V a d o

e

t o r n o


© Robbridges – watercolor painting

Mi affaccio attraverso di te, come se fossi una porta, sul mondo, l’altro. Come se si potesse distinguere da quello dove ero e da quello dove sono, ora.

“C’è sempre un altro mondo, dico,altrove. Ed è segreto, i bambini lo sanno. E chiedono:

“Come ti chiami…?”.

Loro sentono la risposta, la intendono per quella che è. Una risposta per quel momento, soltanto. Poi cambierà, sempre”. Dici.

Dici e non dici. Tanto che non servono più parole. Tutte dissolte.
Eppure questa malinconia, musica di piffero o di tamburo, forte,delicata , sommessa ed esplosiva.

“Non ti capisco, Cosa dici…? Dai, tu sogni,sogni… Dove cavolo sei?”

Sogno e son desta. Sul tram verso scuola, sul tram verso casa. Vado e torno.
Cucino, preparo, mangio, assaporo.

Digerisco, vado in bagno. Ritorno e vado. Pulisco, scrivo e leggo. Ripulisco. Andata e ritorno. Avevo fatto il letto, adesso vado sotto le coperte. Cosa succede nel mondo, guerra, guerra.

E dentro?

Ascolto. Mi ascolto, ti ascolto. Son desta e sogno. Sogno, sì.

Torno e vado. Ecco… (Il blog riapre).


© lab Harambèe – kaapi carla barnabei

Qui & Altrove, Novembre ’07

v a


N o m a d e


© lab Harambèe – kaapi carla barnabei

Qui & Altrove, Agosto ’07

v a

Aver il viaggio dentro come un ospite che arriva e ripartirà. Un racconto vivente scorre fra arrivo e partenza indistinti,ora. Presente, quando sono qui, resto o viaggio?

E quando partirò, dove sarò rispetto a me adesso, nella partenza e nel ritorno ?
In un frattempo labile, dolce ed arso di solitudine e di compagnia. Assenza e mancanza si trasformano tra loro, forse. Ed io, capovolta. Tornare e ritornare, dove?

Dove è un luogo sempre diverso. Ed uguale, nell’essere qui e altrove. Altrove imperscrutabile se accetto, nel mio sguardo, guardare senza sapere, senza classificare cosa, quanto e perchè…

Libera solitudine, libera compagnia, indivise.


Nomade, sì.


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei

Altrove & Qui, Settembre ’07

c a p o v o l t a

Nomade e stanziale


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei
Val di Mello & Altrove, Agosto ’07

s e i

Mi avvicino. Poi, mi avvicino ancora.

Da vicino non si vede niente…? Sì.
E allora mi avvicino come un’Ape
e faccio Zzzzzzzzz per avvisare il Fiore …!

La vita ti porta con sè con leggerezza, a volte.
Basta lasciarsi portare …Et voilà.


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei
Qui & Altrove, Agosto ’07

<

Vorrei anche scrivere degli auguri.
Tanti auguri a te di un giocoso viaggio di scoperta.
Compi gli anni oggi…!

La danza della distanza fra essere nomadi e stanziali, in bilico ti sia dolce come questa sera di vento.

Ascoltiamo! Da lontano e da vicino…che musica.

( continua)

Nomade e stanziale


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei
Val di Mello & Altrove, Agosto ’07

s e i

Mi avvicino. Poi, mi avvicino ancora.

Da vicino non si vede niente…? Sì.
E allora mi avvicino come un’Ape
e faccio Zzzzzzzzz per avvisare il Fiore …!

La vita ti porta con sè con leggerezza, a volte.
Basta lasciarsi portare …Et voilà.


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei
Qui & Altrove, Agosto ’07

<

Vorrei anche scrivere degli auguri.
Tanti auguri a te di un giocoso viaggio di scoperta.
Compi gli anni oggi…!

La danza della distanza fra essere nomadi e stanziali, in bilico ti sia dolce come questa sera di vento.

Ascoltiamo! Da lontano e da vicino…che musica.

( continua)


Fra poco


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei
Qui & Altrove, Luglio 2006

r i t o r n o

C’è un non luogo
dentro di me che diventa raggiungibile facilmente quando ritorno nel Bosco…

Quindi, a fra poco…!

