinita bianca fra terra e cielo tutto sfuma lieve sopra eccolo questo suono come fonambulo che se ne infischia dell’effettto risultato perchè può cadere e può concederselo e canta e danza una linea che gira gira circo visione dalla bibbia a storie di fate all’operetta alle scritte sul muro gira e torna sempre viva vive

e cade
cade la neve
meravigliosa danza silenziosa
felpata
come quei moti del cuore
che ti soprendono
senza attesa
così…oplà !

domenica sera al dal verme con jannacci ed altri…capossela che mi è sempre sembrato lagnosa e prima invece per niente.
grazie

vi abbraccio
senza virgole…

kaapi

adesso devo uscire vado a prendere la bici
ho dovuto lasciarla a scuola perchè stamattina alle ottoeventi la catena nel cestino non c’era
non sapevo come legarla per evitare che sparisse un’altra volta

l’ho portata nella bellissima cantina ottocentesca della scuola ma non potevo lasciarla lì mannaggia
son tornata a casa ho trovato la catena era solo caduta e biancheggiava nella neve vicino alla porta del piccolo magazzino che ospita la bici ed il (mio )micro studio

ho depositato lo zaino…ho mangiato un mix risominestraverdure e formaggi vari bevuto un bicchiere o due di chianti (sarà per quello….dite?) e torno a scuola a prendere e riportarla fra i fiocchi a dimora…

no non mi bagno
ho addosso un piumino del mio colore amatissimo bordeaux fuori e verde dentro col cappuccio una sciarpa guatelmateca che da tanti anni mi accompagna con i suoi colori flash e…scarponcini pedule da neve…dimenticavo i guanti prestati di lana pesante scura

vado e vi abbraccio
ho dieci anni adesso
spero di poter giocare….da sola o con qualcuno
a neve scivolata danzata annusata sofffiata respirata
anche senza palle

riabbracci

stanno dicendo che continua a nevicare
a genova e spezia chiuse le scuole
e qui a milano….?

Quando sono tornata nevicava ancora e… continua… continua…

sssh…sssh….!

M u t a


lab Harambèe – Phile & Altrove, Dicembre 2006

a n d ar e

&

r e s t a r e

<font face="Courier New" color="#779977" size="3"

“…il libro delle sonore argille,la libresca terra,il libro putrefatto,la diletta argilla che ci tormenta come musica e parola.”

<font face="Courier New" color="#779977" size="3"

(Osip E. Mandel’stam)

<font face="Courier New" color="#779977" size="2"

Andare e restare. Come se qualcosa non si possa portare con sè. E qualcosaltro non si possa neanche lasciare. Una traccia si trova, un’altra resta.
Fra loro qualcosa d’indefinibile, al mio sguardo ed al mio sentire, le collega. Mi collega.

<font face="Courier New" color="#779977" size="2"

Qualcosa resta. Finisce. Muta. Ed anch’io…
<p align="center"<font face="Courier New" color="#779977" size="2"
Ascolto e sento un’altra.
Benvenuta!

<font face="Courier New" color="#779977" size="1"
<font face="Courier New" color="#779977" size="1"

(c o n t i n u a)

M u t a


lab Harambèe – Phile & Altrove, Dicembre 2006

a n d ar e

&

r e s t a r e

<font face="Courier New" color="#779977" size="3"

“…il libro delle sonore argille,la libresca terra,il libro putrefatto,la diletta argilla che ci tormenta come musica e parola.”

<font face="Courier New" color="#779977" size="3"

(Osip E. Mandel’stam)

<font face="Courier New" color="#779977" size="2"

Andare e restare. Come se qualcosa non si possa portare con sè. E qualcosaltro non si possa neanche lasciare. Una traccia si trova, un’altra resta.
Fra loro qualcosa d’indefinibile, al mio sguardo ed al mio sentire, le collega. Mi collega.

<font face="Courier New" color="#779977" size="2"

Qualcosa resta. Finisce. Muta. Ed anch’io…
<p align="center"<font face="Courier New" color="#779977" size="2"
Ascolto e sento un’altra.
Benvenuta!

<font face="Courier New" color="#779977" size="1"
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(c o n t i n u a)