Lascia  & Raddoppia

lab Harambée  –  kaapi carla barnabei – Milano & Elsewhere, 18 October 2011

n o w

Le cose, nella vita, non sono mai troppo precise; ed è mentire dipingerle nude,
poiché non le vediamo mai se non in una nube di desiderio.

Marguerite Yourcenar

( 1. –  post in progress 🙂


OUR PROJECT…. 27 Here & helsewhere, october 2011

B r i d g e

“Non conososco il tuo nome, non so dove nè quando”.
“L’amore è senza nome….”

(k. K. c. b  – July 1996 – october 20011)

 ( 2. – post in progress 🙂

W e  l c o m e !

 Aggiornamento di oggi, venerdì 12 Agosto 2001 (ore 14)

lab Harambèe – kaapi carla barnabei
Milano & Elsewhere, April 2006

m y
D o o r

I'm discovering the unknow e the surrender .,,  But surrendering cannot be a strategiy… Rather a spontaneous motion of the soul t join i alle in its separate or lost parts ricongiungerrsi or lost … Recognize, do not know, give … I'm you, you're me But the Third  could be only beyond our separation…The Third beetwenn us is beyond ourself… 
Welcome!

I'm sorry for my all mistakes in English language (I'm a student … ;-

(continua)
Correct my mistakes, please…!

I'll Keep it With Mine
( c l i c k )

  

A g a i n 

kaapi carla barnabei – Venezia & Elsewhere, 24 Luglio 2011

a c r o s s

 

Di nuovo, daccapo.

Come dopo un punto minuscolo in divenire.

Da un punto alla fine di una frase, dopo una riga ad un’ altra.

Il punto, ultimo di una pagina cresce da solo e

si espande occupa tutta la pagina e la successiva. Il punto come un seme.

Daccapo rinasce il respiro  trattenuto. Ogni pausa, del resto… finisce.

Sì , daccapo qui. La testa come mai vicina al cuore

perchè svanisce in questo stupore.

Sono stati giorni  senza tempo (15 giorni come secoli  e,dopo fino ad oggi,

quattro giorni come anni …).

“No time”, ora,  porta al sì verso l’accadere.

Again la pagina si gira ma il libro non c’è più.

Lo spazio invece tarda ad essere riconosciuto, circondata come sono da cose traboccanti oltre gni angolo della casa, porta e finestra.

Ma questa è un’ altra storia?

Oh no, va trasformata ma è la stessa storia, quella del punto.

Questa qui e quella là: il ritorno c’era già, l’incontro esisteva ed anche la partenza successiva… Il tema è: non separzaione ed ha a che fare con quel punto che trasforma l’inizio nella fine e viceversa? Il Punto- Nulla, dove stanno tutte le storie e soprattutto lo spazio fra loro che le mescola,  le unisce in una?

Ora, bisogna congedare un po’ di zavorra qui, nella casa: dal pavimento al soffitto da una stanza all’altra.  Chiedo spazio  fuori(a me stessa).

Perchè dentro di me,adesso, c’è spazio ed aria da respirare.

C’è luce  per ascoltare l’ombra ed anche per accendere il fuoco.

Ciò che sta cuocendo alla fiamma verrà trasformato.  Se ne sente già il profumo! Ed il vento lo porta via …

Ciao, Welcome into my heart!

Grazie.

P.S. :

Eh no, due posts al giorno sono troppi… !

Però lo scriverò… come e perchè ho sospeso la pagina di facebook

e son tornata qui… 😉
( 0. – continua – )

All and Nothing

lab Harambèe – kaapi carla Barnabei
 Osho Center Miasto, Selva di Sogno, Primavera/Estate  2003


s c o n f i n a


3.

 

The Blog   lost own  Voice  and is  finding it  again.
At this moment, on  the  Air:

"Njosvelin  (Nothing song)" – Sigur Ros

lab Harambèe – kaapi carla barnabei

Osho Center Miasto, Selva di Sogno, Primavera/Estate  2003 


s c o n f i n a
 

 

"Se vuoi il tutto, 
gli dei te lo concederanno. 
Ma dovrai essere pronto a riceverlo."

