
Dilaga come un Colore
Si sta sciogliendo
in Nuvola. Fluisce.
Adesso ha appena cominciato a piovere, qui.
Grazie!
foto 1 – Kaapi carla barnabei NPAL
foto 2 – Luca Giorgi
I’ve just reached a place
Where the willow don’t bend.
Therès not much more to be said
It’s the top of the end.
I’m going,
I’m going,
Ì’m gone.
I’m closin’ the book
On the pages and the text
And I don’t really care
What happens next.
Ì’m just going,
Ì’m going,
Ì’m gone.
I been hangin’ on threads,
I been playin’ it straight,
Now, Ìve just got to cut loose
Before it gets late.
So Ìm going,
Ìm going,
Ìm gone.
Grandma said, “Boy, go and follow your heart
And yoùll be fine at the end of the line.
All that’s gold isn’t meant to shine.
Don’t you and your one true love ever part.”
I been walkin’ the road,
I been livin’ on the edge,
Now, Ìve just got to go
Before I get to the ledge.
So Ì’m going,
Ì’m just going,
Ì’m gone.
“Perciò sto proprio andando, sono già andato”. . . ad ogni ripetizione l’espressione si rinforza fino a questa definitiva trascendenza dal momento presente. “So, just” ed un tempo al passato costruiscono questo superamento. Chissà cosa avrà inteso dire Bob, intendendo un superamento, una trasformazione: andare via, cambiare, precipitare o volare?
( NPAL 5.3.2012 – continua)
11 . 3. 013
L’interlocutore chi è (rispetto a noi) … ?
“Noi” chi è (rispetto a te, a me) …?
“Io” chi è (rispetto a chi sono veramente) …?
Una domanda forse, è meglio resti senza una risposta. In attesa di quella vera che risposta non è perchè esprime ciò che, prima della domanda, non separa chi domanda da chi deve rispondere. E, non c’è più nessun dovere.
Nessuno sforzo, nessun risultato. Solo, come Sole e Luna, una diversità, una distanza che è spazio libero e, non per forza, da occupare.
Una comunicazione che sia, silenziosa o sonora, percebile e testimonianza di una connessione. Quale connessione ? Quella col Centro, al quale Sole e Luna appartengono e che, tra loro, connette. Così come … per noi.
Grazie, e così sia.
Boati nella voce e fulmini, maschere che s’aprono come corolle su un altro cielo. Le voci di Bob Dylan raccontano l’avventura e la noia, il silenzio e la meraviglia di un’eco d’altri mondi, confiscati dentro confini impossibili ed altrove ogni confine
La Radice echeggia oltre questo mondo, oltre lo specchio. “La senti?” sembra dire.
Oh si, che aspetti, butta la maschera, ma prima riconoscila… Guardala, ascoltala. E poi …
Grazie, Bob
Immagine e testo si incontrano, sono insieme. Ma noi come li percepiamo, sono dipendenti, indipendenti, liberi uno dall’altro e persino da se stessi (cosa sono) dallo sguardo altrui ?
Quante volte,ormai, ritrovo un’opera (sia casa, lavoro , pensiero, progetto, cancellatura, rielaborazione, scoperta o ecc.) il giorno successivo alla sua conclusione così diversa! Diversa da come mi era sembrata (valutata, giudicato, persa, attesa) così tanto, a volte, da riconoscerla a mala pena. Benvenuta.
Mi succede, spesso, soprattutto quando c’è una notte intera in mezzo, fra il giorno della presunta conclusione o interruzione.
Al risveglio cosa è cambiato? Quando la percezione cambia, sembra sia accaduto un miracolo … Come quando il vento trasforma il cielo.
( © NPAL – 17 . 1 . 013) – Milano & Altro
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Impossibilità d ‘interrompere il flusso, anche quando sembra facile tagliare ciò che sembra visibile … A volte, quando si taglia, o sembra di farlo, ci si accorge di una continuità sorprendente o, addirittura imbarazzante (per la mente che distingue, classifica e divide). Nonostante tutto, nonostante noi, il flusso continua, in modo evidente o misterioso. C’è.
Una ninna nanna si combina con un urlo disperato, un sì sussurrato si trasforma in qualcosa di temibile, se la percezione rimane divisa il paesaggio diventa un baratro, un paradiso, un’oasi di saggezza, un manicomio, un ospedale… ( continua!).
Tanto, in fondo è lo stesso ? Ogni rappresentazione dipende dalla percezione che la riconosce e da come la riconosce… Dal fine che classifica, l’uso, il consumo, lo scarto ed il consenso.
Possiamo uscirne? Possiamo mettere un sasso nell’ingranaggio dell’identità del sistema ed ,innanzitutto, della nostra?
NPAL 15.2.013
©NPAL – Findhorn Foundation/ the Park, August 2012
Amo questa Luna in Ariete. Brucia e mi pacifica…
Brucia l’inizio, brucia le tappe.
Arriva presto alla fine, che fine non è ma inizio di un’altra fase. Quella della costruzione.
Radica il seme ed attende. Lentamente attende ed intanto, si gode l’attesa. Invece, di disperarsi che l’inizio, quello nuovo, non sia forse ancora arrivato. E, che sia un altro, diverso da quello atteso, e quindi in-visbile con questo fisso punto di vsta (anche senza occhiali).
Cambiare sguardo, congendare i confini. Connettersi ed “incarnare il nuovo”…?
Grazie 🙂
E’ una ricostruzione lenta, questa.
E’ una ricostruzione lentissima, la mia. Per ricostruire bisogna fare spazio, sia dentro sia fuori.
Per dentro intendo l’area pretestuosamente confinata corrispondente al mio nome ed al mio corpo, distinta da vari dinamiche e convenzioni ed, innanzitutto, dall’illusione di separazione.
Ci sono formule più o meno note e raffinate, ci sono regole più o meno doverose, che legittimano questi confini e, ne sono legittimate.
Ciascuno ha esternamente la sua area operativa o di riconoscimento. Oltre il nome e cognome scritto, la sua casa, la sua famiglia, gli amici che a loro volta hanno un nome e cognome e viceversa.
Sto semplificando la trama di una rete di immagini, intricata ed a volte, persino invisibile.
Scusa, ma da questa rete si può uscire, o almeno si può almeno crederlo?
Se fosse una rete autentica, passando dal vuoto tra le maglie, infilarci in un non so chi né dove, magari. O altro. E’ possibile …? Potrebbe esserlo …? “.
© P N L A / lab Harambèe – Kaapi carla barnabei
Forres & Altrove, Settembre 2012
“Il ponte fra noi immprovvisamente s’apre, proprio al centro. Da lì , nasce un arcobaleno.”
Dici: “Senza ponte fra noi come faremo? “.
Ed io, invece, sono preoccupata di restare senza arcobaleno…che intanto, noncurante di noi, risplende”.
(da Free Gift – NPLA 9.2.013)
(NPLA lab in progress – Qui & Altrove 9 .2 . 013 🙂
Lascia & Raddoppia

