A p  P u n t o



Riin  Pallon

clicca   q u i

Appunto, per non dimenticare.
A volte, ricordare non basta, però.

Punto a capo potrebbe essere. sarà possibile … ?

(1 – c o n t i n u a )

Ap Punto (2. )

 A quella domanda, si può fare punto a capo….
Segue chiara un’immagine: il Sogno e l’Incubo: DEntro nella storia ci insegue nel quotidiano e sottile si insinua.
E’ chiaro

Q u i
(link amico, da Urubu/Danilo)

La domanda continua, quindi.

Che si fa?

 
 
a sua immagine

C’è un filo che collega cuce, distrugge …

    

A t t e n z i o n e!

Attenzione alle parole del consenso,
allo sfogo della rabbia contro qualcuno…
Ci sono omicidi di parole.
Attenzione al furore!

Attenzione alla paura xhe i propri interessi
 siano oltremodo superiori a quelli di qualcunaltro.

Attenzione al consenso
divide, distengue, condanna,annienta
in nome del "nostro bene"
(nostro, della nostra famiglia,
di un nostro amico
ecc. )


c l i c k

bob dylan – masters of war

( 2 – c o n t i n u a )

Nomade e stanziale


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei
Val di Mello & Altrove, Agosto ’07

s e i

Mi avvicino. Poi, mi avvicino ancora.

Da vicino non si vede niente…? Sì.
E allora mi avvicino come un’Ape
e faccio Zzzzzzzzz per avvisare il Fiore …!

La vita ti porta con sè con leggerezza, a volte.
Basta lasciarsi portare …Et voilà.


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei
Qui & Altrove, Agosto ’07

<

Vorrei anche scrivere degli auguri.
Tanti auguri a te di un giocoso viaggio di scoperta.
Compi gli anni oggi…!

La danza della distanza fra essere nomadi e stanziali, in bilico ti sia dolce come questa sera di vento.

Ascoltiamo! Da lontano e da vicino…che musica.

( continua)

Nomade e stanziale


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei
Val di Mello & Altrove, Agosto ’07

s e i

Mi avvicino. Poi, mi avvicino ancora.

Da vicino non si vede niente…? Sì.
E allora mi avvicino come un’Ape
e faccio Zzzzzzzzz per avvisare il Fiore …!

La vita ti porta con sè con leggerezza, a volte.
Basta lasciarsi portare …Et voilà.


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei
Qui & Altrove, Agosto ’07

<

Vorrei anche scrivere degli auguri.
Tanti auguri a te di un giocoso viaggio di scoperta.
Compi gli anni oggi…!

La danza della distanza fra essere nomadi e stanziali, in bilico ti sia dolce come questa sera di vento.

Ascoltiamo! Da lontano e da vicino…che musica.

( continua)


A ciascuno il suo


C’è vento.


Soffia. Tocca. Mare d’aria.
Un respiro da riconoscere. Il primo, il secondo il terzo. E poi, ancora dentro e fuori. Quale respiro, il mio, il tuo, il suo.

Invece, unico respiro dell’esistenza universale.

Non contare, non distinguere più. Non è una catena…

La pelle lo sa.

© lab Harambèe – Milano & Altrove, 21 Aprile 2007

*1.

Vento bambino, nasce senza pensieri. Immediato eppure antico, bagliore negli occhi infantili. Splendore di tesori nascosti nella terra.

Non dimenticare. Non fermarti al luccichio… Cerca il tesoro.

Vento adolescente, spazza via e cerca una strada. Congeda le vecchie foglie dal ramo. Prima, un inaspettato soffio le porta in alto verso il cielo . Poi, giù a terra, si poseranno, quiete.

Intanto, le giovani foglie sul ramo imparano verdi diversi. Qual’è sarà?


© lab Harambèe – Milano & Altrove, 21 Aprile 2007

**2.

Vento senza età, impetuoso scompiglia correntii incanalate, travolge ogni confine. Trascina.

Non opporti, segui il flusso. Rischiando d’annegare, navigherai!

Dopo la tempesta, il riposo. Fino alla prossima folata di vento. Non dimticarla mai, dentro di te.

La pelle, lo sa.