(…)

If you want the whole,
the deities will grant you it.
But you will have to be ready to receive it

Joseph Campbell – " Myths to Live By"

h e r e (old post)

Joseph Campbell Foundation

kaapi carla Barnabei – lab Harambèe
Findhorn Foundation (the Park), October 2010

(5 – continua )

O n   T h e   P a t h 

lab Harambèe – kaapi carla barnabei
Forres & Elsewhere, October 2010

M o v i n g   D o w n   T h e   P a t h 

 

 

24. Dissero i suoi discepoli: "Mostraci il luogo dove sei, perché ci occorre cercarlo." Lui disse loro: "Chiunque qui abbia orecchie ascolti! C'è luce in un uomo di luce, e risplende sul mondo intero. Se non risplende, è buio."  
 

(dal Vangelo di Tommaso)

* I try to translation it to English:

24. His followersi said:"Show us the place where you stay because  we need to look for it," He replied them:"Here listen whoever  has the ears! There is the lighht in a man of light and it shines in (on) all world. If it isn't, there it's the darkness."


(Gospel of Thomas)


on the Road

(between The Cluny College ad The Park – Findhorn Foundation, Forres)

N.B.: sto usando il blog come la pagina di Facebook?! Da quando ho sospeso di andare in Fb mi  è rimasta la necessità, (o così sembrerebbe), di scrivere ogni giorno di ciò che mi preme o mi fa il solletico… 😉  
E lo faccio qui, nel blog.

Ad esempio, questa citazione è proprio una novità, per una come me … Ammetto  una specie di tabù per tutto ciò che ha avuto, ed ha, contatto anche a distanza,con la Chiesa cattolica. Però anche in questo mio tabu (o rancore) sto guardando dentro cercando di rilasciarlo. Tempo fa, acquistai i Vangeli apocrifi ed un testo di Osho sull'argomento, siccome  ho letto questi libri solo in parte, riprenderò daccapo.
Ho buoni propositi… ;-)?

Riporto qui questa citazione, che mi ha colpito, da una mail ricevuta pochi giorni fa (fa parte di una comunicazione in progress e relativa alla mia esperienza di training (formazione in AS) 

** Coming soon: English translation!
I'm sorry for my mistakes… Please  Correct them!

(1 – continua)

 

W e  l c o m e 

In this period I’m unable to take part in Facebook. I realized that I developed a sort of “dipendenza” (addiction) to it. I’m going back to my blog boscoparlante (talking-forest). I’ll try to post in Italian and English.  If you want, we can meet here.

You can leave commentaries also if you are not logged in Splinder (in this case , please add  your name  at the end of the message).
 

Enjoy in the trasformation!

If you would  like publish here (writing or photos/pictures)  tell me., please  (harambee@libero.it).

I’ll give you the passwordI.

Sorry for all my mistakes in English.
Excuse and correct me please!  

Thanks!

-) kaapi

( 2 5 – c o n t i n u a )

 
 
 

Trifoglio e Quadrifoglio


Sono rimasta al ritmo della Primavera. quando c’è attesa di crescere, di sbocciare e di fiorire, nel prato. La Luna, governa le acque e le emozione, è piena.


Ogi il colore e le differenze di un prato confinante la ferrovia mi ha fatto sentire parte di sè, come un trifoglio fa tanti altri meravigliosi.

Stasera, al ritorno sul treno affollato, Como-Milano, mi sentivo tutt’altro. Non so come dirlo. Ma va bene così…

Ci sono descrizioni che sottraggono alle realtà qualcosa di non descrivibile a parole. Come se ci fosse un segreto fra  lo sguardo  e lo spazio, un segreto fra noi ed il viaggio, fra  noi e la nostra stessa presenza .
Come se in sospeso fossimo ciascuno nel vuoto fra noi stessi e la maschera (*). Un nulla meraviglioso che in fondo sta per i quadrifogli nell’essere, appunto, meraviogliosi!



lab Harambée – kaapi carla barnabei – Giugno 2008/’10

t o g e t h e r

(*)sto ri-leggendo "I like Rolling Stone – Bob Dylan,una canzone,l’America" d Greil Marcus ed.Donzelli – Virgola. Cioè, lo sto leggendo da quando son tornata da Parma. E, ci sto trovando un sacco di corrispondenze, strade, viotoli, cunicoli e via dicndo.

