Dove va a finire il Cielo …?

© lab Harambèe – kaapi carla barnabei

Val di Mello   &  Altrove, Settembre 2008

Sono domande da bambino, le tue.
Spesso hanno una risposta mancata, mi danno stupore. Non so risponderti ,come davanti ad una immagine come questa, nons  saprei dire dove finisce il cielo o dove comincia. Se è il blu a ritirarsi dal bianco e invece, se ne è generato. Manca un pezzettino di cielo, oppure sono nuvole?

Non c’è nessuna parola che codificata come è, non abbia una sua libertà di non dire qualcosa,combinata con altre, di alludere al suo opposto.

E tu, quando domandi o dici "Che bello!" hai sempre in tasca quel pezzettino di cielo (che manca, che è scappato via, che si regala).

🙂



Oh…!


© lab Harambèe – Milano & Altrove, 28 Maggio 2007

a m o r e

“Amore mio, dici. Invochi. Sento, invochi non me, ma l’amore, in me.
Tu. Trasmetti.

Invochi e tu sai invocare senza chiedere. E’ una Contemplazione muta in quel Canto, un Sogno va oltre sè stesso e diventa Altro.”

Ed io, con Umiltà sorpresa. Lombrico che strscia. Foglia che accolta lascerà il Ramo. Farfalla che continuamente muta, contemplo dell’Aria d’Amore il Silenzio.”



Ed è Incanto, sa. Sa della Guerra dentro e fuori e dell’essere, qui. Nè vinto nè vittoroso, semplicemente trasparente alla trasmissione dell’Esistenza… Canale.
Niente. Che Meraviglia …


Surrender… Di nuovo!


TRADITIONAL IKATA ADRAS UTZBECK

“Until recently the peoples of Uzbekistan, like other nations, attributed great meaning to the magic power of certain objects, plants and animals, aimed to use them as talisman against the agency of evil spirits. This piece is full of symbolism and sacred meaning. General ornaments are bodom-almond, comb, spiral pattern, etc.”

Oh…!


© lab Harambèe – Milano & Altrove, 28 Maggio 2007

a m o r e

“Amore mio, dici. Invochi. Sento, invochi non me, ma l’amore, in me.
Tu. Trasmetti.

Invochi e tu sai invocare senza chiedere. E’ una Contemplazione muta in quel Canto, un Sogno va oltre sè stesso e diventa Altro.”

Ed io, con Umiltà sorpresa. Lombrico che strscia. Foglia che accolta lascerà il Ramo. Farfalla che continuamente muta, contemplo dell’Aria d’Amore il Silenzio.”



Ed è Incanto, sa. Sa della Guerra dentro e fuori e dell’essere, qui. Nè vinto nè vittoroso, semplicemente trasparente alla trasmissione dell’Esistenza… Canale.
Niente. Che Meraviglia …


Surrender… Di nuovo!


TRADITIONAL IKATA ADRAS UTZBECK

“Until recently the peoples of Uzbekistan, like other nations, attributed great meaning to the magic power of certain objects, plants and animals, aimed to use them as talisman against the agency of evil spirits. This piece is full of symbolism and sacred meaning. General ornaments are bodom-almond, comb, spiral pattern, etc.”


A ciascuno il suo


C’è vento.


Soffia. Tocca. Mare d’aria.
Un respiro da riconoscere. Il primo, il secondo il terzo. E poi, ancora dentro e fuori. Quale respiro, il mio, il tuo, il suo.

Invece, unico respiro dell’esistenza universale.

Non contare, non distinguere più. Non è una catena…

La pelle lo sa.

© lab Harambèe – Milano & Altrove, 21 Aprile 2007

*1.

Vento bambino, nasce senza pensieri. Immediato eppure antico, bagliore negli occhi infantili. Splendore di tesori nascosti nella terra.

Non dimenticare. Non fermarti al luccichio… Cerca il tesoro.

Vento adolescente, spazza via e cerca una strada. Congeda le vecchie foglie dal ramo. Prima, un inaspettato soffio le porta in alto verso il cielo . Poi, giù a terra, si poseranno, quiete.

Intanto, le giovani foglie sul ramo imparano verdi diversi. Qual’è sarà?


