N o m a d e


© lab Harambèe – kaapi carla barnabei

Qui & Altrove, Agosto ’07

v a

Aver il viaggio dentro come un ospite che arriva e ripartirà. Un racconto vivente scorre fra arrivo e partenza indistinti,ora. Presente, quando sono qui, resto o viaggio?

E quando partirò, dove sarò rispetto a me adesso, nella partenza e nel ritorno ?
In un frattempo labile, dolce ed arso di solitudine e di compagnia. Assenza e mancanza si trasformano tra loro, forse. Ed io, capovolta. Tornare e ritornare, dove?

Dove è un luogo sempre diverso. Ed uguale, nell’essere qui e altrove. Altrove imperscrutabile se accetto, nel mio sguardo, guardare senza sapere, senza classificare cosa, quanto e perchè…

Libera solitudine, libera compagnia, indivise.


Nomade, sì.


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei

Altrove & Qui, Settembre ’07

c a p o v o l t a

Nomade e stanziale


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei
Val di Mello & Altrove, Agosto ’07

s e i

Mi avvicino. Poi, mi avvicino ancora.

Da vicino non si vede niente…? Sì.
E allora mi avvicino come un’Ape
e faccio Zzzzzzzzz per avvisare il Fiore …!

La vita ti porta con sè con leggerezza, a volte.
Basta lasciarsi portare …Et voilà.


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei
Qui & Altrove, Agosto ’07

<

Vorrei anche scrivere degli auguri.
Tanti auguri a te di un giocoso viaggio di scoperta.
Compi gli anni oggi…!

La danza della distanza fra essere nomadi e stanziali, in bilico ti sia dolce come questa sera di vento.

Ascoltiamo! Da lontano e da vicino…che musica.

( continua)

Nomade e stanziale


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei
Val di Mello & Altrove, Agosto ’07

s e i

Mi avvicino. Poi, mi avvicino ancora.

Da vicino non si vede niente…? Sì.
E allora mi avvicino come un’Ape
e faccio Zzzzzzzzz per avvisare il Fiore …!

La vita ti porta con sè con leggerezza, a volte.
Basta lasciarsi portare …Et voilà.


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei
Qui & Altrove, Agosto ’07

<

Vorrei anche scrivere degli auguri.
Tanti auguri a te di un giocoso viaggio di scoperta.
Compi gli anni oggi…!

La danza della distanza fra essere nomadi e stanziali, in bilico ti sia dolce come questa sera di vento.

Ascoltiamo! Da lontano e da vicino…che musica.

( continua)


Fra poco


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei
Qui & Altrove, Luglio 2006

r i t o r n o

C’è un non luogo
dentro di me che diventa raggiungibile facilmente quando ritorno nel Bosco…

Quindi, a fra poco…!

Ma non è ancora l’ora dei saluti… (fra tre giorni).
🙂


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei
Qui & Altrove, Luglio 2006

c o m e

p o r t a


Fra poco


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei
Qui & Altrove, Luglio 2006

r i t o r n o

C’è un non luogo
dentro di me che diventa raggiungibile facilmente quando ritorno nel Bosco…

Quindi, a fra poco…!

Ma non è ancora l’ora dei saluti… (fra tre giorni).
🙂


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei
Qui & Altrove, Luglio 2006

c o m e

p o r t a


Fa tante pieghe


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei
Qui & Altrove,16 Luglio 2007

l e t t o


A casa di papà, ore 8.00/ 10.00

Un panno (si chiama mollettone) steso sul tavolo piccolo in cucina; gli sovrappongo un vecchio lenzuolo lo stesso che usavi tu per stirare.

Io sto stirando adesso, e ti penso. Sempre ti ritrovo In questi gesti semplici, ritrovo la tua calma determinata alla conclusione. Confesso, mi piace molto stirare per questo. Tu stiri insieme a me.

Un gesto dopo l’altro, passo il ferro, dal centro verso l’esterno a destra ed a sinistra. Via tutte le pieghe. Pac, pac un colpetto leggero e ripiego il colletto inamidato.

Una piegatura dopo l’altra, la camicia sarà abbastanza piccola da entrare nel cassetto?
Nel cassettone di camera tua (cinque cassetti) le camice di papà sono sempre state riposte in ordine successivo (sovrapposte a scalare in modo che ciascuna in parte nascondesse ed in parte svelasse l’altra).

Fa caldo, ho i capelli legati in alto, la frangia troppo lunga tutta alzata all’ indietro. Sono a fronte scoperta, a piedi nudi. Mi sgrideresti di certo, non si stira senza scarpe, è pericoloso…
Sorrido. E forse anche tu… Allora, ti dico col pensiero:” “Bhe, non son certo questi i pericoli, dai !”
E poi, ho sempre messo le scarpe malvolentieri sin da bambina, lo sai, no?


Lascio da stirare per ultime le mie cose e fra queste c’è il vestito di garza doppio (abito da viaggio), che non si stira perchè arrotolato stretto e ripiegato ad otto o a segno d’infinito, conserva un impeccabile plissé ed occupa pochissimo spazio.

Io, a casa non ho un cassettone. A lungo ho amato più fare la valigia che riporre abiti e cose nei mobili.
Infatti, tu dicevi che la mia casa sembra una grotta-roulotte ma anche un piccolo castello (dopo sorridevi, però non sempre).


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei
Qui & Altrove, Val Masino 2006

d a
l e g g e r e


Di Segni


Japanese hanging scroll. Two swimming carp


his hanging scroll was drawn about 80 years ago. Two swimming carp is drawn well.
A carp is the fish which is popular from ancient times. It is good composition.
I do not know this painter’s name. But, anyway it is the Japanese painting drawn seriously.
There are little wrinkles. Little damage is in mounting. But it is still hung enough.