Nessuna scorciatoia, tanta commozione. Di quanto mi è accaduto ed ho sentito al concerto di Bobby, non riesco per ora a scrivere. Sto ascoltando ancora, ne scriverò. 🙂

E continuo a trovarmi mappe fra lemani, aspetti che si trasformano.Prò, questa è un’altra storia …

Charleston an artist and home Garden

A proposito di un’altra storia. E’ arrivata sta mattina, sembrerebbe per caso. Invece, proprio per questo sembrare, chissà quale sarà il motivo, il richiamo, il segreto… 😉

Therefore, post in progress !


( 2 7 – c o n t i n u a )

T r o u g h t

 

lab Harambèe – kaapi carla barnabei  – Milano 6 Altrove, Marzo 2010

d o o r

 

“Con tutte le divisioni del terreno si vede bene la mappa dei confini e si perde il territorio.

Non voglio stare da una parte o dall’altra, piuttosto ci passerei attraverso…”.

 

 

*

Ad ogni partenza, un bilancio fa spazio al nuovo. Il bilancio va esaminato, soppessato, ineterpretato e congedato.

Il congedo è un nuovo progetto. Qui, oltre alla vita c’è ben poco da investire,  sulla vita si sa non si possono fare investimenti, neaNche a breve termine. La vita passa, cambia, si mescola a volte finisce, o così potrebbe sembrare, insomma ci si fa affidamento nell’istante in corso. E subito dopo non si sa.

 

Quando ho vissuto una settima al Circo Togni , ero piccola e l’avevo chiesto a papà come regalo di compleanno, c’era un Clown anziano che mi aveva raccontato una storia d’amore. Quella fra il Filo ed un’Acrobata.

 

 

Ogni giorno durante le prove e più tardi nello spettacolo, si parlavano e lei lo attraversava, per ascoltare fino in fondo la storia.

Ogni gorno continua va  andando da  molte parti, e altrove. Mentre lei sospesa lassù ascoltava, veniva trasportata, restava ed andava via.

Attraversava sì, ma non solo il filo: persino le sembrava, di invecchiare in un solo momento, di tornare indietro di secoli.

In quel posto c’era già stata, lo sentiva nelle caviglie.

Quella canzone nel vento l’aveva già sfiorata, glielo  diceva il cuore.

O invece, ringiovaniva di colpo,  si vedeva un’altra, in un tempo lontano , a venire.

Insomma, ogni congedo poteva essere l’ultimo o il primo.

 

 

 

 

Paddy  Hamilton


**

Sapeva che sarebbe, prima o poi arrivata da Lui, in quel luogo o in un altro.

Avrebbe potuto saperlo dal filo, ma lui non ci era mai voluto salire.

Non aveva bisogno di conferme o di speranze.  Era sicuro di far parte di una storia in cui tutte e due erano previsti, e gli bastava. Che cosa  accadesse in fondo gli pareva secondario. Che conta, lui si diceva, è che ci sia il vento, già è musica. Che conta è che ci sia una storia, farne parte. E svanire in un’altra, insieme. Ancora.

 

 

 

Di storie me ne ha raccontate altre, almeno una ogni giorno. Eppure, s’intrecciavano tra loro, sia pur in ordine sparso; qualcuna arrivava per ultima ma raccontava di qualcosa che era accaduto prima di qualcosa d’altro raccontato all’inizio. Così che, non si poteva più distinguere nè prima nè dopo.

Come in  un disegno che si compone e non finisce mai, non si può distinguere  inizio e fine Come quella musica che nasce da un’ eco imprecisata, si fa, si disfa e ritorna ad esser eco. Quale suono originario? Da dove?  Chissà.

 

 

( 5 . 5 . 51  –  c o n t i n u a )