© lab Harambèe – Milano & Altrove, 21 Aprile 2007

**2.

Vento senza età, impetuoso scompiglia correntii incanalate, travolge ogni confine. Trascina.

Non opporti, segui il flusso. Rischiando d’annegare, navigherai!

Dopo la tempesta, il riposo. Fino alla prossima folata di vento. Non dimticarla mai, dentro di te.

La pelle, lo sa.

*1. s t r a d e

**2. b a m b i n e


Oooh …!


Cos’è…? Da dove viene…? Cosa gli hanno fatto…?

Oddio, quante domande…

“Dai, scrivi una storia… per me…!” dico.


Ed ecco, sto qui. Aspetto.


Arriva una storia e s’interrompe. Se vuoi, continua tu…grazie !


P.S. lunedì 5. 2. 07:

se vuoi continuare la storia scrivi nei commenti, li pubblicherò in questo post… :-
)


Parte I


Dalla pioggia alla neve, in un attimo. Dalle gocce fini… stelle ghiacciate, lievi. S’infittiscono questi fiocchi, diventono pungenti sul viso.

Abbasso il cappuccio del mantello sul viso,lo stringo al collo col il fermaglio a forma di foglia. Toccandolo, non posso non ricordare.

Tu me lo avevi forgiato, nella piccola bottega, così simile ad una caverna d’orso, eppure ordinata e luminosa del fuoco alimentato soprattutto da legna di castagno .

Dicevi che arde di più i e ce ne sono tanti di questi alberi nel Bosco della Riva; se ne trova tanta di legna per terra e non bisogna mai abbatterne nessuno.

Nella spilla il segno curvo come un sentiero mi porta anche adesso da te, col pensiero. Nonostante tutto.
Separazione e mistero.

Sorrido mentre accarezzo l’incavo ed il retro della forma leggermente asimmetrica, quasi come un cuore.

Il cappuccio s’è imbiancato. Rabbrividisco.
Continuo a camminare. Forse, seguo un segnale, non ha nome. Dove sto andando…?


harambee


Parte II


La via non finisce e la nebbia la rende confusa. Le tue parole mai moriranno, le porto con me fino al totem piantato per terra oltre gli alberi bianchi. Il vento prende a soffiare, una lince mi guarda spaventata e scappa. Faccio in tempo a entrargli dentro. Corro, sono lince, ho il suo odore, faccio in fretta, raggiungo il totem.
Abbandono il corpo della lince. La lascio andare. Questa mi guarda confusa, mansueta. Va via. Il totem è alto un paio di metri, è la tua tomba.

Qui, nei pressi dello stagno sei stato ucciso. Qui aspetti di rinascere. Qui le mie preghiere.

Cenresig


( c o n t i n u a )

racconto ed immagini di Mauro Corona

“Storie del bosco antico” – 2005

Da oggi Boscoparlante ci porterà in dono storie

di Mauro Corona e altre…da leggere e magari

da raccontare ad altri, di nuovo.

Del resto, questa è la vita di tutte le storie, continuare.

Ritornare. Cambiare, forse.

Fra poco ci sarà la pausa di chiusura dell’anno

se non per tutti, per molti… Passaggi. Festività…?!

Ci sarà spazio per racconar(ci).

In noi. Fra noi.

Grazie per l’ascolto … cioè per tutto.
🙂

E, comincio a farvi gli auguri… presto?

Un abbraccio

kaapi

P.S. mi scuso per la scadente definizione delle immagini,cercherò di provvedere appena possibile

( c o n t i n u a )

V i c i n o
L o n t a n o


lab Harambèe – Milano & Altrove, Febbraio 2006

v i c i n o

<br

” La meditazione e’ un assurdo poetico: e’ fare qualcosa sapendo che non serve a niente, e gioire di questo. ”

” O conchiglia marina, tu meravigli la mente dei fanciulli ”


( Alceo di Mitilene )

Osho Shanti Saburi

(via montalbino 9/2 Milano)

domenica 12 febbraio 2006

campo di meditazione con musica dal vivo

con Anando e Vimarsh

programma:

ore 10.30 gibberish

12.00 satsang

13.15 pranzo

14.30 heart singin’

16.00 diventa il suono

17.30 kundalini

19.00 white robe

trasmetto … ciò che ho ricevuto.
Grazie!

kaapi