Ma non è ancora l’ora dei saluti… (fra tre giorni).
🙂


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei
Qui & Altrove, Luglio 2006

c o m e

p o r t a


Fra poco


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei
Qui & Altrove, Luglio 2006

r i t o r n o

C’è un non luogo
dentro di me che diventa raggiungibile facilmente quando ritorno nel Bosco…

Quindi, a fra poco…!

Ma non è ancora l’ora dei saluti… (fra tre giorni).
🙂


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei
Qui & Altrove, Luglio 2006

c o m e

p o r t a


Di Segni


Japanese hanging scroll. Two swimming carp


his hanging scroll was drawn about 80 years ago. Two swimming carp is drawn well.
A carp is the fish which is popular from ancient times. It is good composition.
I do not know this painter’s name. But, anyway it is the Japanese painting drawn seriously.
There are little wrinkles. Little damage is in mounting. But it is still hung enough.

Lo sfondo, dipinto prima del resto, s’anima di contorni luminosi ed appare un guizzo nell’acqua, un volo liquido. Vicino all’eternità del cielo di notte e dello stesso luminoso nel sole.

Pennellate d’inchiostro sulla carta si fanno acqua, anzi oceano. Semplicemente raccontano della vita ciò che trasparente c’è nella materia manifesta in forme mutevoli. Energia, pura energia.

Un contorno chiaro, lasciato forse per riserva sullo sfondo scuro, quasi tre quarti della striscia dipinta soltanto in parte. Acqua e vuoto o cielo?

Distanze rappresentate da differenti tonalità l’inchiostro. dipinte una ad una, trasparenze negli occhi sporgenti, i baffini morbidi, pinne setose scorrevoli. E così via, si potrebbe a lungo continuare. Eppure c’è dell’altro, indescrivibile.

Ed io vorrei imparare con questo pennello, con queste dita, a non credere solo a ciò che vedo (o non verdo). Disegnare o essere disegnati?

Vorrei lasciarmi attraversare dai segni che l’esistenza trasmette. Segni, sia dentro sia fuori di me,siano tracce, richiami, linee di mappe terrestri o d’aria, rughe sulla pelle e nell’anima. Ragnatele e corone d’alghe.

Lasciarsi attraversare. Non passivamente e neanche per avere potere, o essere toccata dalla grazia, dall’estasi o da qualcosaltro…
Solo per appartenere veramente all’universo. Non sapendo come. Senza possedere, senza credere, senza giudicar(mi), senza conquistare o essere conquistati. Insomma, amare (senza)…!

Il foglio è bianco. Ed oggi è un altro giorno

(o anche un giorno antico).

S u r r e n d e r


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei
Qui & Altrove, Parco di Via Palestro, Luglio 2007

v i a g g i o


Ci sono


*

* *


Corrispondenze fra ciò che vedo ed è stato visto diversamente. I disegni lo raccontamno.

Nello spazio di una mappa c’è sempre qualcos’altro. Forse, chi la segna non vede, non sa fino in fondo.
Noi disegnamo, raccontiamo, comunichiamo, oppure siamo anche disegnati , raccontati, comunicati …?

“A nostra insaputa i segni ci segnano, raccontano memorie antiche e future.
Storie sospese, in divenire, fra una e l’altra, fra noi. Dentro e fuori.”



Ci sono e chissà cosa diventeranno.


© lab Harambèe – carla kaapi barnabei

Milano & Altrove, 13 Giugno 2007

d e n t r o f u o r i


Ci siamo? Chissà cosa diventeremo…

🙂


* Old Suzan

* * Mappa stellare Dogon
( 1.)
( 2.)

( 12 – continua )

Questo post si è combinato “per caso”…! Che sia un’indicazione a rileggere (non basta mai)

” DIEU D’ EAU” di Marcel Griaule
Lo farò … appena finirà la sQuola, oppure mi porto il libro durante gli esami …?! 😉

“Dieu d’Aeau” di M. Griaule ed.ed Fayard

oppure “Dio d’Acqua” ed. B. Boringhieri o anche Red