R e l A z i o n e

Oggi esco senza bici. M’incammino verso la metropolitana. Passo davanti alla Stecca dell’Isola. Dei giovani alti e scuri vestiti di molti colori sono all’ingresso, mi salutano ed io faccio lo stesso sorridendo. Dal cortile si sentono canti africani che sembrano un unico canto. Sono in tanti vicino ad un fuoco mentre altri vanno e vengono.

Scendo le scale e li vedo. Anzi prima li sento, un ragazzo ed una ragazza, parlano a voce alta. Come se fossero soli. Insulti alternati a richieste d’aiuto. Parlano contemporaneamente. Le parole si contrappongono, si respingono, si intrecciano disperatamente.
Ad un certo punto si abbracciano. E poi continuano. Si aprono un po’ e si chiudono di nuovo. Come una finestra davanti ad un muro.


Passo pensierosa. “Ah, le relazioni…! ”

© lab Harambèe – Milano & Altrove, Marzo 2006 / 2007

d i a l o g o

<font face="
non è semplice ricominciare,
soprattutto quando si tratta
di qualcosa che non si è mai finito
o, almeno, di sicuro non del tutto…
non è semplice spiegare
perché un giorno,
d’un tratto,
ci si ritrova d’improvviso a camminare
in un bosco
lontano da tutto
e da tutti,
eppure vicini
a qualcosa
che neppure si sa…

Foil

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non è semplice ricominciare,
soprattutto quando si tratta
di qualcosa che non si è mai finito
o, almeno, di sicuro non del tutto…
non è semplice spiegare
perché un giorno,
d’un tratto,
ci si ritrova d’improvviso a camminare
in un bosco
lontano da tutto
e da tutti,
eppure vicini
a qualcosa
che neppure si sa…

Foil


D a

s o t t o

<br

Ed ecco che dai denti sollevanti e mobili… da sotto i cuniculi del mastodonte… la sfinge, il molosso di pietra… da sotto le inferriate, le gabbie dei gladiatori del colosso ferroviario, tra leoni ruggenti nel marmo venne deposto al suolo il negro Dum Dum.

Aveva un sacco a tracolla e una grande spina ricurva sulle spalle…era lunga almeno due metri e mezzo e avvolta da stuoie arrotolate. La portava su uno dei carrelli a noleggio della stazione, un carrello con i denti da pesce-sega.

Se ne andava a spasso così, verso l’uscita, sempre avvolto dalla sua apnea di cosmonauta galeggiava avulso dal tutto il mondo circostante. Poi la srotolò dalle amache che ci aveva arrotolato attorno e la mostrò.

La costola era una virgola, un amo, il collo di un cigno, insomma un gesto incorniciato.

” Basta l’osso, vedi, per darti l’idea della balena che c’è dietro.”

Vinicio Capossela – ” La costola di Garopoba ”

in “Non si muore tutte le mattine”


© lab Harambèe – Milano & Altrove, 12 Marzo 2007

d e n t r o

<br

Mi era restato fra le orecchie questo vuoto interno di balena, descritto fra i denti. Durante il sonno.
Poi la sveglia. Poco dopo, passando dalla stazione, forse la stessa raccontata, la vidi. Stampata fra le parole di una crociera. La vidi ormai persa, mancare all’oceano.


V o l a… !

“Osservare un’immagine significa

entrarci dentro, attraversarla”

Se disegni un volo e non una farfalla, la senti volare. Lo spazio, lo spazio sarà la tua principale intenzione.
Abbandonati, vai e resta. Vai!

Hai bisogno di spazio dentro di te per disegnare un volo. Per volare.

Un campo, una linea, un’altra. Una direzione, trovarla per perderla. In Volo.


Qui ora.


© lab Harambèe – Milano & Altrove, 5 Marzo 2007

V o l a

Lezione di oggi. Forse, quello che ho imparato, osservato, sentendovi. Miei cari, grazie…).


C h i u s o

&

A p e r t o

Vengo da te. Non sarà una sorpresa. Ci sei quasi sempre, tu. Ti fai trovare. Non bisogna neppure avvisarti, ascolti un non so che, lo sai da prima. Sei presente a te stesso, innanzitutto. Non conti il tempo. Vivi ogni momento. E ci sei.

Non me ne accorgo subito, la porta è chiusa. Dopo aver bussato, resto in attesa di una risposta. Silenzio. Sento il mio respiro accelerato. Non ci sei. Impossibile. No, è proprio così. Non rispondi. Assoporo questo momento. Come in bilico sull’orlo del precipizio, io.

Ascolto, mi ascolto. Che fare? Lascio sulla maniglia, vicino alla ghirlanda che ti
ho regalato mesi fa , un bigliettino. Un pezzetto di carta velina, involucro rimasto nella borsa, non butto mai la carta.
Ci disegno una traccia di passi, quasi un sentiero. Avvolgo un sorriso piccolino. Sembra un pacchetto di velo,sottile ragnatela. Lo troverai.
Sento un vento leggero, persino sulle scale. Scendo, senza ascensore come al solito.

Ritornata alla bici pedalo attraverso il parco, fino a casa. Faccio foto invisibili, qua e là, a tante gemme, e piante del prato, (altro che erba, quante piccole piante, verdi diversi…) Quanti occhi di margherite, bisbigliano è primavera. Voli in anticipo proiettano ombre sui prati e sull’asfalto. Stupore di stagioni mischiate, inverno/primavera. Si dimenticano i passaggi stagionali,fuori e dentro. Ci sono sempe i confini comunque, a scivolo. Forse.

Lascio la bici in cortile, dietro alla porta verde scuro del magazzinetto laboratorio. Chiudo, tre mandate, tre giri non di più.
Salgo. Una ventuna di passi sulla balconata ringhiera. Qualche colpetto affettuoso alle foglie delle piante in ripresa e sorrisi. Senza guardare, mi sembra già di sentire profumo del Gelsomino. Il Cilegio nano è già fiorito, adesso potrò a cambiare il suo vaso troppo piccolo?

Improvvisamente vedo, sulla pietra del pianerottolo, un foglietto. Giallo come un ranuncolo. C’è scritto il tuo nome. Solo. E tanto spazio intorno. Vuoto.

Eppure, che musica…

Quando vengo da te, mi piace trovare la porta chiusa.


© lab Harambèe – Milano & Altrove, 20 Febbraio 2007

in

Anticipo


S T O P

(di nuovo…)


© lab Harambèe – Milano & Altrove, 19 Febbraio 2007

c o r i a n d o l o

Il blog chiude per una pausa, causa sintomi di collasso, asfissia, indigestione e forse pure congelamento.

Terapia preventiva e, se occorerà, d’urto (senza scontro…).

Invece, Boscoparlante non sarà chiuso ma aperto… sempre.

Buona Primavera… 🙂

kaapi


S T O P

(di nuovo…)


© lab Harambèe – Milano & Altrove, 19 Febbraio 2007

c o r i a n d o l o

Il blog chiude per una pausa, causa sintomi di collasso, asfissia, indigestione e forse pure congelamento.

Terapia preventiva e, se occorerà, d’urto (senza scontro…).

Invece, Boscoparlante non sarà chiuso ma aperto… sempre.

Buona Primavera… 🙂

kaapi