Lo sfondo, dipinto prima del resto, s’anima di contorni luminosi ed appare un guizzo nell’acqua, un volo liquido. Vicino all’eternità del cielo di notte e dello stesso luminoso nel sole.

Pennellate d’inchiostro sulla carta si fanno acqua, anzi oceano. Semplicemente raccontano della vita ciò che trasparente c’è nella materia manifesta in forme mutevoli. Energia, pura energia.

Un contorno chiaro, lasciato forse per riserva sullo sfondo scuro, quasi tre quarti della striscia dipinta soltanto in parte. Acqua e vuoto o cielo?

Distanze rappresentate da differenti tonalità l’inchiostro. dipinte una ad una, trasparenze negli occhi sporgenti, i baffini morbidi, pinne setose scorrevoli. E così via, si potrebbe a lungo continuare. Eppure c’è dell’altro, indescrivibile.

Ed io vorrei imparare con questo pennello, con queste dita, a non credere solo a ciò che vedo (o non verdo). Disegnare o essere disegnati?

Vorrei lasciarmi attraversare dai segni che l’esistenza trasmette. Segni, sia dentro sia fuori di me,siano tracce, richiami, linee di mappe terrestri o d’aria, rughe sulla pelle e nell’anima. Ragnatele e corone d’alghe.

Lasciarsi attraversare. Non passivamente e neanche per avere potere, o essere toccata dalla grazia, dall’estasi o da qualcosaltro…
Solo per appartenere veramente all’universo. Non sapendo come. Senza possedere, senza credere, senza giudicar(mi), senza conquistare o essere conquistati. Insomma, amare (senza)…!

Il foglio è bianco. Ed oggi è un altro giorno

(o anche un giorno antico).

S u r r e n d e r


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei
Qui & Altrove, Parco di Via Palestro, Luglio 2007

v i a g g i o


I n


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei

Qui & Altrove, 23 Giugno 2007

c u r v a

Questa linea curva separa od unisce?

Quelle linee rette intrecciano un labirinto, una ragnatela, una spirale. Circoscrivono uno spazio infinito per trascenderlo nella sua mutevole definizione di meandri, rete, vortice …?

In questi giorni così caldi attendo il vento. Imprvvisamente arriva, e solleva i capelli.

In questi giorni di “esami di maturità”, penso al volo di farfalle uscite dal bozzolo, trasformate. Quando durerà il volo da fiore a fiore e poi senza…? E tutto mi sembra labile, più lieve.

🙂

2 4 . 6 . 07 ( ore 9.30)


Appunti “al volo”.

Sto rimettendo insieme vari framenti di una ricerca sul Labirinto, mai conclusa. Ho immagini di tracciati, spirali sullo schermo e tante altre immagini nella testa, dietro agli occhi, associazioni, ricordi scritti e non.
Ecco, ora sento la voce della bambina marocchina, che abita con la sua famiglia in un appartamento piccolo piccolo proprio qui a fianco della stanza da dove sto scrivendo. Sta studiando, forse per i compiti delle vacanze di già o per gli esami e chiede alla sorellina Shara: “Te la posso leggere?”
E’ storia del Minotauro. La legge in italiano (poi continua nella sua lingua).
Accidenti, che sincronicità…!

“I simboli sono vivi, interagiscono ” Eh, davvero!

Adesso,ha ripreso a leggerre in italiano. Interrompe e dice: “Puoi aspettare…?” Certe storie non finoscono mai.

🙂 (inizio di giornata “mitico”)


( 15 – continua )

S e n z a
s f o r z o


© lab Harambèe – Milano & Altrove, 30 Maggio 2007

s e g n i c i e l o

<font face="Courier New" color="#727972" size=3

Tada oreba

Oru tote yuki no

Furi ni keri

<font face="Courier New" color="#727972" size=3

C’ero soltanto.

C’ero.

Intorno

mi cadeva la neve.

<font face="Courier New" color="#727972" size=2

Kobayashi Issa (1783.1828)

<font face="Courier New" color="#727972" size=1

A volte, bisogna stare proprio fermi, in silenzio. Non c’è proprio niente da fare.

Per non scappare via, stare qui.

Qualcosa intanto scorre, e va…

🙂

Oh…!


© lab Harambèe – Milano & Altrove, 28 Maggio 2007

a m o r e

“Amore mio, dici. Invochi. Sento, invochi non me, ma l’amore, in me.
Tu. Trasmetti.

Invochi e tu sai invocare senza chiedere. E’ una Contemplazione muta in quel Canto, un Sogno va oltre sè stesso e diventa Altro.”

Ed io, con Umiltà sorpresa. Lombrico che strscia. Foglia che accolta lascerà il Ramo. Farfalla che continuamente muta, contemplo dell’Aria d’Amore il Silenzio.”



Ed è Incanto, sa. Sa della Guerra dentro e fuori e dell’essere, qui. Nè vinto nè vittoroso, semplicemente trasparente alla trasmissione dell’Esistenza… Canale.
Niente. Che Meraviglia …


Surrender… Di nuovo!


TRADITIONAL IKATA ADRAS UTZBECK

“Until recently the peoples of Uzbekistan, like other nations, attributed great meaning to the magic power of certain objects, plants and animals, aimed to use them as talisman against the agency of evil spirits. This piece is full of symbolism and sacred meaning. General ornaments are bodom-almond, comb, spiral pattern, etc.”