lab Harambée – kaapi carla barnabei – Milano & Elsewhere, 18 October 2011
n o w
Le cose, nella vita, non sono mai troppo precise; ed è mentire dipingerle nude,
poiché non le vediamo mai se non in una nube di desiderio.
Marguerite Yourcenar
( 1. – post in progress 🙂

OUR PROJECT…. 27 Here & helsewhere, october 2011
B r i d g e
“Non conososco il tuo nome, non so dove nè quando”.
“L’amore è senza nome….”
(k. K. c. b – July 1996 – october 20011)
( 2. – post in progress 🙂
Il Futuro è già qui ora …

There & Elsewhere – Winter 2006
Carlo (Carletto) and Carla (Carluccia)
inginocchiarsi davanti alla Sfinge … 🙂
Ossa rotte, carozzelle di varie categorie, aria condizionata, tavolini girevoli vicini al letto, pasti su vassoi, menù detti a voce alta, sguardi persi, sguardi ritrovati, occhi aperti o socchiusi sul mondo, silenzio, invisibili presenze angeli demoni e guardiani, parenti alla rinfusa, biancheria da lavare e già stirata.
Guanti id gomma, pappagalli pieni e svuotati, dentiere(scatole per dentiere e pasta adesiva), forbici, lamette, pettini e saponi, pannoloni, asciugamani, salviettine, pigiama sopra e sotto, mutande e viole sui tovagliolo, armadi senza chiavi. Portafogli coi soldi ben ripiegati, cono gelato o coppetta? Glelo dico o no?
Il telefonino da caricare, il giornale, niente biscotti solo frutta. Sorrisi e lacrime trasformati… Questi sono i miracoli!
Senza età e senza aspettative.
Le infermiere della pillola, del cambio di catetere, del risveglio e della notte, le infermiere del pranzo e della cena, le infermiere e basta, le ragazze che puliscono e sorridono sempre e quelle che nascondono il sorriso per dopo. Le dottoresse che mi dicono: “Ascolti, va meglio, non si preoccupi, sa com’è…l’età”. Fino a che ora posso restare, a che ora potrò arrivare?
Accettare la vita e la morte insieme… dentro e fuori… E’ nella distanza che mi scopro così vicina a te. Mi sento qui sul confine, con te.
E (tanto) amore, soprattutto quello non riconosciuto, non espresso e rimasto lì da sempre ,fluisce e si sblocca quel nodo..
Ti amo papà per quello che sei, qui ora. E mi amo per quello che sono, qui ora! (“Il percorso si fa da soli…” e da lì io ti vedo e mi vedo, ora! Love.
Grazie!
Di getto dall’Ospedale geriatrico Redaelli di Vimodrone – oggi, 13 Agosto 2011, ore 12

lab Harambèe – kaapi carla barnabei – Miasto & Altrove, Maggio 2006
d o o r
(continua)
W e l c o m e !
Aggiornamento di oggi, venerdì 12 Agosto 2001 (ore 14)

lab Harambèe – kaapi carla barnabei
Milano & Elsewhere, April 2006
m y
D o o r
I'm discovering the unknow e the surrender .,, But surrendering cannot be a strategiy… Rather a spontaneous motion of the soul t join i alle in its separate or lost parts ricongiungerrsi or lost … Recognize, do not know, give … I'm you, you're me But the Third could be only beyond our separation…The Third beetwenn us is beyond ourself…
Welcome!
I'm sorry for my all mistakes in English language (I'm a student … ;-
(continua)
Correct my mistakes, please…!