*1. s t r a d e

**2. b a m b i n e

P i e t r e

p e r

v i a g g i a r e


“Un gruppo di “pietre da collimazione” è stato rintracciato nell’atollo di Butaritari, nell’arcipelago delle Gilbert: lo studio della loro disposizione indica anche qui un’indubbia correlazione con le isole Marshall, poste 264 km a nord. Un secondo gruppo di sei-sette pietre si trova nell’isola di Arorae, la più meridionale delle Gilbert: esse son note ai nativi col nome di Te Atihu ni Borau che significa semplicemente “pietre per viaggiare”. Ciascun monolite funziona da indice per la direzione di una determinata isola dell’arcipelago, e tiene conto della deriva che i venti dominanti possono imprimere alle imbarcazioni.

I piloti, prima di intraprendere una traversata, si sedevano su di una piattaforma di osservazione posta a distanza della relativa pietra di traguardo e ne stimavano con accuratezza la direzione indicata, confrontandola con la disposizione di un determinato gruppo di stelle visibili in prossimità dell’orizzonte. Il ricordo, o una semplice mappa, dell’ associazione prospettica fra quelle stelle e la pietra di traguardo doveva evidentemente accompagnare e guidare il navigante durante tutto il tempo della traversata. Venivano anche eseguite, e lo sono tuttora, osservazioni a puro scopo d’addestramento, secondo quanto attesta un singolare esemplare di canoa di pietra esaminato dal Lewis nell’isola di Beru, anch’essa facente parte dell’arcipelago delle Gilbert.

Si tratta di una figura delineata sul terreno mediante l’impiego di pietre grossolane, che delimitano un’ area a losanga avente la diagonale maggiore di qualche metro di lunghezza e disposta nella direzione est-ovest, mentre la diagonale minore è allineata con l’ asse nord-sud. I vertici della figura sono contrassegnati da pietre poligonali aventi la funzione di indicare, tramite la propria mole e con la disposizione degli spigoli, l’ importanza e la direzione del flusso delle maree.

Il recinto di pietre raffigura evidentemente il bordo di un’imbarcazione. Il posto ove deve disporsi l’ osservatore nel corso della sua pratica d’addestramento è indicato da una grossa pietra rettangolare contenuta all’interno della losanga. Su di essa si erge un blocco di corallo che sta a simboleggiare il dio del mare, entità protettrice e di ausilio ai naviganti.”

Vincenzo Croce –

A i r e s i s
– Etnika


“Vieni amore mio, è l’ora.

Il bosco come un mare di foglie sopra di noi.
.
Cantano i venti.

Gonfiano gli abiti come vele.

In noi l’eco attraverso il cuore fino alla radice.

Ci chiamano.

E’ una strada invisibile richiama i passi ed il canto.

Prendi il tamburo con una mano e con l’altra spronalo come un destriero.

Op, Op… e gira, gira.

Attraverso l’onda del suono fatti portare da una scia di stelle…

Vieni amore mio, è l’ora

Ora di partire, di lasciare, di trasmutare.

La via delle Ossa, del Sangue, del Sogno.

Intreccia i tuoi capelli, intreccia un’altra kalamàa.

Ancora con le dita spargi latte,intorno.

Il fuoco risplende sulla montagna.

Vieni, vieni con me.”

K. A. & K. C. – Shamanic journey “131415.5.06”


© lab Harambeè – Qui & Altrove, 1996/2000

V e n t o

Questa sera c’è un eco qui. Viene da lontano.

Non so da dove.

Non so, ma sento un vento leggero, è ora di prepararsi…

Qualcosa sta per accadere.

Come da bambina, apro la finestra e guardo in sù, verso il cielo.
Poi prendo un pugno di terra, lo strofino fra le mani, le avvicino al viso e annuso.

Che profumo.

V i c i n o
L o n t a n o


lab Harambèe – Milano & Altrove, Febbraio 2006

v i c i n o

<br

” La meditazione e’ un assurdo poetico: e’ fare qualcosa sapendo che non serve a niente, e gioire di questo. ”

” O conchiglia marina, tu meravigli la mente dei fanciulli ”


( Alceo di Mitilene )

Osho Shanti Saburi

(via montalbino 9/2 Milano)

domenica 12 febbraio 2006

campo di meditazione con musica dal vivo

con Anando e Vimarsh

programma:

ore 10.30 gibberish

12.00 satsang

13.15 pranzo

14.30 heart singin’

16.00 diventa il suono

17.30 kundalini

19.00 white robe

trasmetto … ciò che ho ricevuto.
Grazie!

kaapi